OpenAI al lavoro su Strawberry, un’IA che ragiona come un umano

by | 16 Lug 2024 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

Stando ad un report di Reuters basato su di un documento interno, OpenAI starebbe lavorando a un nuovo approccio per i suoi modelli di intelligenza artificiale, attraverso un progetto denominato in codice “Strawberry“.

Il documento descrive un progetto che utilizza tali modelli con l’obiettivo di consentire all’intelligenza artificiale dell’azienda non solo di generare risposte alle query, ma anche di pianificare in anticipo e navigare su Internet in modo autonomo e affidabile.

Interrogato su Strawberry, un portavoce della società OpenAI si è così espresso, pur non rispondendo direttamente alla domanda: “Vogliamo che i nostri modelli di IA vedano e comprendano il mondo in modo simile a noi. La ricerca continua di nuove capacità di IA è una pratica comune nel settore, con la convinzione condivisa che questi sistemi miglioreranno le modalità di ragionamento nel tempo”.

Il miglioramento delle capacità di ragionamento della IA è considerato la chiave per sbloccare la capacità dei modelli di svolgere qualsiasi compito, dal realizzare importanti scoperte scientifiche alla pianificazione e creazione di nuove applicazioni software.

Il progetto Strawberry, noto anche come Q*, era già stato testato all’inizio di quest’anno attraverso una demo, che si è dimostrata in grado di rispondere a difficili quesiti scientifici e matematici, al di fuori della portata dei modelli attualmente disponibili in commercio. Ulteriori testi interni hanno visto l’IA ottenere un punteggio superiore al 90% su un set di dati MATH, un benchmark composto da problemi matematici di alto livello.

Tra le capacità a cui OpenAI punta con Strawberry c’è l’esecuzione di attività a lungo termine (LHT), ovvero lo svolgimento di compiti complessi che richiedono un modello per pianificare in anticipo ed eseguire una serie di azioni in un periodo di tempo prolungato.

Strawberry include un metodo specializzato, noto come “post-addestramento“, ovvero una tecnica utilizzata nell’apprendimento automatico per migliorare le prestazioni di un modello di intelligenza artificiale su un compito specifico. Questo processo avviene dopo che il modello ha già ricevuto un addestramento iniziale su un set di dati generico.

OpenAI vuole specificamente che i suoi modelli utilizzino queste capacità per condurre ricerche navigando sul web in modo autonomo con l’assistenza di un “CUA”, ovvero un agente che utilizza un computer, in grado di intraprendere azioni in base alle sue scoperte. Che abbia qualcosa a che fare col suo anticipato motore di ricerca?

OpenAI prevede inoltre di testare le sue capacità nell’eseguire il lavoro degli ingegneri per quanto riguarda lo sviluppo del software, la creazione di algoritmi e l’analisi dei dati.

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