Per anni l’obiettivo principale di Google è stato l’essere il motore di ricerca dominante, nonché la più importante fonte di analisi dei dati, cosa che gli è riuscita oggettivamente bene. Ma una sfida ben diversa ha preso piede negli ultimi tempi, quella cioè per la supremazia nell’intelligenza artificiale. E qui il discorso è ben diverso perché, presa d’infilata da OpenAI (con alle spalle Microsoft), Google se trovata nell’inedito ruolo di inseguitrice.
Con un certo ritardo, il 18 gennaio 2023 Google ha quindi lanciato Bard, in versione beta. La risposta di Mountain View a ChatGPT, che invece aveva esordito il 30 novembre 2022, non ha però avuto il successo sperato. Ed è di queste ore la notizia del rebranding di Bard in Gemini. Siccome però un semplice cambio di nome lascerebbe il tempo che trova. Google ha anche introdotto importanti aggiornamenti, tra cui una nuova app mobile e l’accesso al molto atteso modello Ultra.
Definito da Google come il modello di IA “più grande e capace”, in competizione con GPT-4 nei benchmark prestazionali, Ultra 1.0 sarà disponibile agli utenti Gemini Advanced con l’abbonamento a Google One AI Premium al costo di $19,99 al mese. Incidentalmente, lo stesso prezzo di ChatGPT Plus.
L’app mobile di Gemini è ora disponibile sugli store Android e iOS negli Stati Uniti, offrendo un’assistenza potenziata sui dispositivi mobile attraverso digitazione, voce e immagini. L’app per Android integra alcune funzionalità di Google Assistant, come la possibilità di effettuare chiamate, gestire dispositivi smart e accedere a informazioni da altre app Google. Anche in questo caso, va ricordato che l’app iOS di ChatGPT ha esordito il 30 marzo dell’anno scorso.
Le immagini create con Gemini includono ora un watermark digitale invisibile, grazie a uno strumento chiamato SynthID. L’obiettivo è di permettere il riconoscimento delle immagini create artificialmente in contrapposizione a quelle reali. Infine, Gemini è stato lanciato anche in Canada, disponibile sia in inglese che in francese.
La rivalità tra ChatGPT e Gemini simboleggia dunque una corsa all’innovazione che va oltre la pura competizione tecnologica. Riflette piuttosto la crescente importanza dell’intelligenza artificiale nelle strategie aziendali e la sua influenza sulle dinamiche di mercato. Per Google, che ha a lungo dominato il settore della ricerca e dell’analisi dei dati, il successo di Gemini è vitale per mantenere la sua leadership in un’era in cui l’IA è destinata a ridefinire i parametri di successo nel settore tecnologico.
Il passaggio da Bard a Gemini segna dunque un momento cruciale per Google, e il tempo ci dirà se e come verranno riscritte le gerarchie digitali. Fermo restando che con Ultra che sfida ChatGPT per il titolo di modello di punta, si attendono le contromosse di OpenAI, che potrebbe rispondere con il rilascio di GPT-4.5 o GPT-5.


