Meta pensa all’IA che pubblica automaticamente al posto nostro

da | 1 Ott 2024 | IA

Pochi giorni fa scrivevamo di SocialAI, un social media popolato non da persone reali ma da bot alimentati dall’intelligenza artificiale, che interagiscono con gli utenti attraverso risposte automatiche.

L’app di Michael Sayman, un ex impiegato di Google, Facebook e Twitter, pareva essere un esperimento distopico sui social media. Ma dopo quanto ci apprestiamo a scrivere, ecco che potrebbe acquistare ben altra dignità.

La settimana scorsa, infatti, Mark Zuckerberg ha tenuto il Meta Connect. Si tratta di un evento rivolto a sviluppatori, ricercatori, aziende e creatori interessati alle tecnologie emergenti, in particolare quelle legate a realtà virtuale, realtà aumentata e intelligenza artificiale.

Durante questo evento, Meta presenta le sue ultime novità in ambito tecnologico ospitando keynote, sessioni tecniche, workshop e presentazioni di nuovi prodotti e strumenti per gli sviluppatori.

In passato, l’evento è stato utilizzato per lanciare nuovi dispositivi come i visori Oculus; e quest’anno la nostra attenzione (come di quasi tutti) è stata catturata da Orion, gli occhiali sperimentali di AR che hanno subito fatto invecchiare il Vision Pro di Apple.

Abbiamo scritto “quasi tutti” perché in realtà ad Axios non è sfuggita l’iniziativa di Meta che vuole aprire una nuova dimensione nell’uso dell’intelligenza artificiale: la generazione di contenuti sintetici personalizzati per gli utenti.

L’IA di Meta che posta autonomamente nel nostro feed

Tra le novità presentate durante la conferenza annuale degli sviluppatori di Meta, dunque, si è parlato di testare contenuti generati dall’IA che appariranno sui feed di Facebook e Instagram degli utenti, basati sui loro interessi.

L’annuncio, che ha ricevuto meno attenzione rispetto ad altre novità, solleva però importanti questioni su come l’IA potrà influenzare in futuro i contenuti sui social media.

Fino a oggi, infatti, l’IA generativa è stata utilizzata principalmente per creare contenuti su richiesta degli utenti. Meta, invece, vuole introdurre un concetto diverso: sarà la piattaforma stessa a creare e proporre contenuti in base agli interessi di chi la utilizza, senza che venga espressa una richiesta diretta.

Meta ha spiegato che i contenuti generati dall’IA potranno includere immagini create in base agli interessi degli utenti o contenuti che riproducono la loro immagine, trasformando l’utente stesso nel protagonista di storie da condividere con gli amici.

Gli utenti avranno la possibilità di modificare il contenuto generato o semplicemente scorrere per visualizzare altro materiale personalizzato. Sarà comunque possibile scegliere di non visualizzare i contenuti “immaginati per te”.

In alcune anteprime, Meta ha mostrato immagini stilizzate e scene fantasiose che rappresentano il tipo di contenuti che gli utenti possono creare oggi, una dimostrazione del potenziale visivo che l’IA potrebbe mettere a disposizione di chi naviga sui social network.

Dubbi e reazioni

Questo passo rappresenta un’evoluzione naturale per Meta, che ha già trasformato il feed di Facebook in uno strumento per suggerire contenuti basati sugli algoritmi, spesso preferendo questi suggerimenti ai post condivisi dagli amici.

E a ben guardare, Meta ha già sperimentato altre modalità per integrare l’IA nelle conversazioni online.

Ad esempio, ha presentato a luglio una nuova funzionalità chiamata AI Studio, che permette agli utenti di creare, condividere e progettare chatbot AI personalizzati per i loro profili. Meta aveva anche testato una funzione che permetteva ai bot di partecipare ai thread di commenti sui social media, un’iniziativa che è stata poi abbandonata.

