Studio Ghibli sfida OpenAI: “Basta addestrare l’IA sulle nostre opere”

by | 5 Nov 2025 | Legal, IA

sam altman ricreato in stile studio ghibli da chatgpt
Tempo di lettura: 3 minuti

Il Giappone ha alzato la voce contro l’uso non autorizzato di opere protette per l’addestramento dei modelli generativi.

La Content Overseas Distribution Association (CODA), che riunisce i principali editori e studi d’animazione tra cui Studio Ghibli, ha inviato una lettera a OpenAI chiedendo di interrompere l’utilizzo dei loro contenuti coperti da copyright nei processi di machine learning.

Studio Ghibli, creatore di capolavori come La città incantata e Il mio vicino Totoro, è stato particolarmente colpito dalla moda dei contenuti “ghiblificati”. Dopo il lancio del generatore d’immagini integrato in ChatGPT lo scorso marzo, milioni di utenti hanno cominciato a trasformare selfie e foto dei propri animali nello stile inconfondibile dei film dello studio. Lo stesso CEO di OpenAI, Sam Altman, ha contribuito alla tendenza modificando la propria immagine del profilo su X con una versione in stile Ghibli.

Ora, con l’arrivo del generatore video Sora, le preoccupazioni si sono amplificate. Col risultato che CODA ha chiesto formalmente che OpenAI smetta di utilizzare le opere dei propri membri per l’addestramento dei modelli senza consenso, sottolineando che la pratica “potrebbe costituire una violazione del diritto d’autore”.

OpenAI e il copyright tra Stati Uniti e Giappone

La disputa non nasce dal nulla. OpenAI è accusata da tempo di adottare la strategia del “chiedere perdono, non permesso” nei confronti delle opere protette, una politica che ha già irritato giganti come Nintendo e persino l’eredità di Martin Luther King Jr., dopo la comparsa di deepfake che ne simulavano la voce e l’aspetto.

Sul fronte legale, la situazione è tutt’altro che chiara. Negli Stati Uniti, la normativa sul diritto d’autore non viene aggiornata dal 1976, e i giudici si muovono ancora su un terreno incerto.

Di recente, comunque, il giudice federale William Alsup ha stabilito che la società Anthropic non ha violato la legge addestrando la propria IA su libri protetti, pur comminando una multa per la “pirateria” dei testi utilizzati.

Il CODA, però, ritiene che in Giappone il quadro sia molto diverso. E nella sua lettera scrive: “Nei casi, come con Sora 2, in cui opere protette vengono riprodotte o generate in maniera simile come output, CODA ritiene che l’atto di replicazione durante il processo di apprendimento automatico possa configurare un’infrazione del copyright”.

“In base al sistema giapponese”, aggiunge, “è generalmente richiesta un’autorizzazione preventiva per l’uso di opere protette, e non esiste alcun meccanismo che consenta di evitare la responsabilità per violazione attraverso obiezioni successive”.

Un passaggio che riflette una filosofia profondamente diversa rispetto all’approccio americano, dove la “fair use doctrine” consente più margini d’interpretazione sull’uso di materiali coperti da copyright a fini di ricerca o sperimentazione.

L’ironia di Altman su X

Di fronte alle polemiche, Sam Altman ha scelto la via dell’ironia. In un post pubblicato su X, ha scritto in stile meme:

“lavorare per dieci anni cercando di creare una superintelligenza che possa curare il cancro o qualcosa del genere
per i primi sette anni e mezzo non importa a nessuno, poi per due anni e mezzo tutti ti odiano per qualsiasi cosa
un giorno ti svegli con centinaia di messaggi: “guarda, ti ho trasformato in un twink in stile Ghibli ahah”

Il termine twink, usato in senso goliardico, indica un ragazzo dall’aspetto giovane e curato, e Altman lo utilizza per ridicolizzare la quantità di immagini in stile Ghibli che lo ritraggono.

