L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sarà un momento che finirà nei libri di storia. E non solo per questioni geopolitiche. In questi mesi di logorante guerra, infatti, la ricerca militare ha fatto dei passi da gigante.
A Kyiv, per esempio, i fondatori della Vyriy, una compagnia di droni, stanno lavorando su una nuova arma tecnologica. Oleksii Babenko, il CEO venticinquenne, ha dimostrato le capacità del suo drone che, una volta individuato il bersaglio, è in grado di muoversi autonomamente grazie a un software che utilizza la sua fotocamera.
Vyriy è solo una delle molte aziende ucraine che, spinte dalla guerra con la Russia, stanno compiendoenormi passi in avanti nel campo della tecnologia militare autonoma. Questa spinta è alimentata da investimenti massicci, donazioni e contratti governativi, che hanno trasformato l’Ucraina in una sorta di Silicon Valley per la robotica militare.
La tecnologia in sviluppo rende sempre più marginale il giudizio umano in termini di mira e fuoco, e soprattutto abbatte i costi, dato che si utilizzano dispositivi disponibili in commercio potenziati con software di facile progettazione e potenti algoritmi di automazione.
Nella regione orientale del Donbas si usano torrette automatiche che funzionano con un controller PlayStation e un tablet. Il cannone può auto-individuare un bersaglio fino a 1000 metri di distanza e coprire rapidamente una vasta area. In altri casi si usa uno Steam Deck, un computer portatile dotato di schermo touch e controlli integrati, disponibile in commercio per poche centinaia di euro.

Un semplice computer portatile Steam Deck utilizzato per scopi bellici
Le tecnologie più avanzate che permettono ai droni e ad altre macchine di agire autonomamente sono rese possibili da un uso massiccio dell’IA. Gli ingegneri, infatti, hanno sfruttato le nuove possibilità messe a disposizione da servizi come ChatGPT-4, per permettono ai software di interpretare e rispondere in tempo reale ai filmati video.
E un futuro in cui sciami di droni autonomi possono coordinare attacchi e colpire automaticamente i soldati nemici non sembra così lontano. Sebbene le armi utilizzate in Ucraina non siano ancora avanzate come quelle che abbiamo visto al cinema nei film di fantascienza, rappresentano un deciso passo verso quel futuro.
In Ucraina queste tecnologie potrebbero dare alla nazione un vantaggio contro la Russia o semplicemente aiutarla a mantenere il passo del gigantesco aggressore. Tuttavia, queste nuove armi, nonostante siano utilizzate in un contesto nel quale l’etica e le atrocità difficilmente trovano posto, sollevano questioni etiche e legali.
I gruppi per i diritti umani e alcuni funzionari delle Nazioni Unite desiderano limitare l’uso di armi autonome per paura di una nuova corsa agli armamenti globale fuori controllo.
In Ucraina, però, tali preoccupazioni sono secondarie rispetto alla necessità di difendersi dagli invasori. Il ministro ucraino della trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, ha dichiarato al New York Times che queste tecnologie sono fondamentali per la vittoria del paese.
Permangono dubbi su quale livello di automazione sia accettabile. Attualmente, i droni necessitano di un pilota per individuare un bersaglio, mantenendo un umano alla testa dei processi decisionali. Ma, in futuro, queste limitazioni potrebbero non essere più necessarie.
In Ucraina si sono visti chiaramente i vantaggi delle armi autonome ma ciò ha creato preoccupazioni per la loro possibile diffusione a livello globale.


