USA, la lobby dell’IA mette 100 milioni sulle elezioni di midterm

by | 30 Mar 2026 | IA, Politica

David Sacks, venture capitalist e figura centrale dell'entourage trumpiano.
Riassunto IA
  • Innovation Council Action, nuovo gruppo legato all’entourage di Trump, entrerà nelle elezioni di metà mandato 2026 con una campagna da oltre 100 milioni di dollari.
  • Il gruppo, guidato dall’ex operativo MAGA Taylor Budowich e benedetto da David Sacks, ha già compilato pagelle sui legislatori per decidere chi finanziare e chi penalizzare.
  • Con Leading the Future (50M) e il superPAC di Meta(65M) già in campo, la lobby pro-deregolamentazione si presenta alle elezioni 2026 come uno dei blocchi di spesa più rilevanti della stagione elettorale americana.
Tempo di lettura: 3 minuti

ento milioni di dollari, nessun obbligo di rendere pubblici i finanziatori, e la benedizione esplicita dell’uomo che guida la politica tecnologica della Casa Bianca.

Innovation Council Action si presenta così alle elezioni di metà mandato del 2026. Non come un gruppo di pressione industriale ma come un’operazione politica a tutti gli effetti, costruita attorno all’agenda di Donald Trump sull’intelligenza artificiale.

Per capire di cosa si tratti, vale la pena ricordare rapidamente il funzionamento del sistema. I PAC (Political Action Committee), sono comitati che raccolgono fondi per sostenere o contrastare candidati politici, ma sono soggetti a limiti di raccolta e obblighi di trasparenza.

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I super PAC, nati dopo la sentenza Citizens United del 2010, non hanno tetti di spesa e possono ricevere donazioni illimitate da aziende e privati, a patto di non coordinarsi direttamente con i candidati.

Innovation Council Action è qualcosa di ulteriore: un’organizzazione no-profit, che in quanto tale non è tenuta per legge a rendere noti i propri donatori. Nel gergo delle campagne americane si chiama “dark money”, denaro oscuro. Chi finanzia il gruppo, e in che misura, non lo sapremo mai. È insomma una zona d’ombra non indifferente, sorprendentemente tutelata dalla legge della più grande democrazia del mondo.

Un apparato di potere, non solo una lobby

A guidare il gruppo è Taylor Budowich, ex vice capo di gabinetto della Casa Bianca sotto Trump, già a capo del super PAC MAGA Inc. e protagonista della campagna presidenziale del 2024. Non è un lobbista di settore: è un operativo politico di lungo corso, costruito dentro la macchina trumpiana.

A garantire la copertura istituzionale c’è David Sacks, venture capitalist e figura centrale dell’entourage del presidente, che ha ricoperto il ruolo di “AI czar” durante il primo anno del secondo mandato Trump e che continua a orientare la politica tecnologica dell’amministrazione.

“Innovation Council svolgerà un ruolo critico nel far avanzare l’agenda dell’innovazione promossa dal presidente Trump”, ha dichiarato Sacks, aggiungendo di accogliere “con favore il suo supporto in questo momento importante”.

Questa è la differenza sostanziale rispetto alle iniziative che avevamo già raccontato. Leading the Future, il super PAC da 100 milioni sostenuto da Andreessen Horowitz, Greg Brockman e altri, è un’operazione di settore: vuole un Congresso più favorevole all’IA, ma non porta il marchio di un’amministrazione specifica.

L’Innovation Council Action è altra cosa. È esplicitamente trumpiana, costruita per promuovere le priorità di Trump (deregolamentazione federale, infrastrutture per i data center, primato americano sulla Cina) e per rallentare chi non si allinea.

La scorecard: pagelle ai legislatori

Il meccanismo operativo del gruppo è già attivo. L’Innovation Council Action ha aperto un ufficio a Washington e raccoglie fondi in silenzio dalla fine del 2025. Ha elaborato una scheda di valutazione (leggasi: pagella) che misura quanto ogni legislatore sia allineato con l’agenda IA di Trump. Quella pagella determinerà chi riceverà sostegno e chi si troverà invece con una campagna milionaria contro.

Non è un dettaglio secondario. Come avevamo già evidenziato nel caso del super PAC di Meta, che punta alle elezioni californiane con circa 65 milioni di dollari, il meccanismo dei PAC non è solo finanziario: è disciplinare.

La sola esistenza di queste risorse basta a condizionare i comportamenti dei legislatori, anche prima che un solo dollaro venga speso. Chi non sostiene le posizioni gradite rischia di trovarsi con candidati avversari finanziati con cifre che nessun parlamentare medio può fronteggiare.

Una galassia che si organizza

L’Innovation Council Action non è un’eccezione. Il panorama dei gruppi pro-IA si sta strutturando rapidamente in vista del 2026. Leading the Future ha dichiarato di aver raccolto 50 milioni. Meta ha annunciato un impegno da circa 65 milioni, con focus sulle gare statali.

L’Innovation Council Action porta altri 100 milioni, con un focus federale e una connotazione politica più marcata. Sono operazioni distinte, con strategie e referenti diversi ma convergono su un obiettivo comune: impedire che il Congresso e i legislatori statali approvino regole che l’industria considera ostili.

L’agenda di Trump su questo punto è precisa: uno standard normativo nazionale sull’IA, in alternativa alla frammentazione delle leggi stato per stato, e tempi accelerati per la costruzione di infrastrutture.

La moratoria decennale sulla legislazione statale era già stata respinta dal Senato con un voto trasversale, segno che il consenso a Washington non è scontato. La risposta dell’industria, in sostanza, è questa: se il voto parlamentare non basta, si cambiano i parlamentari.

Il prezzo della deregolamentazione

Quello che si sta costruendo negli Stati Uniti è un modello inedito di influenza diretta sulla classe politica applicato all’intelligenza artificiale.

Non è lobbying tradizionale, con incontri, audizioni, contributi alle campagne nei limiti di legge. È qualcosa di più diretto: fondi generosi, identità dei donatori protetta e uno strumento esplicito di valutazione e selezione della classe politica.

I legislatori vengono misurati, classificati, premiati o penalizzati in base alla loro fedeltà a un’agenda industriale. E chi finanzia questo sistema può farlo nell’anonimato più totale.

Per chi segue il dibattito europeo sulla regolamentazione dell’IA, dove il confronto tra standard tecnici, tutele dei cittadini e competitività economica avviene almeno in forma pubblica, il modello americano che emerge è uno specchio rovesciato.

Fonte: Axios

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