ChatGPT ha superato i 3 miliardi di dollari di spesa complessiva da parte dei consumatori su mobile, tra iOS e Android, dal suo debutto nel maggio 2023.
Un dato che, preso da solo, rischierebbe di sembrare l’ennesimo record da economia delle app ma che in realtà racconta qualcosa di più profondo: la trasformazione dell’intelligenza artificiale in un servizio per cui milioni di persone sono ormai disposte a pagare ogni mese.
Non si tratta solo di download o di tempo speso ma di una relazione economica stabile tra utenti e tecnologia.
ChatGPT: il 2025 anno della svolta
La vera notizia, però, è dove si è concentrata quella spesa. Secondo le stime di Appfigures, nel solo 2025 gli utenti hanno speso circa 2,48 miliardi di dollari nell’app mobile di ChatGPT, con una crescita del 408% rispetto ai 487 milioni del 2024.
Per capire la portata del salto basta guardare indietro: nel 2023, primo anno di disponibilità, i ricavi si erano fermati a 42,9 milioni di dollari. È nel 2025 che ChatGPT è passata da prodotto interessante a infrastruttura personale, entrando nella routine quotidiana di una platea globale.

Fonte: Appfigures
Il confronto più citato è quello con TikTok, e non a caso. ChatGPT ha impiegato 31 mesi per arrivare a 3 miliardi di dollari di spesa complessiva, contro i 58 mesi necessari all’app di ByteDance.
Non è un paragone tecnologico, ma economico: due modelli diversissimi che però mostrano quanto rapidamente l’intelligenza artificiale sia riuscita a monetizzare l’attenzione degli utenti.
In questo senso, ChatGPT ha battuto anche colossi dello streaming come Disney+ e HBO Max, raggiungendo lo stesso traguardo in meno tempo e con una proposta di valore completamente diversa.
L’eccezione Grok
Nel panorama delle app di intelligenza artificiale, l’unica traiettoria che si avvicina a quella di ChatGPT è finora quella di Grok, il chatbot di xAI.
Lanciato inizialmente per gli abbonati a X Premium Plus e poi reso più ampiamente disponibile, Grok è stato l’unico a mostrare un ritmo di spesa comparabile, a partire dal momento in cui ha iniziato a essere monetizzato.
Ma il punto, per ChatGPT, va oltre gli abbonamenti da 20 o 200 dollari al mese: tra offerte per sviluppatori, un app store proprietario appena lanciato e la prospettiva futura della pubblicità, il modello di ricavi è ancora in evoluzione.
I 3 miliardi segnano insomma una soglia simbolica, non un punto di arrivo.
Fonte: TechCrunch


