Uber: “Non riusciamo a giustificare la spesa per l’IA”

by | 27 Mag 2026 | IA

Andrew Macdonald, presidente e COO di Uber. | Foto: Thenationalnews.com
Riassunto IA
  • Uber ha esaurito il budget IA 2026 in soli quattro mesi, con una spesa in R&S che nel 2025 ha raggiunto 3,4 miliardi di dollari.
  • Il COO Macdonald ammette che non esiste ancora un legame misurabile tra consumo di token e funzionalità utili rilasciate agli utenti.
  • L’azienda ha già ridotto le assunzioni per finanziare l’IA, ma la mancanza di metriche di ritorno rende quella scelta sempre più difficile da sostenere.
Tempo di lettura: 2 minuti

Notizia breve ma intensa. Uber ha esaurito il suo budget annuale per l’intelligenza artificiale in quattro mesi. Questo dato, più di qualsiasi dichiarazione, racconta la velocità con cui i costi dell’IA stanno crescendo all’interno delle grandi aziende tecnologiche e la difficoltà crescente di tenere il passo con una spesa che accelera più in fretta dei ritorni.

Andrew Macdonald, presidente e COO di Uber, ha però ammesso pubblicamente che l’azienda non riesce a tracciare un legame diretto tra il consumo crescente di token e le funzionalità effettivamente consegnate agli utenti.

“Quel legame non c’è ancora”, ha detto Macdonald. “È molto difficile tracciare una linea tra una di quelle statistiche e ‘Ok, ora stiamo producendo il 25 percento in più di funzionalità utili’.”

Token contro teste

Nei mesi scorsi, il CEO Dara Khosrowshahi aveva già annunciato che Uber stava compensando l’aumento degli investimenti in IA assumendo meno personale. Meno dipendenti, più modelli. Una scelta presentata come razionale, quasi inevitabile.

Ora Macdonald mette in discussione proprio quella logica dall’interno. “Dovremo iniziare a parlare di consumo di token e del costo associato rispetto al numero di dipendenti”, ha detto.

“Se il ritorno non si vede, giustificare quella scelta diventa ogni trimestre più complicato” In altre parole: si sono tagliati posti di lavoro in nome di una produttività che, nei fatti, non si riesce ancora a misurare.

Uber e i nodi che vengono al pettine

Uber ha speso 3,4 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo nel 2025, il 9 percento in più rispetto all’anno precedente. I numeri sono cresciuti ma i ritorni, per ora, restano difficili da quantificare.

Macdonald lascia aperta una finestra (“nei prossimi trimestri forse diventerà più chiaro”) ma la direzione del ragionamento è inequivocabile: la fiducia cieca nell’IA come moltiplicatore di produttività sta scontrandosi coi bilanci reali.

Non è un problema solo di Uber. È la domanda che il settore tech si sta ponendo con crescente urgenza: quanto vale, concretamente, ogni dollaro speso in IA?

Finché la risposta resta “non lo sappiamo ancora”, giustificare la spesa e le scelte che ne derivano, incluse quelle sulle persone, diventa più complicato.

Fonte: The Verge

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