Meta pensa all’IA che pubblica automaticamente al posto nostro

by | 1 Ott 2024 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Pochi giorni fa scrivevamo di SocialAI, un social media popolato non da persone reali ma da bot alimentati dall’intelligenza artificiale, che interagiscono con gli utenti attraverso risposte automatiche.

L’app di Michael Sayman, un ex impiegato di Google, Facebook e Twitter, pareva essere un esperimento distopico sui social media. Ma dopo quanto ci apprestiamo a scrivere, ecco che potrebbe acquistare ben altra dignità.

La settimana scorsa, infatti, Mark Zuckerberg ha tenuto il Meta Connect. Si tratta di un evento rivolto a sviluppatori, ricercatori, aziende e creatori interessati alle tecnologie emergenti, in particolare quelle legate a realtà virtuale, realtà aumentata e intelligenza artificiale.

Durante questo evento, Meta presenta le sue ultime novità in ambito tecnologico ospitando keynote, sessioni tecniche, workshop e presentazioni di nuovi prodotti e strumenti per gli sviluppatori.

In passato, l’evento è stato utilizzato per lanciare nuovi dispositivi come i visori Oculus; e quest’anno la nostra attenzione (come di quasi tutti) è stata catturata da Orion, gli occhiali sperimentali di AR che hanno subito fatto invecchiare il Vision Pro di Apple.

Abbiamo scritto “quasi tutti” perché in realtà ad Axios non è sfuggita l’iniziativa di Meta che vuole aprire una nuova dimensione nell’uso dell’intelligenza artificiale: la generazione di contenuti sintetici personalizzati per gli utenti.

L’IA di Meta che posta autonomamente nel nostro feed

Tra le novità presentate durante la conferenza annuale degli sviluppatori di Meta, dunque, si è parlato di testare contenuti generati dall’IA che appariranno sui feed di Facebook e Instagram degli utenti, basati sui loro interessi.

L’annuncio, che ha ricevuto meno attenzione rispetto ad altre novità, solleva però importanti questioni su come l’IA potrà influenzare in futuro i contenuti sui social media.

Fino a oggi, infatti, l’IA generativa è stata utilizzata principalmente per creare contenuti su richiesta degli utenti. Meta, invece, vuole introdurre un concetto diverso: sarà la piattaforma stessa a creare e proporre contenuti in base agli interessi di chi la utilizza, senza che venga espressa una richiesta diretta.

Meta ha spiegato che i contenuti generati dall’IA potranno includere immagini create in base agli interessi degli utenti o contenuti che riproducono la loro immagine, trasformando l’utente stesso nel protagonista di storie da condividere con gli amici.

Gli utenti avranno la possibilità di modificare il contenuto generato o semplicemente scorrere per visualizzare altro materiale personalizzato. Sarà comunque possibile scegliere di non visualizzare i contenuti “immaginati per te”.

In alcune anteprime, Meta ha mostrato immagini stilizzate e scene fantasiose che rappresentano il tipo di contenuti che gli utenti possono creare oggi, una dimostrazione del potenziale visivo che l’IA potrebbe mettere a disposizione di chi naviga sui social network.

Dubbi e reazioni

Questo passo rappresenta un’evoluzione naturale per Meta, che ha già trasformato il feed di Facebook in uno strumento per suggerire contenuti basati sugli algoritmi, spesso preferendo questi suggerimenti ai post condivisi dagli amici.

E a ben guardare, Meta ha già sperimentato altre modalità per integrare l’IA nelle conversazioni online.

Ad esempio, ha presentato a luglio una nuova funzionalità chiamata AI Studio, che permette agli utenti di creare, condividere e progettare chatbot AI personalizzati per i loro profili. Meta aveva anche testato una funzione che permetteva ai bot di partecipare ai thread di commenti sui social media, un’iniziativa che è stata poi abbandonata.

Questi esperimenti fanno parte dei continui sforzi della compagnia per integrare l’IA in modo più profondo nelle interazioni sociali, cercando di rendere le piattaforme più coinvolgenti e automatizzate.

Nonostante i progressi nel campo dell’IA, però, le reazioni del pubblico ai contenuti generati artificialmente nel mondo dei media e dell’intrattenimento sono state finora tiepide. Superato lo stupore iniziale per la capacità dell’IA di replicare voci famose o generare brevi video, molti utenti tendono a perdere interesse. La qualità di gran parte dei contenuti creati dall’IA viene infatti spesso definita mediocre, impersonale e monotona.

Con l’introduzione di post generati dall’IA, Meta deve dunque prepararsi a ricevere reazioni contrastanti. Da una parte ci sarà chi sarà affascinato dall’innovazione, dall’altra chi potrebbe essere infastidito da una crescente sensazione di impersonalità dei contenuti proposti.

Resta da vedere quanto Meta spingerà su questa nuova modalità ma una volta che i post creati dai bot inizieranno a riempire i feed, sarà chiaro se il pubblico ne sarà attratto o respinto.

Chiudiamo con una domanda finale: ora che siete arrivati fin qui, SocialAI vi sembra ancora un’idea così balzana?

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