L’amministrazione Trump ha trovato in Geo Group un alleato tecnologico fondamentale per le sue politiche di deportazione.
Questa azienda privata, leader nel settore carcerario americano, ha sviluppato negli ultimi anni un ecosistema di strumenti digitali per il monitoraggio degli immigrati che sta diventando sempre più centrale nelle operazioni di controllo dell’immigrazione.
Geo Group e il business della sorveglianza digitale
Geo Group, fondata nel 1984 da George Zoley, ha trasformato radicalmente il suo modello di business negli ultimi decenni.
Partita come divisione di una società di sicurezza, l’azienda si è rapidamente espansa nel settore delle prigioni private durante il boom carcerario degli anni ’80. Oggi gestisce circa 100 strutture detentive in tutto il paese, ma è il suo ramo tecnologico che sta generando i profitti più significativi.
Nel 2011, Geo Group ha acquisito Behavioral Interventions per 415 milioni di dollari, una mossa che il fondatore Zoley ha definito “trasformativa”.
Questa acquisizione ha permesso all’azienda di entrare nel mercato della sorveglianza digitale degli immigrati, un settore che negli anni successivi ha visto investimenti governativi per centinaia di milioni di dollari.
Come funziona il sistema di monitoraggio
Il programma “Alternatives to Detention” gestito da Geo Group rappresenta un nuovo approccio al controllo dell’immigrazione. Invece di essere detenuti nei centri di trattenimento o rilasciati senza supervisione, gli immigrati ricevono dispositivi di localizzazione che possono includere braccialetti elettronici alla caviglia, smartwatch o smartphone con l’app SmartLink dell’azienda.
Questi strumenti richiedono check-in regolari attraverso selfie con riconoscimento facciale per confermare identità e posizione.
L’app SmartLink ha il permesso di tracciare continuamente la posizione dell’utente, creando un sistema di sorveglianza pervasivo che limita significativamente la libertà di movimento.
Il modello economico del sistema è particolarmente redditizio per Geo Group. Ogni selfie inviato attraverso l’app costa al governo federale circa un dollaro, mentre il noleggio dello smartwatch VeriWatch genera 3 dollari al giorno. Se il dispositivo viene perso, il governo deve pagare 380 dollari per la sostituzione, una cifra superiore al costo di un Apple Watch SE. Una delle tante politiche di spesa che secondo Musk manderanno in bancarotta gli USA.
L’impatto delle politiche Trump
Con l’insediamento della nuova amministrazione Trump, Geo Group ha visto le sue prospettive di business migliorare drasticamente. Il prezzo delle azioni della società è salito alle stelle, sostenuto dalle aspettative di un utilizzo ancora più intensivo della tecnologia di sorveglianza per le deportazioni.
Secondo le fonti del NYT attualmente, circa 180.000 persone sono inserite nel programma di monitoraggio, ma Zoley ha dichiarato che l’azienda è pronta a scalare fino a “diverse centinaia di migliaia e fino a diversi milioni di partecipanti” se necessario.
I margini di profitto del business di monitoraggio si aggirano intorno al 50%, rendendo questo settore estremamente attraente per l’azienda.
Le controversie tecniche e legali
Nonostante il successo commerciale, il sistema di Geo Group presenta numerose problematiche. Dipendenti attuali ed ex dell’azienda hanno segnalato problemi tecnici ricorrenti, inclusi server obsoleti che si bloccano frequentemente, batterie deboli negli smartwatch e bug nell’app che occasionalmente non riesce a notificare agli immigrati quando devono effettuare il check-in.
Dal punto di vista operativo, gli assistenti sociali di Geo Group spesso si trovano a dover monitorare simultaneamente fino a 300 immigrati, con visite domiciliari limitate a soli cinque minuti ciascuna nonostante siano richiesti report completi sulle condizioni di vita.
Le organizzazioni per i diritti civili criticano duramente questo sistema, definendolo non un’alternativa alla detenzione, ma piuttosto un’espansione di essa.
La sorveglianza costante limita la capacità degli immigrati di lavorare e svolgere attività quotidiane, confinandoli in un raggio geografico predeterminato che, come sottolineato da un avvocato, “diventa la dimensione della loro vita”.
L’utilizzo crescente di questa tecnologia rappresenta un esempio emblematico di come l’innovazione digitale possa essere impiegata per espandere il controllo governativo, sollevando importanti questioni sulla privacy e sui diritti civili nell’era dell’immigrazione digitalizzata.


