LinkedIn lancia il suo primo agente AI per affiancare i recruiter

da | 30 Ott 2024 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

L’intelligenza artificiale arriva anche su LinkedIn con l’Hiring Assistant, un Agente sviluppato per supportare i recruiter in molteplici aspetti del loro lavoro.

Dalla creazione di descrizioni dettagliate delle posizioni aperte alla ricerca e contatto dei candidati, LinkedIn punta dunque a rivoluzionare il mondo del reclutamento, automatizzando attività che tradizionalmente richiedono tempo e attenzione.

Hiring Assistant si inserisce in un trend ormai chiaro per LinkedIn: rafforzare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non solo per ottimizzare il back-end del sistema, ma per aiutare direttamente gli utenti.

L’agente è già stato attivato per un gruppo ristretto di grandi aziende, tra cui AMD, Canva, Siemens e Zurich Insurance, e sarà esteso nei prossimi mesi.

Finora, LinkedIn aveva integrato l’IA in strumenti di supporto come la selezione dei candidati e le raccomandazioni di connessione. Hiring Assistant invece si rivolge a una delle categorie più redditizie di utenti: i recruiter.

Tutto in famiglia…

Con la diffusione dell’IA generativa, l’azienda ha avviato una partnership strategica con OpenAI (ricordiamo che LinkedIn è di proprietà di Microsoft), sfruttando le API del modello GPT.

Lo scopo è realizzare una serie di assistenti automatizzati, tra cui coach per l’apprendimento, assistenti per campagne marketing e tool di supporto nella ricerca di lavoro.

Secondo Hari Srinivasan, VP of Product di LinkedIn, Hiring Assistant nasce per liberare i recruiter dai compiti più ripetitivi, permettendo loro di concentrarsi su decisioni strategiche (o fare qualche partita in più a Candy Crush, ma questo non lo dirà mai nessuno).

Grazie a funzionalità che spaziano dal caricamento di descrizioni di lavoro complete all’interazione diretta con una pipeline iniziale di candidati, Hiring Assistant crea un sistema che promette di snellire il processo di reclutamento.

Inoltre, è in grado di connettersi con sistemi di tracciamento delle candidature e utilizza il vasto database di LinkedIn, che include 1 miliardo di utenti, 68 milioni di aziende e 41.000 competenze.

In futuro, LinkedIn prevede di potenziare Hiring Assistant con funzionalità avanzate come la gestione delle comunicazioni e la pianificazione dei colloqui, in modo da coprire anche le attività amministrative più impegnative.

Il paradosso dell’IA nel mondo del lavoro

LinkedIn si evolve, e non c’è di che stupirsene, ma iniziative come questa fanno sorgere più di un dubbio.

Il primo, nonché il più immediato, riguarda il futuro dei recruiter umani nel contesto che va delineandosi. Il secondo, invece, riguarda le potenziali implicazioni etiche legate alla crescente automazione del processo di selezione. Siamo tutti d’accordo nel sapere che il nostro futuro lavorativo sarà deciso in un server di Azure?

Il dubbio maggiore, che a noi sembra quasi un paradosso, è però che già oggi molti candidati si affidano a ChatGPT per scrivere o migliorare i loro CV, cercando di fare colpo sui selezionatori e superare gli algoritmi di screening.

LinkedIn, però, utilizzerà la stessa tecnologia, basata su GPT, per vagliare questi CV. Si crea così un circolo vizioso in cui un sistema AI valuta il lavoro creato da un altro sistema AI.

Questa dinamica, quanto meno nel modo di vedere di noi umili giornalisti cui senz’altro manca la visione della big picture, potrebbe portare a un’omogeneizzazione dei CV e a una perdita di autenticità da parte dei candidati.

Invece di valorizzare le sfumature e le qualità personali, il processo di selezione rischia così di diventare un dialogo tra macchine” in cui l’elemento umano andrà a dissolversi.

Col risultato, anch’esso paradossale, che un sistema nato per connettere le persone e favorire le relazioni professionali si affiderà all’IA, rischia di azzerare proprio quelle connessioni umane che finora ha facilitato.

Ma dalle altre notizie che abbiamo pubblicato in questi mesi, che hanno visto protagonisti interi social network gestiti da bot, o IA in grado di postare contenuti al nostro posto su Instagram e Facebook, il futuro che ci attende appare ormai sempre più chiaro…

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