Sam Altman dopo il no ai salvataggi di Stato, dice sì agli incentivi

da | 8 Nov 2025 | IA, Business, Politica

Tempo di lettura: 2 minuti

In un post pubblicato ieri su X, Altman ha chiesto che l’Advanced Manufacturing Investment Credit (AMIC) venga ampliato per includere la produzione di server AI, i data center e i componenti della rete elettrica.

L’obiettivo, ha spiegato, è sostenere quella che definisce una “reindustrializzazione americana su tutta la filiera: fab, turbine, trasformatori, acciaio e molto altro”, perché “aiuterà tutti nel nostro settore e anche in altri (noi compresi)”.

Altman ha tuttavia voluto chiarire un punto: “Il credito d’imposta è completamente diverso dalle garanzie sui prestiti a OpenAI”. Il messaggio arriva subito dopo le dichiarazioni di Sarah Friar e la successiva correzione di Sam Altman in merito ai salvataggi di Stato per le aziende di IA.

Una distinzione tutt’altro che formale, che segna la linea sottile tra la richiesta di incentivi industriali e il rifiuto di un sostegno diretto alle imprese dell’intelligenza artificiale.

La coerenza di Altman

Sebbene a prima vista possa apparire il contrario, il nuovo intervento di Altman non smentisce ma rafforza la posizione che abbiamo riportato ieri nell’articolo “Sam Altman: ‘No ai salvataggi di Stato per le aziende di IA’”.

In quell’occasione, il CEO di OpenAI aveva affermato che “i contribuenti non dovrebbero salvare aziende che prendono cattive decisioni”, respingendo l’idea di qualsiasi intervento pubblico a tutela delle big tech in caso di crisi.

La richiesta di oggi si colloca su un piano diverso: non un aiuto diretto ma una politica industriale strutturale, che favorisca lo sviluppo dell’intera filiera tecnologica americana.

Altman distingue dunque tra l’assistenzialismo di breve periodo e la costruzione di un ecosistema competitivo capace di sostenere la leadership tecnologica degli Stati Uniti nel lungo periodo.

OpenAI e la corsa da 1,4 trilioni

Altman non parla ovviamente a caso. OpenAI ha già annunciato un piano d’investimento da 1,4 trilioni di dollari per i prossimi otto anni, destinato a potenziare le proprie infrastrutture computazionali. Una cifra che dà la misura della scala su cui si gioca la partita dell’intelligenza artificiale.

La crescente domanda di modelli generativi, guidata da prodotti come ChatGPT, ha infatti innescato una competizione senza precedenti tra i giganti della Silicon Valley per la costruzione di data center e lo sviluppo di chip sempre più potenti.

Proprio per questo, la proposta di Altman assume un valore strategico: non chiede sussidi per OpenAI ma strumenti fiscali che favoriscano la nascita di una catena industriale nazionale dell’IA.

Una posizione condivisa, almeno in parte, dalla Casa Bianca, che con il Chips Act mira a riportare negli Stati Uniti la produzione di semiconduttori e tecnologie critiche.

Lo Stato come facilitatore

A chi lo accusa di incoerenza, Altman risponde dunque con nessuna richiesta di salvataggio, nessun “too big to fail”. L’unico intervento pubblico che invoca è quello di uno Stato che crei le condizioni perché l’industria privata possa investire.

È una distinzione sottile ma che definisce l’attuale postura del capitalismo tecnologico americano: indipendenza imprenditoriale sì, ma all’interno di una cornice di politiche industriali coordinate.

Resta però difficile ignorare un’evidenza. Al di là dei principi, la sua crociata per l’innovazione sembra mossa anche da un’urgenza molto concreta: quella di trovare, comunque e ovunque, nuovi capitali.

Fonte: Reuters

POTREBBE INTERESSARTI

amazon logo
• ⏱ 3 min

I dipendenti Amazon usano l’IA anche quando non serve, per sembrare efficienti

Con 200 miliardi di investimenti da giustificare, Amazon vuole dati sull’utilizzo. E i suoi dipendenti glieli danno (ma non nel modo atteso).

Daniel Ek Helsing
• ⏱ 3 min

Helsing vale 18 miliardi: i droni di Daniel Ek sono il nuovo oro europeo

Con un contratto da oltre un miliardo con la Bundeswehr e droni già in uso in Ucraina, la start-up sostenuta dal fondatore di Spotify è diventata il punto di...
nadella sutskever altman
, • ⏱ 3 min

Musk vs. Altman: le testimonianze di Nadella e Sutskever

Il CEO di Microsoft definisce “roba da dilettanti” il tentativo di rimozione del 2023; l’ex chief scientist di OpenAI conferma che Altman sabotava i...
OpenAI
, • ⏱ 2 min

OpenAI vuole ingegneri nelle aziende: nasce la Deployment Company

L’acquisizione di Tomoro porta 150 specialisti pronti al lavoro. Sullo sfondo, la corsa con Anthropic per conquistare il mercato enterprise.

Nvidia CES 2026 Jensen Huag
• ⏱ 4 min

Nvidia ha investito 40 miliardi sull’IA (dall’inizio dell’anno)

Da produttore di chip a investitore sistemico: la strategia di Jensen Huang per controllare l’intera filiera dell’intelligenza artificiale solleva domande...
Donald Trump. | Foto: GoodFon/Creative Commons
• ⏱ 3 min

Sbaglia a comprare i bitcoin: Trump Media perde 406 milioni

Trump Media, la società madre di Truth Sociall ha guadagnato quasi nulla con i contenuti. Ha perso tutto con il bitcoin al picco.

lavoratori cina
• ⏱ 2 min

In Cina non si licenzia più per colpa dell’IA

Un tribunale di Hangzhou stabilisce che l’automazione non è una causa legale di licenziamento. E le imprese devono fare i conti con una giurisprudenza in...
Fairwater IA data center Microsoft compute tax
, • ⏱ 4 min

La “compute tax”: ecco perché si torna a parlare di tassare l’IA

Tra redistribuzione e fuga di capitali, il dibattito sulla tassazione dell’IA scalda la campagna elettorale americana.

SpaceX Anthropic
• ⏱ 3 min

Anthropic affitterà i server di Musk

Colossus 1, il data center da centinaia di migliaia di chip Nvidia, cambia inquilino. E la corsa alla potenza di calcolo di Anthropic aggiunge un tassello...
Shivon Zilis Elon Musk
, • ⏱ 5 min

Secondo Shivon Zilis, Musk voleva fondere OpenAI in Tesla

Le testimonianze della compagna di Musk, Shivon Zilis, insieme a quelle di Brockman e Murati, ricostruiscono i sei mesi del 2017-2018 in cui il fondatore di Tesla tentò...
Share This