I rapporti tra OpenAI e Microsoft sono ai minimi storici

by | 17 Giu 2025 | IA, Tecnologia

Tempo di lettura: < 1 minuto

La storica collaborazione tra OpenAI e Microsoft, iniziata nel 2019, sta attraversando una grave crisi che potrebbe compromettere una delle partnership tecnologiche più influenti dell’era dell’intelligenza artificiale.

La startup deve trasformarsi in società benefit, ovvero una società a scopo di lucro che, oltre al perseguimento dell’obiettivo statutario del profitto, considerano anche l’impatto positivo verso la società e l’ambiente, entro fine anno per non perdere 20 miliardi di dollari di finanziamenti, ma Microsoft chiede una quota maggiore nella nuova struttura rispetto a quella che OpenAI è disposta a concedere. Senza l’approvazione di Microsoft, OpenAI non può completare la conversione né accedere a nuovi capitali o quotarsi in borsa.

L’insofferenza di OpenAI

Le trattative sono diventate così difficili che l’azienda di Sam Altman ha considerato di accusare pubblicamente Microsoft di comportamento anticoncorrenziale, con possibili revisioni normative federali del loro contratto. Questa “opzione nucleare” segnerebbe la fine definitiva della partnership.

Quello che era un rapporto simbiotico si è trasformato in competizione diretta. Secondo il WSJ, la startup vuole liberarsi dal controllo esclusivo di Microsoft sui suoi prodotti e diversificare i fornitori cloud, mentre Microsoft vuole mantenere l’accesso privilegiato alla tecnologia OpenAI anche dopo il raggiungimento dell’Intelligenza Generale Artificiale.

Un esempio concreto riguarda l’acquisizione di Windsurf da parte dell’azienda di Altman per 3 miliardi: Microsoft ha diritti sulla proprietà intellettuale di OpenAI, ma la startup non vuole concedere l’accesso a Windsurf, che competerebbe con GitHub Copilot.

L’esito di questo conflitto potrebbe ridefinire gli equilibri di potere nell’industria AI e influenzare come vengono strutturate le future partnership tecnologiche, in un settore dove cooperazione e competizione coesistono in equilibrio sempre più precario.

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