Lo scorso fine settimana ChatGPT è esploso su scala globale grazie a una nuova funzione di generazione immagini che permette di creare illustrazioni in stile Studio Ghibli.
L’effetto visivo, ispirato ai film disegnati a mano del regista giapponese Hayao Miyazaki, ha rapidamente invaso i social network, generando un’ondata virale che ha spinto milioni di utenti a sperimentare la novità.
Numeri record per ChatGPT
Il risultato è stato un’impennata storica: OpenAI ha registrato il livello più alto di utenti attivi, abbonamenti e download della sua app da quando ChatGPT è stato lanciato.
Secondo i dati di Similarweb, gli utenti settimanali hanno superato i 150 milioni per la prima volta nel 2025.

La media settimanale degli utenti di ChatGPT secondo Similarweb. Da notare l’incremento con l’aggiornamento del sistema di generazione di immagini.
SensorTower ha confermato che i download globali dell’app ChatGPT sono cresciuti dell’11% rispetto alla settimana precedente, mentre gli utenti attivi settimanali sono aumentati del 5% e i ricavi da acquisti in-app del 6%.
Altman: “Stiamo cercando di riprendere il controllo”
Il CEO Sam Altman ha confermato l’impatto eccezionale della novità in una serie di post su X, segnalando che il successo ha provocato rallentamenti, bug e ritardi nella distribuzione di nuovi prodotti.
“Stiamo cercando di riprendere il controllo della situazione ma dovete aspettarvi nuove release in ritardo, malfunzionamenti e un servizio a volte lento mentre affrontiamo sfide legate alla capacità”, ha scritto Altman.
“Stiamo lavorando il più rapidamente possibile per far tornare tutto a funzionare a pieno regime”, ha poi aggiunto.
we are getting things under control, but you should expect new releases from openai to be delayed, stuff to break, and for service to sometimes be slow as we deal with capacity challenges.
— Sam Altman (@sama) April 1, 2025
Per contenere la pressione sui server, OpenAI ha deciso di posticipare l’attivazione della funzione di generazione immagini per gli utenti gratuiti.
In parallelo, ha temporaneamente disattivato la generazione video per i nuovi utenti di Sora, la sua suite di strumenti multimediali basati su AI.
La priorità, ha spiegato Altman, è mantenere il servizio stabile per gli abbonati attuali.
I dubbi legali sull’effetto Ghibli
Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, l’esplosione dell’arte IA in stile Ghibli ha riacceso le polemiche sull’utilizzo delle intelligenze artificiali per imitare stili artistici protetti.
Evan Brown, avvocato esperto di copyright, ha sottolineato che “il panorama legale delle immagini generate dall’IA che imitano lo stile distintivo dello Studio Ghibli è ancora incerto. In generale, la legge protegge solo le espressioni specifiche, non gli stili artistici in sé”.
Intanto sono riemersi online i celebri commenti critici di Miyazaki, risalenti al 2016, quando il regista giapponese dichiarò di essere “assolutamente disgustato” dopo aver visto una primissima immagine generata da un’intelligenza artificiale.
“Non vorrei mai incorporare questa tecnologia nel mio lavoro”, disse all’epoca. Chissà cosa sta pensando in questi giorni, all’idea che il suo inconfondibile stile sta facendo le fortune di un signore dall’altra parte del Pacifico…


