Nella notte tra venerdì e sabato, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il rinnovo e l’ampliamento di una legge di sorveglianza molto dibattuta, il Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA), particolarmente nota per la sua Sezione 702.
Questa sezione permette alle agenzie di intelligence di accedere alle comunicazioni di soggetti stranieri tramite i dati forniti dai provider di servizi tecnologici e telefonici. La votazione ha visto 60 senatori favorevoli e 34 contrari.
L’approvazione è arrivata nonostante le forti resistenze da parte di alcuni settori del Congresso e di gruppi per la tutela della privacy, che criticano la legge per la sua capacità di intercettare anche le comunicazioni di cittadini americani, in violazione dei loro diritti civili.
La Casa Bianca e i vertici dei servizi segreti hanno esercitato una forte pressione per il rinnovo della legge, sottolineando la sua importanza nella prevenzione di attacchi terroristici e cyberattacchi.
Nonostante i tentativi di alcuni membri del Congresso di introdurre emendamenti per rafforzare la protezione della privacy, come l’obbligo per FBI e NSA di ottenere un mandato prima di poter cercare informazioni sugli americani nei database della Sezione 702, tali proposte non sono state approvate.
Il senatore Mark Warner, presidente del Comitato per l’Intelligence del Senato, ha definito la Sezione 702 “indispensabile” per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La legge, ora approvata, proseguirà per la firma del presidente, dove si prevede sarà promulgata senza ostacoli.
Introdotto per la prima volta nel 1978, il FISA è stato oggetto di crescente attenzione e critica dopo le rivelazioni del 2013 riguardanti la sorveglianza globale del governo USA, che ha coinvolto anche grandi aziende tecnologiche e di telecomunicazioni.
L’attuale rinnovo, che estenderà la validità di FISA fino alla fine del 2026, promette di essere solo l’ultimo di una serie di battaglie legislative su questo fronte, con probabili nuovi scontri previsti per la metà della prossima amministrazione presidenziale americana.


