OpenAI accelera la crescita e vola verso ricavi per 2 miliardi di dollari

by | 13 Feb 2024 | IA, Business

Tempo di lettura: 2 minuti

Fa un po’ sorridere leggere il Fincial Time definire OpenAI “la startup di intelligenza artificiale con sede a San Francisco”. Più che altro perché al concetto di startup siamo soliti associare imprese giovani e con poco capitale. Non certo aziende operanti da quasi un decennio, con alle spalle gli investimenti miliardari di Microsoft e fatturati di capogiro.

Lungi comunque da noi polemizzare con la prestigiosa testata d’informazione finanziaria, e quindi passiamo alla notizia di queste ore, che vuole la “start-up” di Sam Altman aver da poco raggiunto un importante traguardo finanziario: quello dei 2 miliardi di dollari di fatturato su base annuale. Questo risultato, figlio dell’epocale successo dal suo prodotto di punta, ChatGPT, posiziona OpenAI tra le aziende tecnologiche in più rapida espansione nella storia.

Nata nel 2015 come laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale senza scopo di lucro, OpenAI ha subito una trasformazione significativa dopo aver istituito una divisione commerciale nel 2020, che ne ha rapidamente accelerato lo sviluppo. Il tasso di crescita annuale di OpenAI, misurato come il fatturato del mese precedente moltiplicato per 12, ha così raggiunto la pietra miliare dei 2 miliardi di dollari a dicembre 2023.

Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha espresso fiducia che l’azienda possa più che raddoppiare questo risultato entro il 2025. Questo ottimismo è alimentato dal crescente interesse delle aziende nell’adozione di strumenti di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT, per migliorare l’efficienza e l’innovazione nel posto di lavoro. E anche dal fatto che, sempre Secondo Altman, a novembre dell’anno scorso il 92% delle aziende della Fortune 500 utilizza prodotti OpenAI, mentre il chatbot ha toccato i 100 milioni di utenti settimanali.

La crescita eccezionale posiziona OpenAI allo stesso livello di giganti della Silicon Valley quali Google e Meta, gli unici ad aver registrato ricavi superiori a 1 miliardo di dollari entro dieci anni dalla loro fondazione. Tuttavia, nonostante l’impressionante aumento dei ricavi, OpenAI continua a registrare perdite a causa degli alti costi associati alla costruzione e al mantenimento dei suoi modelli di intelligenza artificiale.

Questi costi, secondo Altman, continueranno a superare la crescita dei ricavi per molti anni ancora, perché l’azienda svilupperà modelli sempre più sofisticati. “Le spese per addestrare le IA sono semplicemente enormi, ma è intenzionale”, ha dichiarato Altman sempre al Financial Times lo scorso novembre.

Non va poi dimenticato che diversi concorrenti, tra cui grandi rivali nel settore tecnologico come Google e Meta, oltre a start-up come Anthropic, Mistral e Cohere, stanno iniziando a commercializzare i loro prodotti di intelligenza artificiale. Google, ad esempio, settimana scorsa ha annunciato che Gemini sarà accessibile agli utenti tramite un abbonamento premium di 20 dollari al mese.

Il principale sponsor di OpenAI, Microsoft, ha già investito 13 miliardi di dollari nella “startup”, evidenziando una partnership strategica che sta plasmando l’industria dell’IA. Inoltre, i modelli di OpenAI sono una componente fondamentale di Copilot, un assistente IA per gli utenti aziendali di Microsoft 365.

Recentemente, i dipendenti di OpenAI hanno partecipato a una vendita di azioni che ha portato l’azienda a una valutazione di 86 miliardi di dollari, quasi triplicando il suo valore rispetto ad aprile dell’anno precedente. In un mondo in rapida evoluzione, dove l’IA sta diventando sempre più integrata nella vita quotidiana e nelle operazioni aziendali, OpenAI conferma il suo ruolo leader in un settore in rapida espansione.

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