OpenAI ha assunto Denise Dresser a dicembre per guidare i ricavi e lo sviluppo del mercato aziendale. Ad aprile le ha affidato anche buona parte delle responsabilità lasciate da Brad Lightcap, passato dai compiti operativi ai “progetti speciali”. Ma poche ora fa, otto mesi dopo l’assunzione, Dresser ha già annunciato che lascerà l’azienda.
Lightcap invece se n’è andato due giorni prima, dopo otto anni in OpenAI. Fidji Simo, una delle figure più importanti subito sotto Sam Altman, a luglio ha lasciato il ruolo operativo per concentrarsi sulla propria salute. Ad aprile erano usciti altri quattro dirigenti, tra cui la responsabile marketing Kate Rouch.
La sequenza arriva mentre OpenAI prepara l’ingresso in Borsa. A giugno la società ha depositato riservatamente la documentazione per l’IPO e la sua ultima valutazione privata è di 852 miliardi di dollari, circa 737 miliardi di euro.
A questo livello, la continuità dei vertici diventa parte della storia che OpenAI deve presentare agli investitori.
Guidava il business che cresce di più
Il peso dell’uscita di Dresser si capisce guardando a ciò che stava gestendo. Ex CEO di Slack e dirigente Salesforce per oltre dieci anni, era stata scelta per sviluppare il business con le imprese, proprio il terreno sul quale Anthropic sta esercitando una pressione crescente.
Ad aprile Dresser aveva detto che l’enterprise rappresentava oltre il 40% dei ricavi e sarebbe arrivato alla pari con il consumer entro fine 2026. Ci è arrivato prima: la CFO Sarah Friar ha detto agli investitori che il business aziendale genera ormai più ricavi del consumer. OpenAI sostiene inoltre di servire oltre 2 milioni di aziende, il doppio rispetto a un anno fa.
Al posto della Dresser arriva Dali Rajic, già presidente e COO di Wiz. Secondo CNBC, Rajic è stato presentato a OpenAI da Josh Kushner, fondatore di Thrive Capital, uno dei principali finanziatori della società. Kushner è il fratello minore di Jared Kushner, genero di Donald Trump ed ex consigliere senior della Casa Bianca.
Quanto può costare andarsene prima dell’IPO
Il momento di OpenAI rende l’uscita di Dresser particolarmente interessante. L’azienda di Sam Altman utilizza ampiamente i compensi in equity: secondo il Financial Times, nel 2024 e 2025 ne ha distribuiti per quasi 11 miliardi di dollari. Reuters ha inoltre riferito di un grande bacino di azioni riservato ai dipendenti.
Non conosciamo il contratto di Dresser, il valore del suo pacchetto né quanta parte fosse già maturata. Quindi non possiamo sapere quanti soldi abbia effettivamente lasciato sul tavolo. Kevin McCormick, fondatore della startup SignAudit.AI, ha però definito le partenze prima dell’IPO un “enorme campanello d’allarme”.
Il ragionamento è semplice: chi lascia una società privata a ridosso della quotazione può rinunciare alla parte di equity che non ha ancora maturato. Nel caso di Dresser il timing la dice lunga.
I ricavi corrono, l’organizzazione continua a cambiare
OpenAI risponde con i numeri. Greg Brockman ha comunicato ai dipendenti che a luglio i ricavi annualizzati sono cresciuti di oltre il 20% rispetto al mese precedente e del 32% tra i clienti aziendali. La società presenta Rajic come il dirigente che dovrà trasformare quella crescita in una macchina commerciale più strutturata.
Ma le uscite attraversano ormai funzioni molto diverse. Come abbiamo raccontato pochi giorni fa, ha lasciato anche Chloé Bakalar, responsabile dell’etica dell’IA, dopo meno di un anno, e OpenAI ha deciso di non sostituirla. Il Financial Times parla di quasi sei riorganizzazioni nel corso del 2026 e riferisce di dipendenti frustrati dalla frequenza dei cambiamenti.
Le ragioni delle singole partenze non sono uguali: Simo ha indicato motivi di salute e Rouch si è fermata per concentrarsi sulla guarigione da una brutta malattia. Il dato comune è però un altro.
OpenAI sta cambiando rapidamente dirigenti, responsabilità e struttura proprio mentre deve convincere il mercato che un’azienda valutata 852 miliardi di dollari è pronta a diventare una società quotata.
Fonte: CNBC