Il messaggio, al di là del tono leggero, fotografa perfettamente la tensione tra la visione della Silicon Valley, che tende a sdrammatizzare, e quella molto più preoccupata degli autori, che vedono nell’IA un rischio per la loro creatività e non hanno particolarmente voglia di scherzarci sopra sui social.

Miyazaki e il rifiuto della “vita sintetica”

Hayao Miyazaki, anima creativa di Studio Ghibli, non ha commentato direttamente la diffusione di contenuti generati con l’IA ispirati alle sue opere. Ma le sue parole del 2016 restano un monito: quando gli fu mostrata una clip 3D prodotta da un sistema di intelligenza artificiale, dichiarò di essere “profondamente disgustato”.

“Non riesco a guardare queste cose e trovarle interessanti”, disse allora. “Sento fortemente che si tratta di un insulto alla vita stessa”.

Due filosofie opposte, dunque: da un lato l’idea di un’IA come strumento di progresso creativo e tecnico, dall’altro la difesa del valore umano e spirituale della creazione artistica.

Nel mezzo, una domanda che resta aperta: fino a che punto l’intelligenza artificiale può “imparare” dall’arte senza violarla?

Fonte: TechCrunch

POTREBBE INTERESSARTI

Cina censura

Anche la Cina respinge lo stop all’IA: “È solo allarmismo”

Il portavoce di Pechino accusa Amodei, Altman e Musk di allarmismo sull’IA. Lo stesso giorno il ministro della sicurezza di stato cinese lancia un allarme quasi...
Donald Trump annuncerà domani World Liberty Financial

Trump respinge lo stop all’IA: “Chi vince, vince tutto”

Amodei, Altman e Musk chiedono più cautela sull’IA. Trump risponde dal golf in Irlanda: fermarsi significa regalare il vantaggio alla Cina.

Un gruppo di cybercriminali sta bloccando il mercato dell’auto americano

Negli USA l’auto vende i dati dell’utente e Washington non sembra voler far nulla

La FTC ha multato General Motors per aver venduto senza consenso i dati di guida dei clienti. Ma quasi tutte le altre case automobilistiche fanno lo stesso: la tua auto...
Claude Anthropic Apple

I governi si affidano a Claude per automatizzare la sorveglianza

Dai dossier costruiti con i dati telefonici alla selezione degli obiettivi politici, il rapporto di Anthropic mostra come l’IA stia abbassando i costi della...
Dario Amodei Anthropic Claude

Amodei, Altman e Musk chiedono di rallentare la corsa all’IA

Anthropic chiede di frenare l’aumento delle capacità dei modelli. OpenAI aderisce ai controlli indipendenti e Musk appoggia Amodei. Ma nessuno promette ancora di...
openai ia pensano

OpenAI avverte: capire cosa ‘pensano’ le IA è sempre più difficile

OpenAI ammette che seguire il ragionamento delle IA diventerà sempre più complicato perché esplicitano sempre meno il proprio ragionamento. In gioco c’è...
rubygems

OpenAI: prima di Hugging Face c’è stato RubyGems

OpenAI conferma il coinvolgimento dei propri sistemi in un incidente avvenuto a maggio. Due mesi dopo, fino a 1.200 agenti avrebbero poi attaccato Hugging Face.

pentagono

Il Pentagono entra nella filiera dell’IA con Fluidstack

Il finanziamento a Fluidstack sarebbe il più grande mai concesso dall’Office of Strategic Capital e servirebbe a produrre negli USA componenti per i data...
IA umanità Coxon

Già, ma come potrebbe davvero l’IA ucciderci tutti?

La denuncia di Coxon nei giorni scorsi ha fatto scalpore, ma come potrebbe concretizzarsi realmente il suo scenario apocalittico? Risposta: attenzione alle...
Anthropic

Anthropic accusa: Russia e Cina hanno usato Claude per cyberattacchi e distillazione

Il rapporto descrive attacchi informatici gestiti in larga parte dall’IA. E accusa Alibaba, DeepSeek, Moonshot e Xiaomi di aver cercato di replicare le capacità...
Share This