DSA: Amazon, Apple, Google e Meta tra le 17 imprese sotto la lente dell’Unione Europea

by | 18 Gen 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Regolamento sui Servizi Digitali (DSA), noto in italiano come Legge sui Servizi Digitali, rappresenta un aggiornamento e un’estensione della direttiva sul commercio elettronico del 2000. Adottato dall’Unione Europea nel 2022, si propone di rendere lo spazio digitale un ambiente più sicuro e affidabile. Il DSA è rivolto a tutti i fornitori di servizi online, inclusi i social network, i motori di ricerca, le piattaforme di e-commerce e quelle per la condivisione di contenuti.

Questo regolamento impone ai fornitori di servizi online di impegnarsi attivamente nella protezione degli utenti da contenuti illeciti, come discorsi d’odio, materiale pedopornografico e propaganda terroristica. È fondamentale garantire chiarezza riguardo ai sistemi di raccomandazione e profilazione degli utenti, oltre a combattere la disinformazione e altri abusi dei servizi digitali.

Per raggiungere questi scopi, il DSA stabilisce che i fornitori debbano prendere misure preventive e agire prontamente per rimuovere contenuti illeciti dalle loro piattaforme. È necessario che adottino strategie efficaci per identificare e eliminare tali contenuti, offrendo inoltre agli utenti la possibilità di segnalarli. Devono altresì mantenere un elevato livello di trasparenza, informando gli utenti sull’uso dei loro dati per la generazione di raccomandazioni e per la profilazione.

In aggiunta, i fornitori di servizi online sono chiamati a contrastare la disinformazione, adottando misure come l’indicazione delle fonti dei contenuti e la fornitura di informazioni sulla loro affidabilità.

Il DSA prevede norme più severe per le grandi piattaforme online (VLOP – Very Large Online Platforms), che hanno almeno 45 milioni di utenti attivi nell’UE. Queste piattaforme devono attuare misure aggiuntive, come permettere agli utenti di disattivare i sistemi di raccomandazione e profilazione, condividere dati essenziali con ricercatori e autorità, cooperare in situazioni di crisi e sottoporsi a revisioni esterne indipendenti.

Nonostante il DSA sia entrato in vigore lo scorso novembre, la Commissione Europea ha recentemente richiesto informazioni a 17 grandi aziende tecnologiche, considerate VLOP e motori di ricerca, tra cui AliExpress, Amazon, Apple, Booking.com, Meta (Facebook e Instagram), Alphabet (Google Search, Play, Maps e Shopping), Microsoft (LinkedIn e Bing), Pinterest, Snapchat, TikTok, YouTube e Zalando.

Le aziende sono state invitate a fornire dettagli entro il 9 febbraio sui provvedimenti adottati per consentire ai ricercatori l’accesso ai dati che potrebbero essere rilevanti per le imminenti elezioni UE e nazionali, e per contrastare contenuti e prodotti illegali venduti online.

La Commissione ha avviato la sua prima indagine in base al DSA lo scorso dicembre indagando X, sospettata di violare i suoi obblighi.

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