Operacion Retuit: in Venezuela l’IA prova a sfuggire alla censura

da | 6 Set 2024 | IA, Politica

Tempo di lettura: 2 minuti

L’orwelliana notizia che ci apprestiamo a dare pare uscita dalla penna di uno scrittore di fantascienza. In realtà a riportarla è Reuters ed è ambientata in Venezuela, una nazione sempre più ostile alla libertà di stampa. Qui, una delle più recenti iniziative mediatiche del paese, Operacion Retuit. sta rivoluzionando il giornalismo attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale per proteggere i giornalisti dalle crescenti minacce governative.

L’agenzia di stampa Connectas, con sede in Colombia, ha infatti lanciato quella che in Italiano possiamo tradurre in Operazione Retweet, un progetto che prevede la creazione di conduttori di notizie virtuali con l’obiettivo di salvaguardare i giornalisti locali, sempre più bersagliati dal regime di Nicolás Maduro.

I protagonisti di Operacion Retuit sono “El Pana” e “La Chama”, due avatar che, grazie all’intelligenza artificiale, riportano le notizie quotidiane con una sorprendente verosimiglianza.

L’obiettivo di questa iniziativa è ben preciso: evitare che i giornalisti reali diventino vittime della repressione. “Abbiamo deciso di usare l’intelligenza artificiale come volto delle informazioni che stiamo pubblicando”, ha dichiarato Carlos Huertas, direttore di Connectas, in un’intervista. “I nostri colleghi che continuano a fare il loro lavoro sul campo sono esposti a rischi enormi, e questa soluzione rappresenta il tentativo di proteggerli.”

Secondo Reporters Without Borders, dal mese di giugno almeno dieci giornalisti sono stati arrestati e otto di loro sono ancora in prigione, accusati di crimini gravi come il terrorismo. Questa situazione allarmante ha spinto Connectas a cercare una strada alternativa per garantire che la verità continui a emergere, nonostante la crescente repressione.

La decisione di utilizzare conduttori di notizie generati dall’IA è una risposta diretta alla politica del governo venezuelano, che ha intensificato la propria campagna contro giornalisti, manifestanti e oppositori politici. Le recenti elezioni del 28 luglio, contestate tanto dall’opposizione quanto da Nicolás Maduro, hanno infatti innescato una crisi che ha portato a un aumento delle proteste e della violenza.

Mentre il governo continua a sostenere che il presidente Maduro ha vinto le elezioni, l’opposizione, guidata da Edmundo Gonzalez, afferma di avere prove di una vittoria schiacciante, nonostante l’autorità elettorale non abbia ancora pubblicato i risultati completi, adducendo come motivazione un presunto attacco informatico. Questa situazione ha scatenato proteste che hanno già causato almeno 27 morti e oltre 2.400 arresti, tra cui numerosi esponenti dell’opposizione.

Di fronte a questa crisi, l’uso dell’intelligenza artificiale di Operacion Retuit non è solo una curiosità tecnologica ma una necessità strategica. Come sottolineato da Huertas, “utilizzare l’intelligenza artificiale è quasi una combinazione tra tecnologia e giornalismo per aggirare la persecuzione e la crescente repressione“.

Operacion Retuit, un esperimento che ricorda da vicino quello del portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, mostra dunque il lato positivo dei deepfake. E potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il giornalismo in tutti quei luoghi dove la verità debba farsi strada attraverso nuove modalità per sfuggire alla morsa di regimi oppressivi.

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