Huawei annuncia una nuova architettura IA in grado di competere con Nvidia

by | 17 Apr 2025 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

Huawei ha presentato nei giorni scorsi una nuova infrastruttura per l’intelligenza artificiale destinata a far discutere.

Si chiama CloudMatrix 384 Supernode ed è, secondo fonti vicine all’azienda, la risposta cinese più potente mai lanciata per contrastare il dominio tecnologico di Nvidia nel campo dei chip ad alte prestazioni.

Il sistema, già attivo nei data center Huawei della città di Wuhu, nella provincia dell’Anhui, ha raggiunto una potenza di calcolo di 300 petaflops, superando gli 180 petaflops del sistema NVL72 di Nvidia, attualmente uno dei più avanzati al mondo.

Huawei e la battaglia invisibile dei colli di bottiglia

Al centro della sfida non ci sono solo numeri impressionanti ma un tema molto più tecnico e strategico: i colli di bottiglia computazionali, un punto debole poco discusso ma cruciale per il futuro dell’intelligenza artificiale.

Quando i chip non riescono a scambiarsi dati alla velocità necessaria per sostenere modelli linguistici sempre più complessi, l’intero sistema rallenta. È come avere supercomputer potentissimi ma intrappolati in una rete di comunicazione congestionata.

Per questo Nvidia ha sviluppato NVLink, una tecnologia che consente alle sue GPU di “parlarsi” con una velocità elevatissima, funzionando come un’unica entità computazionale.

Huawei non ha semplicemente imitato questo approccio ma sembra piuttosto aver trovato una via alternativa.

Il suo Supernode promette infatti di eliminare i colli di bottiglia offrendo risorse potenziate – in termini di unità di calcolo, memoria, rete e storage – che permettono una gestione più fluida e veloce dell’intero processo di addestramento dei modelli di IA.

Prestazioni da primato e collaborazione con le startup

Il Supernode di Huawei non è rimasto un progetto teorico.

La sua efficacia è già stata già messa alla prova grazie alla collaborazione con la start-up cinese SiliconFlow, che ha adottato la nuova architettura di Huawei per distribuire i modelli DeepSeek-R1 e DeepSeek-V3 attraverso la propria piattaforma SiliconCloud.

L’infrastruttura CloudMatrix 384 ha permesso di raggiungere una velocità di 1.920 token al secondo, mantenendo un’alta accuratezza nella generazione dei risultati. Numeri che avvicinano sensibilmente il sistema ai chip H100 di Nvidia, considerati finora lo standard di riferimento per le applicazioni di inferenza ad alte prestazioni.

La partnership con SiliconFlow è quindi il banco di prova perfetto per dimostrare che l’autonomia tecnologica della Cina non è più solo una dichiarazione d’intenti.

La Cina spinge sull’autonomia tecnologica

In uno scenario segnato dalle tensioni con gli Stati Uniti, il lancio del Supernode rappresenta anche un passo politico verso l’autosufficienza tecnologica. E la spinta non arriva solo da Huawei.

A febbraio, Alibaba ha annunciato un piano triennale da 380 miliardi di yuan (circa 52,4 miliardi di dollari) per potenziare le proprie infrastrutture di calcolo e IA. È il più grande investimento mai effettuato da un’azienda privata cinese nel settore.

Il segnale è allora chiaro: Pechino vuole diventare autonoma nella corsa globale all’intelligenza artificiale, e ha deciso di farlo partendo proprio dalle fondamenta dell’hardware.

E chissà che tra qualche anno, guardandoci indietro, non si veda nelle restrizioni americane proprio la causa scatenante dell’emancipazione tecnologica cinese nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

POTREBBE INTERESSARTI

Christopher Nolan

Nolan: “L’IA è un cavallo di Troia di vetro, si vedono i greci dentro”

Il presidente della Directors Guild of America legge il rifiuto dei più giovani come un segnale sano. Ma gli studios stanno firmando accordi con le società di...
moonshot kimi k3

Kimi K3 ha azzerato il vantaggio americano nell’IA?

Moonshot AI mostra che il distacco tra i due Paesi può essere recuperato rapidamente e mette sotto pressione prezzi, investimenti e restrizioni sui chip.

David Chiu deepfake

San Francisco ordina ad Apple e Google di rimuovere dozzine di app di deepfake

La città di San Francisco accusa i due colossi tecnologici di aver ignorato le normative e di aver tratto profitto dalla diffusione di software per deepfake non...
Mark Zuckerberg Meta

Meta tratta con Anthropic: dieci miliardi per affittare i suoi data center

Meta costruisce data center propri e ne affitta altri per stare al passo. Ora valuta di rivendere la sua capacità ad Anthropic, cioè al concorrente che i suoi modelli...
Tim Cook Apple

Apple supera Nvidia e torna la società più capitalizzata al mondo

Il sorpasso arriva mentre gli investitori spostano l’attenzione dai chip alla capacità di Apple di monetizzare l’IA con servizi e dispositivi.

Mira Murati Thinking Machines

Thinking Machines risponde al conto salato dell’IA a consumo con Inkling

Con il suo primo modello open-weight, la startup fondata dall’ex CTO di OpenAI punta a spostare il potere dai grandi laboratori alle aziende che useranno...
Sam Altman ChatGPT OpenAI

OpenAI: il primo dispositivo sarà uno speaker senza schermo che “vive” con noi

Con 400 ex dipendenti Apple nel team e 6,5 miliardi spesi per acquisire io Products, OpenAI scommette che un oggetto capace di ascoltare, vedere e muoversi possa...
Google Deepmind

Il capo di DeepMind chiede un ente Usa per testare le IA più avanzate

Il ceo di Google DeepMind propone un ente ispirato alla Finra per testare i modelli AI più avanzati. Arriva a un mese dal blocco lampo dei modelli di Anthropic e dal...
satya nadella microsoft openai

Nadella avverte le aziende: con l’IA si paga due volte

Satya Nadella mette in guardia le aziende che usano l’IA: pagano i token, ma cedono anche la conoscenza che le rende uniche. Un prezzo nascosto che nessuno aveva...
Musk vs Altman OpenAI

Musk e Altman tornano a scontrarsi su X

Musk rispolvera l’accusa di truffa contro Altman dopo la causa di Apple a OpenAI per furto di segreti industriali. Il CEO di OpenAI ribatte tirando in ballo i...
Share This