Xpeng taglia “la pelle” del robot Iron e supera la ‘uncanny valley’

by | 15 Nov 2025 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Durante l’AI Day di Guangzhou, Xpeng, uno dei costruttori cinesi di veicoli elettrici più aggressivi sul fronte dell’intelligenza artificiale, è salita sul palco con un obiettivo molto semplice: convincere il mondo che il suo robot umanoide Iron non è un attore infilato in un costume.

Il sospetto, nato quasi immediatamente dopo la prima apparizione del robot, era diventato virale sui social proprio per la sorprendente fluidità dei movimenti.

Per rispondere ai dubbi, il CEO He Xiaopeng ha scelto una strada radicale. Prima ha mostrato sui social uno spaccato degli strati interni, poi sul palco ha fatto compiere al suo team un’operazione quasi chirurgica: con un paio di forbici hanno rimosso il rivestimento morbido, poi i muscoli artificiali, lasciando in vista aste metalliche e servomotori.

L’obiettivo era chiarissimo, e nonostante l’inedita teatralità dell’operazione, il messaggio è arrivato: Iron è un robot vero. Prima del “taglio”, Xiaopeng ha persino sentito il bisogno di scusarsi pubblicamente con il robot, dicendo: “Voglio innanzitutto dirle solennemente: mi dispiace, spero che questa sia l’ultima volta che Iron debba dimostrare di essere ciò che è.”

Movimenti da fantascienza, risultato da uncanny valley

Iron non colpisce soltanto per l’atto dimostrativo. Ciò che ha catturato l’attenzione globale sono i movimenti quasi cinematografici: lenti, precisi, stranamente umani. Una presenza scenica che ha evocato Scarlett Johansson in Under the Skin, le silhouette sintetiche di Ex Machina e perfino i robot di Westworld.

L’effetto è la classica uncanny valley: più un robot appare vicino all’umano, più suscita un misto di fascinazione e inquietudine. Xpeng ha giocato deliberatamente con questa ambiguità, accentuandola con un design curvilineo e un busto marcatamente femminile: una scelta estetica che contrasta con l’approccio più neutro di molti altri umanoidi.

Non è un caso che video e clip abbiano invaso TikTok, Weibo e X, trasformando Iron nell’ennesimo robot diventato virale dopo Optimus di Tesla, Atlas di Boston Dynamics e Neo di 1X Technologies.

La tecnica dietro lo spettacolo

Una volta superata l’ondata emotiva, resta una domanda centrale: a cosa serve davvero un robot così?

Xpeng parla di robot “versatili” destinati nel lungo periodo a operare nelle case. Ma mentre Iron si muove senza esitazioni sul palco perfettamente piatto dell’AI Day, la realtà della robotica umanoide resta ostacolata da un limite fondamentale: i robot non sanno ancora fare bene le cose che per noi sono banali.

Mashable richiama il Paradosso di Moravec: le attività facili per gli umani sono di solito le più difficili per le macchine. A tal riguardo un video emblematico circola in rete da mesi, con un robot Neo tele-operato che tenta, senza riuscirci, di chiudere una lavastoviglie.

Eppure è proprio questo il punto: al di là delle movenze straordinariamente realistiche di Iron, non è affatto chiaro quale impiego concreto potremo affidargli nelle nostre case se la robotica avanza a ritmi così lenti sui compiti di base.

La superficie liscia del palco, apparentemente un dettaglio, diventa così il simbolo di un settore che eccelle nel creare dimostrazioni spettacolari, ma fatica a trasformarle in utilità quotidiana.

Xpeng, tra hype e marketing

Iron si inserisce nella nuova corsa agli umanoidi che sta coinvolgendo metà della Silicon Valley e buona parte del settore tech cinese. I robot sono diventati una vetrina perfetta per dimostrare potenza tecnologica, anche quando i casi d’uso sono ancora nebulosi.

Tra estetica volutamente antropomorfa, movimenti da cinema e dimostrazioni teatrali come quella di Xiaopeng, Iron incarna il cortocircuito del momento: siamo attratti da robot che ci somigliano proprio perché non sono umani, ma più si avvicinano a noi e più ci mettono a disagio.

Per ora, Xpeng ha sicuramente centrato l’obiettivo di catturare l’attenzione globale. Ma la domanda che rimbalza nella comunità tecnologica resta aperta: questi umanoidi sono davvero un assaggio del futuro o solo un enorme esercizio di marketing?

Una cosa è certa: in questo caso fatichiamo a distogliere lo sguardo dai video.

Fonti: Mashable, PC Gamer

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