AI Overviews: gli editori sfidano Google davanti all’Europa

by | 5 Lug 2025 | IA, Legal

Tempo di lettura: 3 minuti

Non bastassero quelli che ha già, Google ha un nuovo contenzioso da gestire: una battaglia strategica tra l’azienda che organizza l’informazione mondiale e chi quell’informazione la produce.

Al centro del caso ci sono le AI Overviews, i riassunti generati dall’intelligenza artificiale che Google mostra sempre più spesso in cima ai risultati di ricerca, e che secondo una nuova denuncia starebbero danneggiando gravemente il giornalismo indipendente in Europa.

Il nuovo fronte contro Google

Un gruppo di editori indipendenti ha presentato una denuncia alla Commissione Europea, datata 30 giugno, chiedendo un’azione urgente contro l’integrazione delle AI Overviews nei risultati del motore di ricerca.

Il motivo? “L’uso improprio dei contenuti editoriali da parte di Google per generare i propri riassunti, senza possibilità di rifiutare l’inclusione e senza compensazione”, si legge nel documento visionato da Reuters.

Secondo i firmatari, la visibilità di articoli e fonti originali sta crollando: meno click, meno lettori, meno entrate pubblicitarie. E tutto per lasciare spazio a un’intelligenza artificiale che sintetizza i contenuti altrui, li rende immediatamente accessibili… e in questo modo rende superfluo visitarne l’origine.

L’alleanza degli editori indipendenti si fa sentire

La denuncia è stata firmata dall’Independent Publishers Alliance, una community no-profit che rappresenta (senza nominarli pubblicamente), un gruppo di editori digitali europei.

Tra i firmatari figurano anche il Movement for an Open Web, che riunisce editori e inserzionisti digitali, e la britannica Foxglove Legal Community Interest Company, che si batte per l’equità nel settore tecnologico.

Insieme chiedono l’immediata applicazione di una misura provvisoria da parte dell’UE, per prevenire danni irreversibili alla concorrenza e garantire un accesso pluralistico all’informazione.

Dalla Commissione Europea non è arrivato alcun commento ufficiale ma la Competition and Markets Authority del Regno Unito ha confermato di aver ricevuto la segnalazione.

Il fronte contro Google dunque si allarga e l’Europa potrebbe diventare il primo banco di prova regolatorio per una delle funzionalità più strategiche (e controverse) introdotte da Google negli ultimi anni.

L’opt-out che non esiste

Uno dei punti più critici riguarda l’assenza di un vero meccanismo per sottrarsi al sistema.

Se un editore decide di non autorizzare l’utilizzo dei propri contenuti per l’addestramento dei modelli linguistici o per la generazione dei riassunti, perde automaticamente la propria presenza nei risultati di ricerca tradizionali.

Una condizione che, secondo i promotori della denuncia, si traduce in una forma di ricatto tecnologico: o accetti di essere cannibalizzato, oppure scompari.

Google ha risposto sostenendo che le critiche mosse si basano su “dati altamente incompleti e distorti”. “Ogni giorno inviamo miliardi di clic ai siti web”, ha dichiarato un portavoce, secondo il quale le nuove esperienze basate sull’IA “consentono alle persone di fare ancora più domande, creando nuove opportunità di scoperta per contenuti e attività commerciali”.

Il colosso californiano ricorda inoltre che il traffico verso i siti web può variare per numerosi motivi: dalla stagionalità alle abitudini degli utenti, fino agli aggiornamenti regolari dell’algoritmo di ricerca.

Google, AI Overviews e il tradimento dell’editoria online di TechTalking.it

Un’inchiesta di Bloomberg conferma ciò che su TechTalking avevamo previsto oltre un anno fa: l’intelligenza artificiale sta spezzando il legame tra traffico e contenuti.

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Ma per molti nel mondo editoriale, si tratta di una narrazione che ignora l’impatto sistemico dell’intelligenza artificiale sull’ecosistema dei media.

Rosa Curling, direttrice di Foxglove, è netta: “Il giornalismo indipendente affronta una minaccia esistenziale: le AI Overviews di Google. Chiediamo alla Commissione Europea e alle autorità di tutto il mondo di prendere posizione e consentire all’informazione di scegliere se partecipare o meno”.

I tre gruppi hanno presentato un reclamo simile anche presso l’autorità britannica per la concorrenza. E mentre in Europa si discute di equilibri digitali e libertà di stampa, una cosa è certa: l’era delle AI Overviews potrebbe rivelarsi ben più che una semplice evoluzione del search.

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