ONU: l’IA è importante come il cambiamento climatico

by | 19 Set 2024 | IA, Politica

Tempo di lettura: 3 minuti

Il rapporto tra l’intelligenza artificiale e le istituzioni internazionali è complesso e contraddittorio. Da un lato, governi e organizzazioni globali abbracciano le potenzialità trasformative di questa tecnologia, che promette di rivoluzionare settori come sanità, economia e sicurezza. Dall’altro, l’IA suscita timori per i suoi potenziali effetti destabilizzanti, spingendo le stesse istituzioni a cercare di regolamentarla.

Fino a oggi, però, i tentativi di imporre norme globali efficaci si sono rivelati frammentati e insufficienti, incapaci di tenere il passo con l’evoluzione rapidissima di questa tecnologia. In questo contesto, le Nazioni Unite lanciano un nuovo allarme, suggerendo che l’IA richieda la stessa urgenza di attenzione che il cambiamento climatico ha ormai conquistato nel dibattito pubblico.

L’ONU ha pubblicato oggi un rapporto che propone un piano globale per affrontare le sfide e le opportunità dell’intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di rivalutare l’importanza di questo settore. Il documento invita la comunità internazionale a trattare l’IA con la stessa urgenza e attenzione dedicata al cambiamento climatico, suggerendo la creazione di un organismo di supervisione analogo all’Intergovernmental Panel on Climate Change.

Redatto dall’High Level Advisory Body on AI del Segretario Generale dell’ONU, il rapporto raccomanda l’istituzione di un ente dedicato alla raccolta di informazioni aggiornate sull’IA e sui rischi connessi. Tra le proposte principali, emerge la necessità di avviare un dialogo rinnovato tra i 193 stati membri dell’ONU per coordinare le azioni volte a mitigare i potenziali pericoli legati all’intelligenza artificiale.

Un punto chiave del rapporto è l’accento sull’importanza di coinvolgere i paesi in via di sviluppo, affinché possano trarre beneficio dalle tecnologie IA e partecipare alla loro governance. Le proposte includono la creazione di un fondo per sostenere progetti legati all’IA in queste regioni, lo sviluppo di standard condivisi e l’implementazione di sistemi di scambio dati, nonché la fornitura di risorse formative adeguate.

Il piano prevede inoltre la creazione di un ufficio specifico all’interno delle Nazioni Unite per coordinare gli sforzi. Alondra Nelson, membro del comitato consultivo ONU, ha sottolineato come la comunità internazionale condivida la consapevolezza dei potenziali rischi e delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

Le preoccupazioni immediate riguardano il rischio che l’IA possa alimentare la disinformazione, generare deepfake, come potete leggere qui sopra. E poi che possa provocare la perdita massiva di posti di lavoro e amplificare i pregiudizi algoritmici.

La proposta dell’ONU arriva in un contesto di competizione tra le grandi potenze, con Stati Uniti e Cina in prima linea per ottenere la supremazia tecnologica, economica e militare nel campo dell’IA. Il rapporto punta a costruire un consenso tra gli stati membri, mettendo in risalto l’importanza dei diritti umani nella governance dell’intelligenza artificiale.

Chris Russell, professore all’Università di Oxford e specialista di governance internazionale dell’IA, ha osservato che fondare la discussione sui diritti umani è una scelta strategica, poiché offre un riferimento solido nel diritto internazionale e affronta danni concreti che colpiscono le persone.

Non si tratta comunque solo di un’attenzione pari a quella dedicata al cambiamento climatico: esiste anche un legame diretto tra IA e impatto ambientale, e per due ragioni. La prima risiede principalmente nell’elevato consumo energetico richiesto per sviluppare, addestrare e far funzionare i modelli di IA.

Le tecnologie di intelligenza artificiale, in particolare quelle basate su reti neurali complesse come il machine learning e il deep learning, necessitano di enormi quantità di potenza computazionale, che a sua volta richiede un alto utilizzo di energia.

Ad esempio, l’addestramento di grandi modelli linguistici o di sistemi di visione artificiale richiede data center dotati di migliaia di server e processori specializzati, che operano ininterrottamente per mesi. Questi processi comportano un notevole consumo di elettricità e una produzione di calore significativa, che richiede sistemi di raffreddamento potenti per evitare il surriscaldamento delle apparecchiature.

Inoltre, c’è un legame più indiretto ma altrettanto importante: l’IA è spesso impiegata per ottimizzare sistemi di produzione e distribuzione di beni e servizi, che spingono verso una maggiore efficienza economica, intensificando la contempo la produzione industriale (e quindi l’estrazione di risorse naturali). Col conseguente aumento della pressione sugli ecosistemi.

 

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