OpenAI apre due suoi modelli all’open source

da | 7 Ago 2025 | IA

Dopo anni trascorsi a proteggere gelosamente la propria tecnologia, OpenAI ha annunciato un cambiamento di rotta che segna un momento storico nella corsa globale all’intelligenza artificiale: l’azienda renderà open source due dei suoi modelli, gpt-oss-20b e gpt-oss-120b.

Il primo è stato progettato per funzionare anche su un normale laptop, mentre il secondo richiede una macchina dotata di chip specializzati.

Entrambi, pur non raggiungendo le prestazioni di ChatGPT o dei modelli più sofisticati di OpenAI, si collocano tra i migliori attualmente disponibili secondo i benchmark pubblicati dalla stessa azienda.

Si tratta di una scelta che ha spiazzato molti osservatori ma che risponde a un’esigenza concreta: mantenere la centralità della propria piattaforma anche tra chi cerca soluzioni gratuite o personalizzabili.

“Se forniamo un modello, le persone ci usano”, ha dichiarato Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI. “Dipendono da noi per il prossimo salto tecnologico. Ci forniscono feedback, dati, tutto ciò che ci serve per migliorare quel modello. Questo ci aiuta a fare ulteriori progressi”.

OpenAI cambia l’equilibrio nel mercato

Per lungo tempo, OpenAI era rimasta una delle poche big tech a non condividere i propri modelli. Meta, invece, ha scelto fin dal 2023 di pubblicare il sistema LLama, contribuendo a creare un ecosistema open source che ha preso piede anche fuori dagli Stati Uniti.

Nel 2024 è stata la volta della cinese DeepSeek, che con la release del modello V3 ha dimostrato di poter competere con le tecnologie americane. Oggi, l’ingresso ufficiale di OpenAI in questo contesto ridisegna le alleanze, i flussi di innovazione e le logiche competitive del settore.

La scelta dell’open source, però, non è solo tecnica: è anche ideologica. Da anni, una parte della comunità scientifica sostiene che la trasparenza sia essenziale per accelerare il progresso.

“Se guidi nell’open source, presto guiderai anche nell’IA”, ha dichiarato Clément Delangue, CEO della piattaforma Hugging Face, diventata il punto di riferimento per la condivisione di modelli IA.

Dall’altro lato restano però forti le preoccupazioni legate alla sicurezza, soprattutto per gli utilizzi potenzialmente dannosi: dalla disinformazione alla creazione di armi biologiche, fino al rischio di impatti critici su infrastrutture sensibili.

Anche Meta ci ripensa (ma in senso opposto)

Il paradosso è che mentre OpenAI apre (pur con cautela) una porta finora tenuta chiusa, Meta potrebbe fare il percorso inverso.

Secondo alcune indiscrezioni, Mark Zuckerberg starebbe valutando la possibilità di ritirare dalla comunità open source il proprio modello attuale, per adottare un approccio più chiuso e proprietario. La creazione di un nuovo laboratorio dedicato alla superintelligenza interna all’azienda potrebbe essere il preludio a questo cambio di rotta.

In un settore dove ogni decisione ha ricadute globali, strategiche e geopolitiche, l’oscillazione tra apertura e chiusura non è solo una questione tecnica.

È un posizionamento politico, commerciale e culturale. E in questo scenario in movimento, la mossa di OpenAI segna un nuovo punto di partenza per tutto il comparto.

POTREBBE INTERESSARTI

adolescenti

Gli adolescenti americani e la nuova dipendenza dai chatbot IA

Dati, divari sociali e rischi emotivi nella fotografia del Pew Research Center sull’utilizzo dell’IA tra gli adolescenti USA.

Donald Trump Nvidia

Trump apre all’H200 verso la Cina (ma chiede a Nvidia un ‘pizzo’ del 25%

Il presidente degli Stati Uniti autorizza l’export del chip di fascia alta di Nvidia in cambio di una quota senza precedenti: un compromesso tra geopolitica, mercato e...
Cina qwen deepseek

La Cina accelera sull’open source: ora vale il 30% dell’utilizzo dell’IA

Un report di OpenRouter mostra l’ascesa dei modelli cinesi nonostante le restrizioni USA su Nvidia e AMD.

Arvind Krishna IBM

Il CEO di IBM avverte: “la corsa ai data center non potrà ripagarsi”

Secondo Arvind Krishna i costi attuali dell’infrastruttura rendono impossibile rientrare dai trilioni investiti nella potenza di calcolo.

silicon valley agenti ia

La Silicon Valley clona Amazon e Gmail per addestrare gli agenti IA

Start-up finanziate dai big del venture capital ricostruiscono i siti più usati al mondo per insegnare agli agenti digitali a navigare, prenotare, compilare e...
Zuckerberg Meta glasses

Meta valuta tagli fino al 30% al budget del Metaverso per il 2026

Meta starebbe considerando di ridurre del 30% il budget assegnato ai suoi sforzi per il metaverso nel 2026, così da allocare più risorse all’IA.

Cristiano Ronaldo e il CEO di Perplexity

Cristiano Ronaldo investe in Perplexity AI

Cristiano Ronaldo ha deciso di investire in Perplexity AI e di entrare a gamba tesa nel business dell’intelligenza artificiale.

WhatsApp

UE avvia un’indagine antitrust su Meta per l’uso dell’IA in WhatsApp

La Commissione Europea ha avviato un’indagine antitrust su Meta riguardo all’integrazione di funzionalità IA all’interno di WhatsApp.

Jensen Huang Nvidia

Nvidia risponde a Google: “siamo una generazione avanti nei chip IA”

In un recente tweet, Nvidia risponde alla sfida lanciata da Google coi suoi Tensor: “siamo una generazione avanti nei chip IA”.

Anthropic

Anthropic avvia i preparativi per una possibile IPO nel 2026

Anthropic ha incaricato lo studio legale Wilson Sonsini di avviare le attività preliminari per una possibile quotazione in borsa a partire dal 2026.

Share This