Google svela il costo ambientale delle domande all’IA

by | 24 Ago 2025 | IA

illustrazione: chatgpt
Tempo di lettura: 3 minuti

Ogni domanda rivolta a Gemini, l’intelligenza artificiale generativa di Google, ha un costo invisibile che non si misura in secondi di risposta, ma in energia e risorse naturali.

Secondo un nuovo rapporto della compagnia, una singola query consuma l’equivalente di nove secondi di televisione, emette 0,03 grammi di anidride carbonica e utilizza cinque gocce d’acqua.

Numeri che, presi singolarmente, possono sembrare minuscoli, ma che assumono un altro peso se moltiplicati per i miliardi di richieste che ogni giorno scorrono attraverso i data center di Mountain View.

Google: trasparenza inedita e confronto coi rivali

Il documento diffuso da Google entra nei dettagli metodologici e include persino le formule usate per calcolare i consumi. Una scelta che l’azienda rivendica come segnale di trasparenza, visto che “come comunità, come industria, non siamo molto coerenti su come misuriamo l’energia”, ha spiegato Parthasarathy Ranganathan, uno dei responsabili della ricerca.

Al contrario, altre big tech non hanno mai condiviso con lo stesso livello di precisione l’impatto energetico dei loro modelli di IA, limitandosi spesso a dati aggregati o stime difficilmente verificabili.

Il confronto non è privo di tensioni. Lo scorso mese, il CEO di OpenAI Sam Altman ha provato a rispondere alla curiosità degli utenti spiegando che una query su ChatGPT consuma l’energia di un forno acceso per poco più di un secondo e un quindicesimo di cucchiaino d’acqua.

Ma a differenza di Google non ha fornito alcuna metodologia, sollevando dubbi sull’attendibilità del paragone.

L’impatto crescente dei data center

Il cuore del problema resta la corsa all’intelligenza artificiale, che sta spingendo la domanda energetica verso livelli senza precedenti. L’Agenzia internazionale dell’energia stima che entro il 2030 i data center consumeranno 945 terawattora di elettricità, più dell’intero Giappone.

Un singolo impianto dedicato all’IA può già oggi richiedere tanta energia quanto una città di medie dimensioni e tanta acqua quanto un quartiere. Secondo la Union of Concerned Scientists, i più grandi data center in costruzione potrebbero arrivare a consumare venti volte di più.

Il raffreddamento delle apparecchiature è al centro delle preoccupazioni ambientali. Poche settimane fa, Mistral AI ha pubblicato un rapporto sull’impronta ecologica dell’addestramento del suo modello Mistral Large 2, calcolando che generare una sola pagina di testo richiede 0,05 litri d’acqua: abbastanza, scrivono, per coltivare un piccolo ravanello.

Un’immagine volutamente evocativa, che mette a fuoco la sproporzione tra l’apparente leggerezza di un prompt e il costo materiale che lo sostiene.

Tra efficienza e politica energetica

Google dal canto suo prova a rassicurare. L’azienda sottolinea che i suoi sistemi stanno diventando più efficienti: oggi una query media di Gemini richiede 33 volte meno energia rispetto a un anno fa.

Un risultato che la compagnia affianca a una serie di accordi per l’acquisto di energia pulita, dall’idroelettrico al geotermico, fino a un progetto di reattore nucleare avanzato in Tennessee insieme a Kairos Power.

Ma non è solo tecnologia. Dietro le quinte, i giganti del settore hanno fatto pressione sull’amministrazione Trump per non tagliare i sussidi alle rinnovabili, fondamentali per sostenere la transizione energetica.

Le big tech sono infatti i maggiori acquirenti di energia pulita ma anche le aziende più esposte alle critiche per l’aumento delle emissioni: Google stessa ha ammesso che dal 2019 le sue emissioni complessive sono cresciute del 51% a causa delle esigenze dell’IA.

Un problema di scala globale

Se l’impatto di un singolo prompt può sembrare trascurabile rispetto ad altre attività quotidiane, ciò che preoccupa è la scala. “Se viene utilizzata da una sola persona, le emissioni sono basse, ma è diverso se parliamo di miliardi di persone in 30 data center nel mondo”, ha sottolineato Vijay Gadepally, scienziato senior del MIT.

Il problema non è dunque il singolo utente ma la mole globale di interazioni che rischia di trasformare l’IA in un nuovo fattore di pressione ambientale.

Da qui l’invito a usare gli strumenti generativi in modo più consapevole. Secondo l’Unesco, prompt più semplici e concisi e l’impiego di modelli di dimensioni ridotte possono ridurre sensibilmente i consumi.

POTREBBE INTERESSARTI

Christopher Nolan

Nolan: “L’IA è un cavallo di Troia di vetro, si vedono i greci dentro”

Il presidente della Directors Guild of America legge il rifiuto dei più giovani come un segnale sano. Ma gli studios stanno firmando accordi con le società di...
moonshot kimi k3

Kimi K3 ha azzerato il vantaggio americano nell’IA?

Moonshot AI mostra che il distacco tra i due Paesi può essere recuperato rapidamente e mette sotto pressione prezzi, investimenti e restrizioni sui chip.

David Chiu deepfake

San Francisco ordina ad Apple e Google di rimuovere dozzine di app di deepfake

La città di San Francisco accusa i due colossi tecnologici di aver ignorato le normative e di aver tratto profitto dalla diffusione di software per deepfake non...
Mark Zuckerberg Meta

Meta tratta con Anthropic: dieci miliardi per affittare i suoi data center

Meta costruisce data center propri e ne affitta altri per stare al passo. Ora valuta di rivendere la sua capacità ad Anthropic, cioè al concorrente che i suoi modelli...
Tim Cook Apple

Apple supera Nvidia e torna la società più capitalizzata al mondo

Il sorpasso arriva mentre gli investitori spostano l’attenzione dai chip alla capacità di Apple di monetizzare l’IA con servizi e dispositivi.

Mira Murati Thinking Machines

Thinking Machines risponde al conto salato dell’IA a consumo con Inkling

Con il suo primo modello open-weight, la startup fondata dall’ex CTO di OpenAI punta a spostare il potere dai grandi laboratori alle aziende che useranno...
Sam Altman ChatGPT OpenAI

OpenAI: il primo dispositivo sarà uno speaker senza schermo che “vive” con noi

Con 400 ex dipendenti Apple nel team e 6,5 miliardi spesi per acquisire io Products, OpenAI scommette che un oggetto capace di ascoltare, vedere e muoversi possa...
Google Deepmind

Il capo di DeepMind chiede un ente Usa per testare le IA più avanzate

Il ceo di Google DeepMind propone un ente ispirato alla Finra per testare i modelli AI più avanzati. Arriva a un mese dal blocco lampo dei modelli di Anthropic e dal...
satya nadella microsoft openai

Nadella avverte le aziende: con l’IA si paga due volte

Satya Nadella mette in guardia le aziende che usano l’IA: pagano i token, ma cedono anche la conoscenza che le rende uniche. Un prezzo nascosto che nessuno aveva...
Musk vs Altman OpenAI

Musk e Altman tornano a scontrarsi su X

Musk rispolvera l’accusa di truffa contro Altman dopo la causa di Apple a OpenAI per furto di segreti industriali. Il CEO di OpenAI ribatte tirando in ballo i...
Share This