DeepSeek ha reso permanente il taglio del 75% sui prezzi del suo modello di punta V4 Pro, e il risultato è sorprendente.
Secondo Artificial Analysis, società di benchmark indipendente che misura le prestazioni dei modelli attraverso metodologie standardizzate, V4 Pro si colloca oggi alla frontiera globale per intelligenza per dollaro.
Per eseguire gli stessi test dell’Intelligence Index, i modelli di punta di OpenAI e Anthropic, GPT-5.5 e Claude Opus 4.7, costano rispettivamente dodici e diciannove volte di più.
Il taglio era partito come promozione un mese fa, al momento del rilascio della generazione V4. Sabato la start-up di Hangzhou ha comunicato che diventa definitivo. Non un’offerta temporanea, dunque, ma una scelta strutturale.
I prezzi attuali via API si attestano a 0,87 dollari per milione di token, il che traduce in 268 dollari il costo per completare l’intero benchmark di Artificial Analysis. È un numero che rende il confronto con i competitor americani difficile da ignorare.
Non solo DeepSeek
DeepSeek non è la sola. La maggior parte dei modelli in cima alla classifica intelligenza/prezzo di Artificial Analysis è cinese: compaiono M2.7 di MiniMax e MiMo V2.5 Pro di Xiaomi.
Mercoledì, invece, Alibaba ha annunciato un taglio del 50% sul prezzo API del suo Qwen3.7 Max, classificato da Artificial Analysis come il miglior modello cinese per potenza, nell’ambito di una campagna promozionale in corso.
Il quadro che emerge non è quello di una start-up che si svende per guadagnare quote di mercato. È una tendenza coordinata, che attraversa l’intero sistema tecnologico cinese: competere non sulla capacità assoluta, ma sull’accessibilità economica.
Mentre le aziende americane continuano a posizionare i propri modelli su fasce premium, le cinesi scelgono il costo come campo di battaglia principale.
Questa strategia risponde a una logica precisa. Con la penuria globale di capacità di calcolo che fa lievitare i prezzi dei modelli più avanzati, il rapporto intelligenza/prezzo smette di essere una misura secondaria e diventa l’indicatore più rilevante per chi deve decidere quale modello adottare.
Non chi fa il modello più potente, dunque, ma chi rende l’IA economicamente sostenibile per il maggior numero di attori.
Huawei e i chip nazionali
C’è un dettaglio nell’annuncio di DeepSeek che vale la pena leggere con attenzione. La start-up aveva dichiarato ad aprile che i prezzi avrebbero subito un ulteriore calo nella seconda metà dell’anno, una volta che i supernodi Ascend 950PR di Huawei avranno raggiunto una produzione su scala.
Gli Ascend sono i chip sviluppati da Huawei in risposta diretta alle restrizioni americane all’export di semiconduttori verso la Cina, un tentativo di costruire una catena di fornitura alternativa a quella dominata da Nvidia.
Se DeepSeek lega le proprie proiezioni di prezzo alla disponibilità di questi chip, significa che la guerra dei prezzi sull’IA non si gioca solo sul piano commerciale. È anche il risultato di una filiera tecnologica che la Cina sta costruendo in parallelo a quella occidentale.
Il taglio permanente di V4 Pro, allora, è un segnale che va oltre i 268 dollari per benchmark. È la dimostrazione che quella filiera, almeno in parte, sta già funzionando.
Fonte: South China Morning Post


