OpenAI toglierà i propri modelli da Cursor dopo l’acquisizione della società da parte di SpaceX. La chiusura proposta è fissata al 12 novembre e riguarderà anche i modelli futuri: OpenAI ha già chiarito che Cursor non avrà accesso ad Astra, il suo prossimo modello. La decisione arriva due settimane dopo che SpaceX ha completato l’acquisizione da 60 miliardi di dollari, circa 51,8 miliardi di euro.
Per capire a fondo la notizia, però, bisogna spiegare cos’è Cursor. È un ambiente di programmazione costruito attorno all’IA: può leggere una base di codice, modificare file, trovare e correggere errori, eseguire comandi e sviluppare nuove funzioni partendo da istruzioni scritte in linguaggio naturale.
Cursor non deve necessariamente usare una propria IA per fare tutto questo. Il programmatore può scegliere quale modello mettere al lavoro dietro l’agente: quelli di Cursor, ma anche GPT di OpenAI, Claude di Anthropic o Gemini di Google.
Cursor fornisce quindi gli strumenti e l’ambiente di lavoro, mentre il modello scelto dall’utente può diventare il motore che decide come svolgere il compito.
We’re sorry to see that OpenAI put out a note saying they plan to block Cursor users from accessing OpenAI models in three months.
OpenAI models serve about 5% of Cursor user traffic, and we’re speaking with the OpenAI team to resolve this.
Cursor was one of the very first…
— Michael Truell (@mntruell) August 29, 2026
Per Cursor OpenAI pesa solo il 5%
Dal 12 novembre, allora, chi usa Cursor non potrà più scegliere i modelli OpenAI attraverso il servizio. Cursor continuerà a funzionare e continuerà a offrire le alternative degli altri laboratori, ma perderà una delle principali famiglie di modelli disponibili sulla piattaforma.
Michael Truell, CEO di Cursor, ha cercato di ridimensionare l’impatto. “I modelli OpenAI servono circa il 5% del traffico degli utenti di Cursor e stiamo parlando con il team di OpenAI per risolvere la questione”, ha scritto su X. Ha poi ricordato che Cursor è stato tra i primi clienti di OpenAI e che le due aziende collaborano da anni.
Il passaggio più interessante arriva subito dopo. Truell dice che Cursor si era fidata della piattaforma di OpenAI come di una “infrastruttura neutrale”. Ed è proprio questa fiducia a essere saltata.
La guerra tra Musk e OpenAI arriva agli sviluppatori
OpenAI lega esplicitamente la decisione al nuovo proprietario. “Non possiamo essere certi che SpaceX utilizzerà la nostra tecnologia nel rispetto dei nostri termini di servizio, sulla base della nostra esperienza con le aziende di Elon Musk che hanno violato contratti”, ha spiegato la società.
I couldn’t care less. Scam Altman and Greg Stockman are utterly untrustworthy assholes who stole an open source nonprofit.
— Elon Musk (@elonmusk) August 29, 2026
L’accordo con Cursor prevedeva una finestra che consente a OpenAI di uscire dal contratto in caso di cambio di controllo. OpenAI sostiene inoltre che Twitter abbia violato un precedente accordo dopo l’acquisizione da parte di Musk e richiama il caso di xAI, che ha utilizzato tecnologia di OpenAI durante lo sviluppo dei propri modelli.
Dietro la disputa contrattuale c’è naturalmente lo scontro che da anni oppone Musk a Sam Altman e Greg Brockman. Musk co-fondò OpenAI nel 2015 e lasciò il consiglio nel 2018. Nel 2024 fece causa alla società accusandola di aver tradito la propria missione originaria.
Dopo la decisione riguardante Cursor, ha liquidato la questione su X con un post non esattamente elegante, in cui dice che la questione non lo interessa.
Anthropic occupa lo spazio lasciato libero
A sfruttare immediatamente la situazione è Anthropic. Tom Brown, cofondatore e Chief Compute Officer della società, ha assicurato che Claude resterà disponibile su Cursor: “Cursor è un partner fidato di Anthropic fin da Sonnet 3.5. Continueremo ad aumentare la capacità di calcolo per supportare i modelli Claude su Cursor”.
La posizione è curiosa perché nel giugno 2025 Anthropic aveva fatto esattamente il contrario con Windsurf. Quando OpenAI stava trattando l’acquisizione del concorrente di Cursor, Anthropic ridusse drasticamente l’accesso diretto di Windsurf ai modelli Claude. Il cofondatore Jared Kaplan spiegò allora che sarebbe stato “strano” vendere Claude a OpenAI.
Maybe you changed your ways, but we all remember what you did to Windsurf, which was infinitely nastier. More likely answer is that you can’t do that here because you need the compute.
— Amjad Masad (@amasad) August 29, 2026
Le parole di Brown hanno però attirato critiche immediate. Amjad Masad, CEO di Replit, gli ha ricordato proprio il precedente di Windsurf, definendo quella scelta “molto peggiore”. Masad ha poi aggiunto che questa volta la società non potrebbe permettersi di tagliare fuori Cursor, perché ha bisogno della capacità di calcolo fornita da SpaceX.
Ancora più secco Mat Velloso, dirigente di Docker, che ha risposto al post di Brown: “Questa era un’ottima occasione per stare zitti”. Anche in questo caso il riferimento è al blocco di Windsurf.
Ecco allora spiegato come la guerra tra Musk e Altman può così arrivare fino al menu con cui i programmatori scelgono quale intelligenza artificiale scegliere per scrivere il proprio codice.
Fonte: CNBC


