La startup cinese di intelligenza artificiale DeepSeek si trova al centro di una controversia internazionale dopo le rivelazioni di un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’azienda con sede a Hangzhou non solo collaborerebbe attivamente con le operazioni militari e di intelligence della Cina, ma avrebbe anche cercato di aggirare i controlli sulle esportazioni statunitensi utilizzando società di comodo nel Sud-Est asiatico.
L’ascesa controversa di DeepSeek nel panorama AI globale
DeepSeek ha fatto scalpore nel mondo tecnologico a gennaio 2025, sostenendo che i suoi modelli di ragionamento artificiale fossero comparabili o superiori ai modelli leader dell’industria statunitense, ma a una frazione del costo.
Questa affermazione ha sollevato dubbi sulla reale natura delle capacità dell’azienda e sui metodi utilizzati per raggiungerle.
L’azienda cinese ha dichiarato di aver speso soli 5,58 milioni di dollari per la potenza di calcolo necessaria a sviluppare i suoi modelli avanzati DeepSeek-V3 e DeepSeek-R1, una cifra che gli esperti di AI considerano incredibilmente bassa per progetti di tale portata.
Questa discrepanza ha alimentato i sospetti che i veri costi fossero stati significativamente sottostimati o che l’azienda avesse accesso a risorse non dichiarate.
Collaborazione con l’apparato militare e di intelligence cinese
Un funzionario senior del Dipartimento di Stato americano ha confermato che DeepSeek fornisce supporto alle operazioni militari e di intelligence della Cina, andando oltre il semplice accesso open-source ai suoi modelli AI. Questa collaborazione includerebbe la condivisione di informazioni degli utenti e statistiche con l’apparato di sorveglianza di Pechino.
Le preoccupazioni sulla privacy degli utenti globali di DeepSeek sono amplificate dal fatto che l’azienda conta decine di milioni di utenti attivi quotidianamente in tutto il mondo. La legge cinese richiede alle aziende operanti nel paese di fornire dati al governo quando richiesto, ma l’indicazione che DeepSeek stia già condividendo attivamente queste informazioni rappresenta un campanello d’allarme per la comunità internazionale.
Accesso controverso ai chip Nvidia H100
Una delle accuse più gravi riguarda l’acquisizione di chip avanzati Nvidia H100 da parte di DeepSeek, nonostante le restrizioni sulle esportazioni statunitensi in vigore dal 2022. Questi chip ad alte prestazioni sono stati banditi dalla vendita alla Cina a causa delle preoccupazioni di Washington che possano essere utilizzati per avanzare le capacità militari cinesi o per ottenere un vantaggio nella corsa all’AI.
Il funzionario americano ha rivelato che DeepSeek ha accesso a “grandi volumi” di chip H100 di Nvidia e ha tentato di utilizzare società di comodo nel Sud-Est asiatico per eludere i controlli sulle esportazioni.
L’azienda avrebbe anche cercato di accedere a data center nel Sud-Est asiatico per utilizzare remotamente i chip americani.
La risposta di Nvidia e le indagini in corso
Nvidia ha negato qualsiasi violazione delle attuali restrizioni sulle esportazioni, dichiarando attraverso un portavoce che la loro revisione indica che DeepSeek ha utilizzato prodotti H800 acquisiti legalmente, non chip H100.
L’azienda americana ha inoltre sottolineato di essere “effettivamente fuori dal mercato dei data center cinesi” a causa dei controlli sulle esportazioni attuali.
Tuttavia, la questione si complica considerando che a febbraio Singapore ha accusato tre uomini di frode in un caso che i media locali hanno collegato al movimento di chip avanzati Nvidia dalla città-stato verso DeepSeek. Questo episodio evidenzia la complessità delle reti utilizzate per aggirare le restrizioni commerciali internazionali.
Implicazioni geopolitiche e future sanzioni
Le rivelazioni su DeepSeek arrivano nel contesto di una guerra commerciale su vasta scala tra Stati Uniti e Cina, con l’intelligenza artificiale che rappresenta uno dei settori più contesi. Il caso evidenzia le difficoltà nel far rispettare i controlli sulle esportazioni in un mondo interconnesso, dove le aziende possono utilizzare data center remoti e società di comodo per accedere a tecnologie riservate.
L’azienda compare in oltre 150 documenti di approvvigionamento dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese e altre entità affiliate alla base industriale della difesa cinese, secondo quanto riferito dal funzionario americano.
Questo pattern di collaborazione con istituzioni militari rafforza i sospetti sulla natura strategica delle attività di DeepSeek.
Il caso DeepSeek solleva questioni fondamentali sulla trasparenza e sulla sicurezza nel settore dell’intelligenza artificiale globale. Le aziende tecnologiche internazionali devono ora valutare attentamente i rischi associati all’utilizzo di servizi AI cinesi, considerando le potenziali implicazioni per la sicurezza dei dati e la proprietà intellettuale.
La Malaysia ha annunciato la scorsa settimana di star investigando se un’azienda cinese non identificata nel paese stia utilizzando server equipaggiati con chip Nvidia per l’addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni, esaminando possibili violazioni delle leggi e regolamentazioni domestiche.


