Basata su un registro distribuito, la blockchain consente di registrare e condividere dati in modo sicuro, senza la necessità di un’autorità centrale. È una tecnologia che offre una serie di vantaggi oggettivi: i dati conservati in essa sono immutabili e non possono essere alterati da una singola entità. Inoltre, è un sistema trasparente in quanto chiunque può accedere ai dati registrati.
Negli ultimi anni, la blockchain ha suscitato un grande interesse, soprattutto nel settore finanziario. Le criptovalute come Bitcoin ed Ethereum sono infatti basate su questa tecnologia e offrono la possibilità di effettuare transazioni in modo sicuro e decentralizzato.
Tuttavia, in tempi recenti la blockchain ha subito un certo appannamento. Il valore delle criptovalute è crollato e gli NFT, i token non fungibili che hanno rappresentato una delle applicazioni più promettenti della blockchain, hanno perso appeal.
Ciò non significa che la blockchain sia una tecnologia fallita: può essere solo che abbia bisogno di un nuovo modo di essere utilizzata. E un’idea per farlo è appena arrivata da Davos.
Uno dei problemi principali delle IA è il rischio che i dati usati per il loro addestramento contengano pregiudizi o informazioni errate. Questo implica che le risposte fornite dai sistemi di IA potrebbero essere influenzate da questi stessi pregiudizi e inesattezze.
La blockchain, secondo un’intuizione di Casper Labs, potrebbe riemergere come uno strumento cruciale per garantire trasparenza e accuratezza nei modelli di intelligenza artificiale, secondo quanto riporta CNBC. Utilizzandola, infatti, gli sviluppatori potrebbero monitorare e verificare i dati utilizzati nell’addestramento delle intelligenze artificiali.
“Il prodotto che stiamo sviluppando permette di registrare e memorizzare i set di dati sulla blockchain”, ha dichiarato Medha Parlikar, chief technology officer e co-fondatore di Casper Labs, durante un panel del World Economic Forum di Davos. “Quindi hai una traccia di come l’IA è stata addestrata. Se scopri che l’IA inizia ad avere allucinazioni, puoi effettivamente riportarla indietro e annullare parte dell’apprendimento, tornando a una versione precedente”.
Questa tecnologia, sviluppata in collaborazione con IBM, consentirebbe in sostanza di “riavvolgere” l’IA per correggere eventuali apprendimenti errati o pregiudizi acquisiti nel tempo, grazie alla tracciabilità garantita dalla blockchain.
La blockchain è stata oggetto di discussione e sperimentazione in numerosi settori, dalla finanza alla sanità. Ma Sheila Warren, CEO del Crypto Council for Innovation, si dice sicura che l’utilizzo della blockchain per verificare e bilanciare i dati di addestramento dell’IA, potrebbe rappresentare la svolta definitiva per questa tecnologia, rendendola fondamentale nel campo dell’intelligenza artificiale.
Resta però da quantificare l’impatto energetico di una simile trovata. La blockchain utilizza un processo chiamato mining, necessario per verificare le transazioni e aggiungere nuovi blocchi alla catena. Questo procedimento, è molto energivoro.
Le IA, invece, utilizzano algoritmi di apprendimento automatico che possono essere eseguiti su hardware meno potenti. Tuttavia, anche le IA richiedono molta energia, soprattutto se vengono utilizzate per eseguire attività come l’elaborazione di immagini o video. E non è un caso che, sempre da Davos, Sam Altman abbia affermato che le IA richiedono troppa energia. Suggerendo che l’unico modo per alimentarle sia passare alla fusione nucleare.
Abbiamo quasi paura, quindi, a pensare cosa potrebbe risultare dall’unione di blockchain e IA in termini di consumi energetici. E se sul piatto mettiamo anche la transizione verso la mobilità elettrica, ci interroghiamo su come sarà possibile produrre tutta l’energia di cui l’umanità avrà bisogno, in tempi non poi così lontani.


