Top argentati scintillanti, pantaloni in pelle nera e una coreografia costruita per fondere esseri umani e macchine. È così che sei robot umanoidi G1 di Unitree Robotics sono saliti sul palco di un concerto a Chengdu, trasformando una performance musicale in un caso virale.
Il momento clou è arrivato con una capriola frontale eseguita in perfetta sincronia, un gesto atletico che ha rapidamente invaso i social dopo essere stato rilanciato da Elon Musk, accompagnato da un commento tanto essenziale quanto eloquente: “Impressive”.
I robot si muovevano in coordinazione con la pop star Wang Leehom e con i ballerini umani sulle note del brano “Open Fire”, alternando oscillazioni delle braccia, calci, rotazioni e cambi di assetto prima del salto finale.
Una sequenza pensata per stupire ma anche per dimostrare un livello di controllo motorio che fino a pochi anni fa sembrava fuori portata per piattaforme umanoidi di queste dimensioni.
L’Unitree G1 e la trasformazione della robotica in industria
Lanciato nel 2024, il G1 è alto 1,27 metri, pesa circa 35 chilogrammi e, dal punto di vista tecnico, integra un numero di giunti compreso tra 23 e 43 a seconda della configurazione. Sviluppa una coppia massima fino a 120 Newton-metro e può raggiungere una velocità di movimento di 2 metri al secondo.
Sono specifiche che aiutano a spiegare come una macchina di questo tipo riesca non solo a camminare o correre, ma anche a eseguire movimenti complessi come una capriola frontale senza perdere equilibrio.
Le capacità del G1 non si limitano al palcoscenico. Alla prima edizione dei World Humanoid Robot Games, lo scorso agosto, il modello di Unitree ha conquistato la medaglia d’oro nei 100 metri a ostacoli, completando la gara in 33,71 secondi.
Il risultato ha rafforzato l’idea che la robotica umanoide stia entrando in una fase di competizione misurabile, fatta di tempi, prestazioni e confronti diretti, non più soltanto di dimostrazioni concettuali.
L’endorsement di Musk
Il rilancio del video da parte di Musk non è stata una semplice cortesia. Il commento del CEO di Tesla e SpaceX ha funzionato come una legittimazione simbolica, arrivata da una delle figure più rappresentative dell’industria tecnologica americana.
In un contesto di crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina, anche una singola parola può contribuire a rafforzare la percezione di un cambio di passo.
Impressive https://t.co/IacxCOxpki
— Elon Musk (@elonmusk) December 19, 2025
Secondo un recente report di Morgan Stanley, la Cina non solo guida il settore della robotica umanoide ma sta ampliando il proprio vantaggio a un ritmo accelerato. Negli ultimi cinque anni, le aziende e gli istituti cinesi hanno depositato 7.705 brevetti legati ai robot umanoidi, contro i 1.561 degli Stati Uniti e i 1.102 del Giappone.
Questi numeri raccontano un ecosistema in cui ricerca, industria e politiche pubbliche procedono in modo coordinato.
Un ecosistema che va oltre il singolo robot
Il successo mediatico del G1 si inserisce in una strategia più ampia.
Unitree è sostenuta da Alibaba Group Holding e Ant Group, ha lanciato un app store per umanoidi che permette di condividere e riutilizzare movimenti e comportamenti robotici già addestrati, e ha completato il percorso verso la futura quotazione sul mercato domestico.
Il fondatore Wang Xingxing è stato inoltre nominato in un comitato nazionale sulla robotica umanoide dal Ministero dell’Industria e dell’Information Technology, a conferma di come la robotica venga ormai considerata un asset strategico.
La capriola virale non è allora un episodio isolato ma il volto più visibile di una trasformazione industriale già in atto, in cui la Cina sta ridefinendo tempi, scala e ambizioni della robotica umanoide globale.
Fonte: South China Morning Post


