Merz in visita la Cina, accolto da una parata di robot umanoidi

by | 2 Mar 2026 | IA, Politica

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. | Foto: South China Morning Post
Riassunto IA
  • Friedrich Merz ha visitato Hangzhou incontrando i vertici di dieci aziende cinesi tra robotica, IA e veicoli elettrici.
  • La visita aveva anche una funzione di leva negoziale verso Washington: alcuni la leggono come una mossa per rafforzare la posizione tedesca prima dell’incontro con Trump di inizio marzo.
  • La Germania resta strutturalmente esposta sia alla Cina sia agli USA, e la diplomazia industriale di Merz riflette l’assenza di una strategia autonoma.
Tempo di lettura: 3 minuti

Qualche settimana fa, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Friedrich Merz ha detto una cosa molto netta: la Cina “sfrutta sistematicamente le dipendenze altrui” e “sta reinterpretando l’ordine internazionale per adattarlo ai propri scopi”.

Giovedì scorso, lo stesso Merz era ad Hangzhou, seduto a tavola con il CEO di Alibaba, il fondatore di Unitree Robotics e i vertici di altre otto aziende cinesi tra robot umanoidi, veicoli elettrici e intelligenza artificiale. Si è anche messo in testa gli occhiali con IA della startup Rokid e ha assistito a una dimostrazione di umanoidi che danzano e fanno arti marziali.

Non è una contraddizione accidentale. È la contraddizione strutturale che attraversa la Germania e, in misura diversa, tutta l’Europa nei rapporti con Pechino.

Il segnale a Trump vale quanto la visita

La tappa ad Hangzhou ha chiuso il primo viaggio ufficiale di Merz in Cina da cancelliere. La scelta della città non è casuale: Hangzhou è la capitale tecnologica della Cina orientale, sede di Alibaba e di un ecosistema che guarda direttamente alle industrie in cui la Germania vuole restare competitiva. Ossia robotica, auto elettriche, manifattura avanzata. Non un viaggio diplomatico di cortesia, ma una ricognizione industriale.

La visita ad Hangzhou sembra pensata anche per rafforzare la posizione di Merz al tavolo con Trump, un incontro che si terrà in queste ore all’Oval Office. Il messaggio, non detto ma leggibile, è quello classico della leva negoziale: la Germania ha alternative e può fare affari con Pechino. Non dipende solo da Washington.

È però una mossa rischiosa, perché presuppone una libertà di manovra che Berlino non ha del tutto.

Merz: dipendente dalla Cina che critica

La Germania è il paese europeo con la maggiore esposizione economica verso la Cina. Auto, macchinari, chimica: le sue industrie di punta dipendono dal mercato cinese tanto quanto da quello americano. Usare Pechino come carta negoziale con Washington significa giocare su un fronte in cui si è già vulnerabili.

Merz lo sa e a Monaco ha avvertito che nella “era delle grandi potenze” la libertà europea “non è più scontata”. Ha anche parlato di sacrifici necessari, di dipendenze da ridurre, di un ordine internazionale che “non esiste più”. Poi però ha preso un aereo per Hangzhou.

La realtà industriale tedesca non lascia dunque molto spazio alla coerenza retorica. Le aziende di Hangzhou (Unitree nei robot umanoidi, Geely e Leapmotor nei veicoli elettrici, Rokid nell’hardware con IA), rappresentano settori in cui la Cina ha accumulato un vantaggio tecnologico reale. Ignorarle sarebbe un lusso che la Germania non può permettersi.

La Cina tech che l’Europa non può ignorare

Unitree Robotics è diventata negli ultimi due anni il simbolo globale della robotica umanoide cinese. I suoi robot agili, relativamente economici rispetto ai concorrenti americani e già impiegati in contesti industriali, hanno reso virale l’idea che la Cina non stia solo inseguendo l’Occidente su questa tecnologia, ma che stia dettando il passo.

Wang Xingxing, il suo fondatore, ha accolto Merz con una dimostrazione pensata esattamente per impressionare: umanoidi in movimento, non macchine ferme in una vetrina.

Il formato dell’incontro (pranzo, foto di gruppo, dimostrazioni pratiche, dichiarazioni di apertura alla collaborazione da entrambe le parti) è quello della diplomazia industriale, non della trattativa politica.

