Ramp scommette sull’automazione finanziaria con l’IA e vola a 22,5 miliardi di dollari

by | 31 Lug 2025 | IA, Business

Eric Glyman, fondatore e CEO di Ramp.
Tempo di lettura: 2 minuti

“Stiamo insegnando al software a pensare come una persona”, dice Eric Glyman, CEO e cofondatore di Ramp.

È con questa visione che la startup americana ha appena raccolto 500 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 22,5 miliardi. Un traguardo che conferma l’interesse crescente per l’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo della finanza aziendale. E che rafforza la posizione di Ramp tra le fintech più promettenti d’America.

Fondata nel 2019 e con sede a New York, Ramp ha oggi circa 1.200 dipendenti e serve oltre 40.000 aziende, tra cui diversi colossi della lista Fortune 100. Solo nel 2023 contava poco più di 15.000 clienti. A inizio 2024 ha raggiunto un flusso di ricavi annualizzati pari a 700 milioni di dollari e ha iniziato a generare cassa.

Numeri che spiegano il balzo in avanti della valutazione: se nel 2023 un round da 300 milioni la portava a 5,8 miliardi di dollari, e appena un mese fa un altro round da 200 milioni la fissava a quota 16 miliardi, oggi il nuovo aumento di capitale segna un’accelerazione decisa.

L’operazione è stata guidata da Iconiq Growth, con la partecipazione di investitori già presenti nel capitale. I fondi serviranno per potenziare lo sviluppo degli agenti basati su IA e rafforzare il team con nuove assunzioni in ambito ingegneristico, marketing e commerciale.

L’agente che controlla le spese (e pensa come un contabile)

Il primo agente IA di Ramp è stato lanciato a luglio e ha già attirato migliaia di clienti. Il suo compito è automatizzare una delle funzioni più ripetitive e noiose della finanza aziendale: la verifica delle note spese.

L’agente legge le transazioni, analizza lo storico e incrocia i dati con strumenti come Gmail e Google Calendar, interpretando il contesto per compilare le spese in automatico.

Se mancano informazioni, invia un messaggio via SMS al dipendente per chiedere conferma. Poi verifica la policy aziendale, inoltra la spesa a chi di dovere e la classifica secondo le regole contabili.

Secondo Glyman, è solo l’inizio. Le prossime versioni dell’agente aiuteranno i team procurement, semplificheranno la contabilità e affiancheranno i reparti di pianificazione finanziaria, arrivando persino a segnalare proattivamente le fatture da approvare prima che arrivino sulla scrivania del CFO.

Ramp e la corsa all’IA aziendale

Il potenziale è grande ma Ramp dovrà dimostrare che i suoi agenti sono davvero affidabili e che vale la pena investirci. Molti leader aziendali restano scettici sull’uso di IA generativa in ambiti critici come la finanza, la contabilità o la pianificazione.

E la concorrenza non manca: startup come Brex e giganti consolidati come SAP e American Express stanno integrando strumenti simili nei propri prodotti, spingendo tutti gli operatori a muoversi rapidamente.

Oltre alla competizione, pesa anche il contesto finanziario: dopo la stretta sui tassi d’interesse, gli investimenti globali nelle fintech private sono calati del 46% nella seconda metà del 2023. Ramp sembra essere una delle poche eccezioni a questa frenata ma dovrà mantenere alta la fiducia degli investitori.

Nel frattempo, la sfida è lanciata: convincere CFO e CIO che gli agenti intelligenti non sono solo una promessa ma una nuova leva di efficienza, già pronta a trasformare la gestione finanziaria aziendale.

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