OpenAI guarda oltre Microsoft: ecco il super datacenter da 15 miliardi

by | 22 Mag 2025 | IA

Una veduta aerea del data center di Abilene in costruzione.
Tempo di lettura: 2 minuti

OpenAI sta muovendo un passo decisivo verso l’indipendenza infrastrutturale. La società guidata da Sam Altman ha infatti ottenuto un finanziamento record di 11,6 miliardi di dollari per espandere un data center in Texas costruito dalla startup Crusoe.

Il sito si trova ad Abilene, una cittadina dell’ovest dello Stato, e rappresenta un tassello fondamentale per rafforzare le capacità computazionali di lungo periodo del colosso dietro ChatGPT.

Il progetto, che già aveva attirato investimenti in precedenza, arriva così a un totale di 15 miliardi di dollari e si appresta a diventare il principale impianto usato da OpenAI per l’addestramento dei suoi modelli linguistici.

Alla sua piena operatività, prevista per il prossimo anno, il campus ospiterà otto edifici, ciascuno dotato di chip Nvidia Blackwell, i più recenti e potenti sul mercato per l’intelligenza artificiale generativa. Si parla di 50.000 unità per struttura, numeri che restituiscono la scala dell’ambizione.

OpenAI: meno Microsoft, più Oracle

L’infrastruttura di Abilene segna la volontà di OpenAI di ridurre la propria dipendenza da Microsoft, il partner che finora ha garantito quasi esclusivamente la potenza di calcolo necessaria per i modelli come GPT-4.

Non si tratta però di una rottura. La stessa Microsoft ha approvato l’accordo con Oracle che ha reso possibile questo sviluppo, segno che la relazione tra i due attori resta strategica, sebbene meno esclusiva.

OpenAI ha infatti stipulato un’intesa con Oracle per l’affitto di server presso il centro dati texano, mentre Crusoe, incaricata della costruzione, ha ricevuto il via libera per avviare i lavori già nel giugno scorso. Oracle, dal canto suo, fornirà direttamente i chip Nvidia necessari per alimentare l’intera infrastruttura.

La collaborazione tra OpenAI e Oracle rispecchia un cambio di paradigma: le aziende più avanzate sul fronte dell’IA vogliono ora poter contare su una rete di infrastrutture più flessibile, geograficamente distribuita e, possibilmente, anche proprietaria. Il sito di Abilene è solo l’inizio di questa trasformazione.

Stargate: il futuro dell’IA passa dai superdata center

L’investimento texano rientra in una strategia molto più ampia. A gennaio, Trump ha svelato un progetto infrastrutturale battezzato Stargate, dal valore stimato di 500 miliardi di dollari.

L’iniziativa è portata avanti da OpenAI insieme al fondo giapponese SoftBank e al partner cloud Oracle, e prevede la costruzione di una rete di data center di nuova generazione distribuiti su tutto il territorio statunitense.

Per ora i dettagli sono pochi ma la prima “porta stellare” sembra proprio essere quella in costruzione ad Abilene. A testimoniarlo è lo stesso Sam Altman, che ha pubblicato su X una foto della sua visita al cantiere, indossando un gilet da cantiere Oracle e scrivendo: “Fantastico vedere i progressi sul primo Stargate ad Abilene con i nostri partner di Oracle. Sarà il più grande centro di addestramento IA al mondo”.

Quella frase, tanto diretta quanto simbolica, restituisce l’orizzonte su cui OpenAI sta puntando. In un’epoca in cui i modelli linguistici richiedono risorse computazionali sempre più ingenti, il controllo diretto sull’infrastruttura non è solo un vantaggio competitivo ma una necessità strategica.

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