Merz ha incontrato i rappresentanti di dieci aziende in un’unica sessione, costruendo un’agenda che suona come un catalogo delle tecnologie che determineranno la competitività manifatturiera del prossimo decennio.

A Pechino, prima di spostarsi ad Hangzhou, ha già visto i vertici di Xiaomi, Nio e JD.com, e ha assistito a una dimostrazione di guida autonoma Mercedes-Benz sviluppata con la startup cinese Momenta.

Il messaggio che ha portato a casa (e che sta portandoo agli americani) è che l’industria tedesca è già dentro l’ecosistema tecnologico cinese. Non come spettatore.

La Germania, tra Monaco e Hangzhou

Il problema di fondo, che la visita mette in luce senza risolverlo, è che la Germania sta cercando di occupare una posizione che nella nuova geopolitica è sempre più difficile da tenere: né allineamento totale con Washington né avvicinamento a Pechino, ma un equilibrio dinamico tra i due.

Merz ha detto a Monaco che “nell’era delle grandi potenze nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da agire da soli”. È una frase rivolta a Trump. Ma vale anche per la Germania.

Berlino non è abbastanza grande da permettersi una strategia autonoma. Dipende dalla NATO per la sicurezza, dagli Stati Uniti per la tecnologia militare e digitale, dalla Cina per quote significative del suo mercato export.

Quando Merz prova gli occhiali di Rokid ad Hangzhou, non sta scegliendo la Cina contro l’America. Sta cercando di tenere aperte tutte le porte possibili. È pragmatismo, più che visione, e la differenza nei prossimi mesi potrebbe diventare visibile.

Fonte: South China Morning Post

POTREBBE INTERESSARTI

Cina censura

Anche la Cina respinge lo stop all’IA: “È solo allarmismo”

Il portavoce di Pechino accusa Amodei, Altman e Musk di allarmismo sull’IA. Lo stesso giorno il ministro della sicurezza di stato cinese lancia un allarme quasi...
Donald Trump annuncerà domani World Liberty Financial

Trump respinge lo stop all’IA: “Chi vince, vince tutto”

Amodei, Altman e Musk chiedono più cautela sull’IA. Trump risponde dal golf in Irlanda: fermarsi significa regalare il vantaggio alla Cina.

Claude Anthropic Apple

I governi si affidano a Claude per automatizzare la sorveglianza

Dai dossier costruiti con i dati telefonici alla selezione degli obiettivi politici, il rapporto di Anthropic mostra come l’IA stia abbassando i costi della...
Dario Amodei Anthropic Claude

Amodei, Altman e Musk chiedono di rallentare la corsa all’IA

Anthropic chiede di frenare l’aumento delle capacità dei modelli. OpenAI aderisce ai controlli indipendenti e Musk appoggia Amodei. Ma nessuno promette ancora di...
openai ia pensano

OpenAI avverte: capire cosa ‘pensano’ le IA è sempre più difficile

OpenAI ammette che seguire il ragionamento delle IA diventerà sempre più complicato perché esplicitano sempre meno il proprio ragionamento. In gioco c’è...
rubygems

OpenAI: prima di Hugging Face c’è stato RubyGems

OpenAI conferma il coinvolgimento dei propri sistemi in un incidente avvenuto a maggio. Due mesi dopo, fino a 1.200 agenti avrebbero poi attaccato Hugging Face.

pentagono

Il Pentagono entra nella filiera dell’IA con Fluidstack

Il finanziamento a Fluidstack sarebbe il più grande mai concesso dall’Office of Strategic Capital e servirebbe a produrre negli USA componenti per i data...
IA umanità Coxon

Già, ma come potrebbe davvero l’IA ucciderci tutti?

La denuncia di Coxon nei giorni scorsi ha fatto scalpore, ma come potrebbe concretizzarsi realmente il suo scenario apocalittico? Risposta: attenzione alle...
Anthropic

Anthropic accusa: Russia e Cina hanno usato Claude per cyberattacchi e distillazione

Il rapporto descrive attacchi informatici gestiti in larga parte dall’IA. E accusa Alibaba, DeepSeek, Moonshot e Xiaomi di aver cercato di replicare le capacità...
OpenAI matematica

OpenAI dice di aver risolto un Problema del Millennio della matematica

OpenAI ha impiegato fino a 10.000 agenti IA coordinati dai suoi ricercatori per risolvere il problema di Navier-Stokes in 88 ore. E adesso?

Share This