È di queste ore la notizia che OpenAI ha raggiunto la valutazione di 80 miliardi di dollari, che la colloca tra le grandi forze della tecnologia. Tale valutazione, come riportato dal New York Times, è frutto di una recente operazione condotta col supporto di Thrive Capital. Questa, in sostanza, ha offerto ai dipendenti di OpenAI l’opportunità di vendere le loro quote, deviando dai tradizionali metodi di finanziamento utilizzati dalle aziende per raccogliere capitali.
L’aumento in così breve tempo del valore di OpenAI testimonia la fiducia degli investitori nel potenziale dirompente dell’IA; tuttavia, OpenAI si sta confrontando con delle importanti sfide. Il suo prodotto di spicco, ChatGPT, dopo l’iniziale successo starebbe affrontando un periodo di stallo.
Il suo picco si è verificato a maggio 2023 con 1,8 miliardi di visitatori ma ha subìto una flessione nel corso dell’estate. Ad agosto 2023 le visite si erano ridotte del 21% rispetto al punto più alto e, da allora, non sarebbero più tornate a eguagliare i risultati della scorsa primavera. Alcuni hanno interpretato il calo estivo come un rallentamento temporaneo a causa delle vacanze e quindi del rallentamento nella fruizione del servizio da parte di studenti e dipendenti. Ma nonostante una breve ripresa all’inizio dell’autunno, l’utilizzo di ChatGPT ha registrato un calo superiore al 3% a novembre e del 7% a dicembre.
A gennaio 2024, con 1,6 miliardi di visite, ChatGPT mostra una flessione dell’11% rispetto al suo mese di massimo fulgore, confermando la crescita stagnante della seconda metà del 2023. Per avere un metro di paragone Bing, col 3,4% del mercato globale delle ricerche, a gennaio ha totalizzato 1,3 miliardi di visite.

L’andamento del traffico web di ChatGPT (Fonte: Similarweb / Big Technology)
Parallelamente, l’app mobile di ChatGPT non ha raggiunto i risultati sperati. Lanciata con 4,3 milioni di utenti negli Stati Uniti a luglio 2023, allo scorso gennaio era cresciuta a soli 6,3 milioni. La stagnazione di ChatGPT non implica una crisi per OpenAI, piuttosto sottolinea l’urgenza di un’evoluzione. Nella competitivissima corsa all’IA, dove Gemini di Google ha eguagliato le prestazioni di GPT-4, OpenAI è chiamata a generare costantemente innovazioni per mantenere il primato. E il recente Sora pare inserirsi proprio in questa direzione.
In conclusione, la valutazione di 80 miliardi di dollari di OpenAI evidenzia l’enorme potenziale e le aspettative che circondano l’IA. Al tempo stesso, pone l’azienda di fronte alla sfida di innovare e di adattarsi costantemente a un mercato in rapida evoluzione. Resta da vedere come OpenAI affronterà queste sfide e come le sue ambizioni e le sue tecnologie si evolveranno per rispondere alle mutevoli esigenze degli utenti.


