L’industria militare è sempre stata uno dei principali motori dell’avanzamento tecnologico. Nel bene o nel male, quasi tutte le principali tecnologie sono nate per o con fondi destinati all’esercito.
Non stupisce, quindi, che la NATO abbia recentemente annunciato un nuovo round di investimenti nei rami dell’industria più avanzati, ovvero intelligenza artificiale, robotica e industria aerospaziale.
Martedì, il NATO Innovation Fund (NIF), questo il nome del fondo, ha confermato di aver investito direttamente in quattro aziende tecnologiche europee, che, secondo quanto riferito, aiuteranno a risolvere le sfide in materia di difesa, sicurezza e resilienza.
Il fondo è sostenuto da 24 dei 32 stati membri della NATO, tra cui Finlandia e Svezia, che si sono unite all’alleanza quest’anno, e nacque nel 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. L’obiettivo ultimo è quello di ricercare tecnologie che avrebbero potenziato le difese dei suoi membri.
Le aziende selezionate sono:
- Fractile, un produttore di chip per computer con sede a Londra che mira a rendere più veloci i grandi modelli di linguaggio (LLM) come quelli che alimentano ChatGPT.
- La tedesca ARX Robotics, che progetta robot senza equipaggio con funzioni che vanno dal sollevamento pesante alla sorveglianza.
- La startup britannica iCOMAT, che realizza materiali più leggeri per i veicoli
- Infine, la startup Space Forge, un’azienda gallese che sfrutta le condizioni dello spazio – come la microgravità e le condizioni di vuoto – per costruire semiconduttori in orbita.
“Consentire l’accesso a tecnologie strategiche è fondamentale per garantire un futuro sicuro e prospero per i cittadini dell’alleanza”, ha dichiarato Andrea Traversone, managing partner del fondo.
Il NIF si è anche associato a società di venture capital come Alpine Space Ventures, OTB Ventures, Join Capital e Vsquared Ventures per sostenere ulteriori investimenti in deep tech nel continente.


