I passanti che si trovino a passeggiare per Midtown a New York potrebbero, alzando lo sguardo, assistere a una scena inedita. Ossia il primo robot commerciale per la pulizia delle finestre. Skyline Robotics, l’azienda dietro il robot “Ozmo”, ha infatti avviato la prima operazione a tempo pieno su un grattacielo di 45 piani al 1133 Avenue of the Americas, nei pressi di Bryant Park.
Ozmo, dotato di due braccia meccaniche bianche, utilizza una combinazione di tecnologia Lidar e visione artificiale per scansionare e pulire le superfici vetrate degli edifici con precisione. E rappresenta un grosso passo avanti rispetto ai precedenti prototipi, grazie a sensori avanzati e software di intelligenza artificiale che le permettono di operare autonomamente anche in condizioni meteorologiche difficili.
Dalla sua fase di test iniziale, un portavoce di Skyline ha dichiarato che Ozmo è stato dotato di sensori a ultrasuoni aggiuntivi e che la sua robustezza è stata aumentata per gestire correttamente edifici più alti. E sebbene il robot operi in modo autonomo, Skyline afferma che un team di supervisori umani, situato sul tetto dell’edificio, lo monitorerà a distanza.
La pulizia delle finestre è un’occupazione statisticamente meno pericolosa di quanto si possa pensare, ma presenta comunque i suoi rischi. I dati compilati dall’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) riportano infatti 20 decessi tra i lavavetri negli USA tra il 2019 e il 2023.
Skyline Robotics sostiene che il suo robot non solo sia più sicuro ma anche tre volte più veloce rispetto ai metodi tradizionali di pulizia delle finestre, un fattore cruciale in un momento in cui la forza lavoro del settore sta invecchiando. Un recente studio rivela infatti che il 70% dei lavavetri negli Stati Uniti ha più di 40 anni, mentre solo il 9% ha tra i 20 e i 30 anni.
Il debutto di Ozmo avviene in un contesto di crescente automazione in diversi settori, dall’industria tecnologica alla manifattura. Non a caso Skyline Robotics ha già pianificato l’espansione di Ozmo in città come Tokyo, Singapore e Londra.
La tecnologia promette di liberare l’umanità dai compiti più umili, garantendo che i lavoratori siano stati riadattati a ruoli nuovi e più qualificati. Ozmo pare il perfetto esempio della prima metà di questa visione, tuttavia appare poco chiaro quale spazio ci sarà per il reinserimento dei lavoratori con competenze così specifiche.