Questi esperimenti fanno parte dei continui sforzi della compagnia per integrare l’IA in modo più profondo nelle interazioni sociali, cercando di rendere le piattaforme più coinvolgenti e automatizzate.

Nonostante i progressi nel campo dell’IA, però, le reazioni del pubblico ai contenuti generati artificialmente nel mondo dei media e dell’intrattenimento sono state finora tiepide. Superato lo stupore iniziale per la capacità dell’IA di replicare voci famose o generare brevi video, molti utenti tendono a perdere interesse. La qualità di gran parte dei contenuti creati dall’IA viene infatti spesso definita mediocre, impersonale e monotona.

Con l’introduzione di post generati dall’IA, Meta deve dunque prepararsi a ricevere reazioni contrastanti. Da una parte ci sarà chi sarà affascinato dall’innovazione, dall’altra chi potrebbe essere infastidito da una crescente sensazione di impersonalità dei contenuti proposti.

Resta da vedere quanto Meta spingerà su questa nuova modalità ma una volta che i post creati dai bot inizieranno a riempire i feed, sarà chiaro se il pubblico ne sarà attratto o respinto.

Chiudiamo con una domanda finale: ora che siete arrivati fin qui, SocialAI vi sembra ancora un’idea così balzana?

POTREBBE INTERESSARTI

Brad Smith, presidente di Microsoft

Microsoft promette: i nostri data center non peseranno sulle bollette degli americani

L’azienda si impegna a non chiedere sgravi fiscali e a formare i residenti. Brad Smith: “Non chiediamo ai contribuenti di sovvenzionarci”.

Matthew McConaughey

McConaughey registra sé stesso come marchio contro i deepfake

Otto trademark approvati negli USA trasformano l’immagine dell’attore in un asset legale. Nel vuoto normativo sui deepfake, Hollywood ricorre...
Google AI Overviews

Google rimuove le AI Overviews per alcune ricerche mediche

Un’indagine del Guardian documenta errori potenzialmente letali nei riassunti sanitari del motore di ricerca. Il tempismo col lancio di ChatGPT Health solleva...
Google agente

Google entra nello shopping con gli agenti IA per i retailer

Con Gemini Enterprise for Customer Experience, Big G offre strumenti per costruire assistenti virtuali proprietari. Ma il commercio agentico è davvero dietro...
Apple Intelligence Siri

Siri parlerà con la voce di Gemini: Apple sceglie Google per l’IA

Annunciata ieri una partnership che riscrive gli equilibri del mercato. E anche una svolta storica che solleva domande sul futuro della privacy di Cupertino.

Nvidia CES 2026 Jensen Huag

Al CES 2026 la Silicon Valley ha scelto Trump

La Genesis Mission, Nvidia e il nuovo asse Washington-Silicon Valley: al Consumer Electronics Show è andata in scena la fine della neutralità tech.

Harry Potter e la Pietra Filosofale

I ricercatori sono riusciti a estrarre Harry Potter (quasi per intero) dai principali LLM

Una ricerca di Stanford dimostra che Claude, GPT-4.1, Gemini e Grok hanno memorizzato interi libri protetti da copyright. E possono riprodurli quasi parola per...
Grok

Grok, la risposta di Musk ai deepfake è farli pagare

Dall’Indonesia al Regno Unito, i governi reagiscono ai deepfake di Grok. Musk attacca gli inglesi: “Fascisti”. Ma intanto le immagini abusive...
Character

Google e Character.AI, accordi milionari per evitare il processo

Le famiglie ottengono risarcimenti per i suicidi legati al chatbot, ma il vuoto normativo sulla responsabilità dell’IA generativa resta intatto.

Andreessen Horowitz

Il secolo americano di Andreessen Horowitz: 15 miliardi per blindare il futuro tech

Dalla difesa all’intelligenza artificiale: come il colosso di Menlo Park sta puntando a riscrivere il rapporto tra capitale privato, sovranità e potere.

Share This