Elon Musk ci ha abituati a tutto: razzi riutilizzabili, pick-up a prova di mitra e… chatbot che si autodefiniscono “MechaHitler”. Ma ora tocca a Baby Grok!
Con un post su X, l’imprenditore ha annunciato che la sua startup xAI realizzerà una versione “a misura di bambino” del suo assistente conversazionale, già noto per aver generato contenuti inadatti probabilmente anche agli adulti.
Nessun dettaglio tecnico, nessuna tempistica: solo il nome, Baby Grok. potrebbe essere l’ennesimo colpo di testa del geniale miliardario sudafricano, o forse è solo un bizzarro tentativo di riposizionare un prodotto in difficoltà.
Baby Grok come strategia d’immagine?
L’annuncio arriva in un momento delicato per Musk e per xAI. Appena due settimane fa, l’ultima versione del chatbot, Grok 4, è finita nel mirino per aver pubblicato messaggi alquanto controversi.
We’re going to make Baby Grok @xAI, an app dedicated to kid-friendly content
— Elon Musk (@elonmusk) July 20, 2025
Le reazioni non si sono fatte attendere: giornalisti, osservatori e svariate organizzazioni (tra cui anche quelle ebraiche, visti i contenuti antisemiti) hanno duramente criticato la piattaforma e il suo creatore.
Fatte queste premesse, l’idea di creare un assistente pensato per i bambini suona quasi come una manovra di “lavaggio reputazionale”, con l’obiettivo di mostrare che l’IA di Musk può anche essere educata, sicura e, perché no, pedagogica. Ma l’operazione fa senz’altro inarcare il proverbiale sopracciglio.
L’ecosistema sbagliato per un’app per bambini
La questione non è solo di immagine: è strutturale. Perché un’app per bambini funzioni e venga accettata da famiglie, scuole, istituzioni, serve un’infrastruttura che induca alla fiducia.
Ma X, la piattaforma su cui Baby Grok dovrebbe verosimilmente appoggiarsi, è oggi un ambiente politicamente polarizzato e dominato da contenuti estremi. In questo contesto, immaginare un’app che si prenda cura della formazione dei bambini ha qualcosa di surreale.
L’annuncio di Baby Grok però ripete un pattern già visto da parte di Musk: lanciare una provocazione, osservare le reazioni e solo in un secondo momento decidere se valga la pena investire davvero nel progetto. Non sarebbe la prima volta che una proposta buttata lì su X viene poi lasciata evaporare.
Al momento, peraltro, non esiste alcun documento ufficiale su cosa dovrebbe essere Baby Grok, né se xAI stia lavorando a un dataset dedicato ai bambini, né se esistano partnership con pedagogisti, esperti di privacy o sviluppatori con esperienza nel settore education.
Insomma, tutto lascia pensare a una mossa d’immagine più che a un progetto concreto. Come al solito, però, non ci resta che attendere gli eventuali sviluppi. Che frequentemente, quando si parla di Elon Musk, superano anche le più fantasiose supposizioni.


