A marzo avevamo raccontato che SoftBank stava chiedendo 40 miliardi di dollari in prestito per finanziare la sua nuova scommessa su OpenAI. Quel denaro è arrivato e adesso bisogna rifinanziarlo.
Secondo Bloomberg, il gruppo guidato da Masayoshi Son sta cercando un nuovo prestito da 10 miliardi di dollari, circa 8,6 miliardi di euro al cambio attuale, che potrebbe essere utilizzato almeno in parte per rimborsare il prestito ponte ottenuto all’inizio dell’anno. Mizuho Bank guida l’operazione e le banche interessate hanno tempo fino al 31 agosto per aderire.
È il passaggio successivo di una strategia che sta portando SoftBank a mobilitare decine di miliardi sui mercati per finanziare OpenAI. Entro ottobre il gruppo giapponese dovrebbe aver investito complessivamente quasi 65 miliardi di dollari nella società di Sam Altman.
Prima i 40 miliardi, ora il rifinanziamento
Il prestito da 40 miliardi ottenuto a marzo era un bridge loan, cioè un finanziamento pensato per mettere rapidamente a disposizione il denaro necessario e sostituirlo successivamente con debito più strutturato. È proprio quello che SoftBank sta iniziando a fare.
Il nuovo prestito avrebbe una durata di due anni e un interesse pari al tasso di riferimento, più 275 punti base. In altre parole, SoftBank pagherebbe 2,75 punti percentuali in più per finanziarsi.
È un costo che riflette anche il rischio assunto dalle banche nel prestare denaro al gruppo giapponese. SoftBank si sta infatti assicurando le risorse necessarie per sostenere la sua esposizione verso OpenAI facendo ampio ricorso al debito, che ha un costo finanziario tutt’altro che trascurabile.
SoftBank: anche 20 miliardi di obbligazioni
Il prestito da 10 miliardi è soltanto uno degli strumenti allo studio. SoftBank starebbe valutando anche un’emissione obbligazionaria compresa tra 10 e 20 miliardi di dollari, sempre con l’obiettivo di contribuire al rifinanziamento del bridge loan.
In Giappone il gruppo prepara inoltre un’emissione obbligazionaria retail da 1.000 miliardi di yen, pari a circa 6,3 miliardi di dollari secondo Bloomberg. Sarebbe la più grande operazione di questo tipo mai realizzata da SoftBank nel mercato domestico e servirebbe a finanziare gli impegni presi verso OpenAI.
Una parte del nuovo denaro servirà a sostituire debito già esistente. SoftBank allora non sta necessariamente aggiungendo altri 10 o 20 miliardi alla propria esposizione ogni volta che apre una nuova linea di credito o emette obbligazioni. Sta invece trasformando il finanziamento temporaneo ottenuto a marzo in debito con scadenze differenti.
Una scommessa sempre più concentrata sull’IA
Quando avevamo raccontato il prestito da 40 miliardi, il punto critico era che S&P Global Ratings aveva rivisto da stabile a negativo l’outlook sul rating di SoftBank, indicando tra i rischi proprio l’aumento degli investimenti nell’IA e la maggiore concentrazione su OpenAI.
Cinque mesi dopo, quella concentrazione è ancora aumentata. Bloomberg sottolinea che la nuova ricerca di finanziamenti arriva mentre nel settore crescono le preoccupazioni per il rischio di credito legato agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Nel frattempo la scommessa di Son si è allargata oltre la partecipazione finanziaria in OpenAI. Come abbiamo raccontato, SoftBank è coinvolta attraverso SB Energy anche nel gigantesco campus di data center che dovrà essere costruito in Ohio per OpenAI, un progetto nel quale Nvidia ha accettato di garantire fino a 105 miliardi di dollari di finanziamenti per la prima fase.
Il capitale continua a crescere
La strategia di SoftBank si inserisce in una corsa agli investimenti che richiede quantità di capitale difficili da confrontare con quelle della precedente fase del settore tecnologico.
OpenAI deve finanziare modelli, chip, data center ed energia, mentre i suoi principali partner stanno assumendo esposizioni sempre maggiori per permetterle di farlo.
SoftBank investe direttamente in OpenAI, finanzia attraverso SB Energy parte delle infrastrutture che la società utilizzerà e, contemporaneamente, raccoglie denaro da banche e investitori per sostenere questi impegni.
A marzo il problema era trovare rapidamente 40 miliardi di dollari. Adesso che quei soldi sono stati trovati e impiegati per sostenere la scommessa OpenAI, comincia la seconda parte dell’operazione: sostituire il prestito ponte con finanziamenti che SoftBank possa sostenere negli anni successivi.
Fonte: Bloomberg


