Nel sempre più rilevante mondo delle intelligenze artificiali, ogni mossa di OpenAI attira l’attenzione, alimentando speculazioni e aspettative sul futuro dei suoi modelli avanzati.
La notizia più recente arriva dalla stessa OpenAI, che ha smentito le indiscrezioni su un possibile lancio, entro fine anno, di un modello chiamato “Orion“.
Con una comunicazione a TechCrunch, l’azienda ha infatti chiarito di non avere in programma il rilascio di un modello con quel nome in codice per il 2024, pur anticipando l’introduzione di “altre tecnologie interessanti” nei prossimi mesi.
Le aspettative su Orion, ventilate da una fonte di rilievo come The Verge, e che avevamo noi stesso ripreso insieme a moltissime altre testate specializzate e quotidiani, avevano lasciato presagire un avanzamento epocale nel campo dei modelli linguistici di AI.
Secondo le indiscrezioni, Orion avrebbe dovuto essere il prossimo “frontier model” di OpenAI, pronto per un lancio ufficiale entro dicembre, con l’accesso esclusivo per i partner di fiducia, tra cui Microsoft, previsto già per novembre.
Ma OpenAI, da parte sua, ha prontamente sottolineato che la notizia di The Verge era imprecisa, senza però fornire ulteriori dettagli o specificare se Orion rappresenti davvero un progetto in sviluppo.
Cosa aspettarsi da OpenAI entro il 2024?
L’affermazione di OpenAI lascia spazio a diverse interpretazioni e fa emergere un margine di ambiguità.
Se da un lato esclude il lancio di Orion, dall’altro non esclude che altri modelli, magari meno avanzati ma comunque importanti, possano vedere la luce entro la fine dell’anno.
Questo atteggiamento potrebbe rispondere a una strategia di marketing, dove la sorpresa e il controllo delle aspettative giocano un ruolo chiave. Oppure potrebbe rispondere a ragioni tecniche: il timore di rilasciare un modello eccessivamente potente senza adeguate misure di controllo e supervisione è un tema ricorrente tra i big del settore.
Se insomma Orion dovrà attendere, l’attesa potrebbe comunque essere compensata da altre novità che l’azienda ha promesso di portare avanti.
Una cosa è certa: la strada verso l’evoluzione dei modelli linguistici è tutt’altro che conclusa, e ogni annuncio può rappresentare una svolta per il futuro dell’intelligenza artificiale.


