Google vuole realizzare “l’IA più evoluta al mondo” entro il 2024. Ma non sarà indolore

by | 24 Gen 2024 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

Come emerge da un documento interno divulgato da Alex Heath di The Verge, Google ha recentemente delineato i suoi obiettivi aziendali per il 2024. Nella comunicazione interna si legge che l’obiettivo chiave di quest’anno è sviluppare “l’intelligenza artificiale più sofisticata, sicura ed etica al mondo”.

Ma non è l’unico. Tra gli altri traguardi troviamo incrementare la conoscenza, l’apprendimento, la creatività e l’efficienza lavorativa; sviluppare piattaforme di computing personale e dispositivi innovativi; sostenere le imprese e gli sviluppatori nel loro lavoro su Google Cloud; offrire prodotti e piattaforme di massima affidabilità, e infine creare un ambiente di lavoro e un’azienda “eccezionali” per i dipendenti e per il mondo.

C’è però un ultimo obiettivo, ossia “ottimizzare la velocità operativa, l’efficienza e la produttività aziendale, assicurando al contempo un risparmio di costi duraturo”, che lascia aperta la porta a un’ulteriore riduzione del personale.

Questa speculazione trova conferma in una nota interna da parte di Pichai, nella quale parla di “obiettivi audaci” e “priorità importanti” per l’anno in corso. Per raggiungere i quali sarebbero necessarie “decisioni ardue”, così da aumentare l’efficienza. I licenziamenti previsti per alcuni potrebbero essere meno estesi dei 12mila dello scorso gennaio, mentre secondo CNBC Google taglierà altri 30mila posti di lavoro.

Il forte accento posto sull’IA non stupisce. Al momento Google è indietro rispetto a Microsoft e OpenAI per quanto riguarda la tecnologia e l’implementazione dell’intelligenza artificiale. I modelli Gemini presentati l’anno scorso non sono riusciti a competere con quelli di OpenAI, che peraltro è già al lavoro sull’aggiornamento di GPT-4.

Per quanto riguarda la commercializzazione, Google sta cercando, similmente a Microsoft, di integrare l’IA nei suoi prodotti esistenti, come le applicazioni aziendali, gli smartphone Pixel e la ricerca basata su IA generativa. Nonostante ciò, Google non ha ancora lanciato un prodotto di IA standalone di successo come ChatGPT.

Si ritiene che l’azienda stia sviluppando una nuovo chatbot basato sul suo modello più avanzato di Gemini Ultra. Tuttavia, il chatbot Bard è ancora lontano dal raggiungere la popolarità di ChatGPT in termini di utenza, sebbene offra già ora eccellenti funzionalità e gratuitamente.

La crescita più rapida del settore cloud di Microsoft rispetto a quella di Google, favorita dalla collaborazione con OpenAI, rappresenta senz’altro una criticità per Google. Basti pensare che, cavalcando l’intelligenza artificiale, il colosso capitanato da Satya Nadella ha conseguito il primato di azienda con la maggiore capitalizzazione al mondo.

Tutte le grandi società tecnologiche guardano al cloud come alla nuova frontiera di espansione del proprio business. Vedremo chi riuscirà ad affermarsi in una corsa che promette di riscrivere gli equilibri degli ultimi vent’anni.

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