Le agenzie di intelligence più finanziate del mondo non riescono ad accedere ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Non per una scelta strategica, non per una questione di sicurezza, ma per un problema infrastrutturale: mancano i chip giusti. CIA e NSA operano su reti classificate fisicamente separate da qualsiasi rete commerciale, progettate per non connettersi mai a internet. Quelle reti girano su hardware che non regge i superchip Nvidia Grace Blackwell, necessari per far funzionare i modelli di frontiera.
La Casa Bianca ha quindi approvato in segreto una richiesta da 9 miliardi di dollari per colmare il gap. Una cifra che riflette la scala del problema: non si tratta di comprare qualche server, ma di ricostruire l’intera infrastruttura di cloud classificato che l’intelligence americana usa quotidianamente.
In parallelo, l’amministrazione ha già riprogrammato 800 milioni di dollari per interventi più immediati. Anche così, gli esperti avvertono che le somme necessarie in futuro saranno probabilmente ancora più alte.
Il cloud classificato dell’intelligence gira principalmente su Amazon Web Services, che lo scorso anno ha annunciato un piano da 50 miliardi di dollari per aggiornare i propri servizi governativi. Ma aggiornare un data center commerciale è un conto; convertirlo per uso classificato è un altro.
I data center che ospitano sistemi top-secret richiedono protocolli fisici e di sicurezza che non si improvvisano, e i tempi di costruzione ex novo si misurano in anni. I soldi approvati oggi non si tradurranno quindi in capacità operativa domani.
CIA, NSA e il contratto da replicare
Mentre l’infrastruttura langue, le agenzie hanno cercato soluzioni di ripiego. La più rilevante riguarda Anthropic.
Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca, ha autorizzato la NSA a continuare a usare un modello avanzato dell’azienda nonostante il Pentagono abbia classificato Anthropic come una minaccia alla catena di approvvigionamento.
Come abbiamo raccontato nei mesi scorsi, il Dipartimento della Difesa aveva preteso il diritto di impiegare la tecnologia dell’azienda per “qualsiasi uso lecito”, una formulazione che Anthropic aveva rifiutato, aprendo uno scontro che ha tenuto banco per settimane.
Con la NSA il percorso è stato diverso. CIA e NSA hanno vincoli legali precisi: non possono raccogliere intelligence sul territorio americano e sono limitate nel monitoraggio dei cittadini statunitensi all’estero. Questo ha reso più semplice trovare un punto di convergenza con Anthropic.
Il contratto che i due stanno finalizzando include un’esplicita clausola che vieta l’uso del modello sui dati degli americani, una limitazione che le agenzie di spionaggio non hanno difficoltà ad accettare, e che per Anthropic rappresenta una condizione imprescindibile.
La Casa Bianca vuole che questo accordo diventi il modello per tutti i futuri contratti tra il governo e i laboratori di IA. Il prossimo interlocutore è OpenAI, il cui contratto attuale con il Pentagono non copre la NSA.
I funzionari dell’intelligence sperano che il precedente aperto da Anthropic acceleri i tempi di un’intesa analoga.
Mythos: il modello che Anthropic non ha mai annunciato
Al centro dell’accordo con la NSA c’è un modello che, tecnicamente, non esiste ancora pubblicamente: Mythos di Anthropic.
Rilasciato ad aprile in forma estremamente ristretta a un numero limitato di agenzie governative, banche e aziende, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, non è ancora disponibile per una release più ampia.
Il motivo è nelle sue capacità: Mythos sarebbe particolarmente efficace nell’identificare e sfruttare vulnerabilità di cybersecurity, al punto da richiedere una distribuzione controllata.
Mythos ha anche una caratteristica che lo rende strategicamente prezioso nell’attuale contesto di scarsità: gira in modo più efficiente sui nuovi chip Grace Blackwell, ma può operare anche sulla generazione precedente.
Per un’agenzia come la NSA, che non può aggiornare le proprie infrastrutture dall’oggi al domani, è una differenza importante.
Fonte: The New York Times


