Chatbot vietati a Bruxelles: il Parlamento teme che i dati dei politici finiscano a Washington

da | 18 Feb 2026 | IA, Politica, Tech War

Il parlamento di bruxelles
Riassunto IA
  • Il Parlamento Europeo ha disabilitato gli strumenti IA integrati sui dispositivi dei deputati, citando l’impossibilità di garantire la sicurezza dei dati caricati su server di aziende statunitensi.
  • La decisione arriva mentre la Commissione Europea propone di allentare le norme sulla protezione dei dati per favorire l’addestramento dei modelli di IA da parte delle Big Tech, evidenziando una frattura interna alle istituzioni del blocco.
  • Lo sfondo è segnato dalle recenti intimazioni del Dipartimento per la Sicurezza Interna USA a Google e Meta, eseguite senza ordine del giudice, che hanno accelerato la riflessione europea sulla dipendenza dall’infrastruttura tecnologica americana.
Tempo di lettura: 2 minuti

Il Parlamento Europeo ha bloccato i chatbot di intelligenza artificiale integrati nei dispositivi di lavoro dei propri deputati. La ragione è semplice e insieme preoccupante: il dipartimento informatico dell’istituzione ha dichiarato di non poter garantire la sicurezza dei dati caricati sui server delle aziende di IA.

La portata esatta delle informazioni condivise con questi sistemi, si legge in un’email interna visionata da Politico, è “ancora in fase di valutazione”. Nel frattempo, “è considerato più sicuro mantenere tali funzioni disabilitate”.

È un provvedimento cautelativo, certo, ma che racconta qualcosa di più profondo sul rapporto tra le istituzioni europee e un’industria tecnologica che, nei fatti, risponde a un’altra giurisdizione.

Il problema strutturale dei chatbot

Usare un chatbot come Claude di Anthropic, Gemini di Google o ChatGPT di OpenAI non è un gesto neutro. I dati caricati su questi sistemi finiscono su server di aziende americane e, in base al Cloud Act del 2018, le autorità statunitensi possono richiederne l’accesso indipendentemente da dove si trovino fisicamente quei server.

Non serve un mandato internazionale. Basta una richiesta alle aziende.

A questo si aggiunge un secondo rischio, più silenzioso: i modelli di IA si addestrano anche sulle interazioni degli utenti. Informazioni riservate caricate da un parlamentare oggi potrebbero, in linea teorica, emergere domani nelle risposte generate per qualcun altro. Il Parlamento lo sa e ha scelto di non correre il rischio.

La contraddizione europea

Qui però si apre una frattura difficile da ignorare. Perché mentre il Parlamento chiude i cancelli, la Commissione Europea, ovvero l’organo esecutivo, sta andando nella direzione opposta.

L’anno scorso ha avanzato proposte legislative per allentare le norme sulla protezione dei dati, con l’obiettivo dichiarato di facilitare l’addestramento dei modelli di IA da parte delle grandi aziende tecnologiche sui dati degli europei. Una mossa, questa, che i critici hanno letto senza mezzi termini come una resa alle Big Tech americane.

Due istituzioni, dunque, e due logiche. Il Parlamento si protegge in via cautelare. La Commissione apre alla deregolamentazione in nome della competitività. L’Europa, in questo momento, non parla con una voce sola.

L’incognita Trump

Il timing del blocco non è casuale. Nelle scorse settimane, il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha inviato centinaia di intimazioni a grandi gruppi tecnologici e piattaforme social, chiedendo informazioni su persone (inclusi cittadini americani) che si sono pubblicamente criticate nei confronti dell’amministrazione Trump.

Google e Meta hanno ottemperato in diversi casi. Il dato che colpisce è che quelle intimazioni non erano state emesse da un giudice, né erano eseguite da un tribunale. Eppure le aziende hanno ceduto.

È in questo scenario che diversi paesi europei stanno riconsiderando i propri rapporti con i giganti tecnologici statunitensi. Aziende che, per quanto globali nella distribuzione, restano soggette alla legge americana e alle pressioni di chi la governa.

Il blocco del Parlamento Europeo è allora un segnale. Che ci dice che, almeno in alcune stanze di Bruxelles, la consapevolezza dei rischi strutturali legati alla dipendenza dall’infrastruttura tecnologica americana sta crescendo.

Ma disabilitare qualche strumento integrato sui laptop dei deputati non risolve nulla sul piano sistemico. Le istituzioni europee continuano a operare su cloud americani, con software americani, attraverso piattaforme soggette a leggi americane.

La sovranità digitale, per ora, rimane più un’aspirazione che una realtà. E la distanza tra le due non si colma con una email del dipartimento IT.

Fonte: Politico

POTREBBE INTERESSARTI

Sam Altman OpenAI Merge Labs
• ⏱ 3 min

Sam Altman risponde all’articolo “incendiario” del New Yorker

Il leader di OpenAI, dopo l’assalto alla sua abitazioni, risponde alle pesanti accuse mosse dalla celebre testata americana.

anthropic mythos
• ⏱ 3 min

Anthropic ha convocato dei teologi per insegnare l’etica a Claude

Anthropic ha organizzato un vertice riservato con leader cattolici e protestanti per affrontare le domande che gli ingegneri non riescono a risolvere da soli.

Matt Garman Amazon Web Services AWS
, • ⏱ 3 min

AWS spiega perché puntare sui concorrenti è il suo mestiere

Matt Garman investe in OpenAI e Anthropic ma rassicura tutti: competere coi propri partner è una tradizione di AWS. Ma l’obiettivo è introdurre i modelli...
Peter Steinberger OpenClaw
• ⏱ 3 min

Anthropic sospende l’account del fondatore di OpenClaw

Steinberger ora lavora per OpenAI. Dietro la sospensione lampo, una disputa che riguarda prezzi, agenti e la competizione tra piattaforme.

amodei vs altman openai anthropic
, • ⏱ 3 min

OpenAI all’attacco: nuovi piani e miliardi per la guerra del ‘compute’

Anthropic guadagna terreno, OpenAI risponde su tre fronti: prodotto, infrastruttura e narrazione. Una fila indietro, Meta spende 21 miliardi per non restare...
Aravind Srinivas Perplexity
, • ⏱ 3 min

I ricavi mensili di Perplexity crescono del 50%

Jensen Huang la promuove dal palco, gli editori la citano in giudizio. Ma Perplexity naviga tra endorsement e contenziosi.

Alexandr Wang Meta Muse Spark
• ⏱ 3 min

Meta lancia Muse Spark e riparte da zero nella corsa all’IA

Muse Spark è disponibile gratis, funziona con più agenti in parallelo e punta anche alla salute. Ma la privacy resta un capitolo aperto.

Project Glasswing: Anthropic
• ⏱ 4 min

Project Glasswing: Anthropic e i big tech uniti per la cybersicurezza

Claude Mythos Preview ha scoperto migliaia di falle zero-day, alcune vecchie di decenni. E ora Anthropic lo distribuisce solo a partner selezionati per correre ai...
intel elon musk terafab
, • ⏱ 3 min

Intel entra in Terafab per robotica e data center

Terafab promette un terawatt di potenza di calcolo all’anno. Intel ci scommette la sua ristrutturazione.

data center Big Tech
• ⏱ 3 min

Acqua ed energia: le Big Tech sotto pressione degli investitori

Mille miliardi di litri d’acqua consumati nel 2025: l’espansione dell’IA ha un costo ambientale che i mercati cominciano a valutare.

Share This