In onda per mesi sulla la radio: nessuno s’accorge che la DJ è un’IA

by | 27 Apr 2025 | IA

Illustrazione creata con OpenAI
Tempo di lettura: 3 minuti

Per mesi, gli ascoltatori della stazione radio australiana CADA hanno passato le loro giornate in compagnia di Thy, una giovane speaker che proponeva un mix di hip hop, R&B e pop durante il programma Workdays with Thy.

Nessuno, però, si era accorto che Thy non esisteva davvero.

La sua voce e il suo aspetto, infatti, erano stati interamente generati da un’intelligenza artificiale. A rivelarlo sono stati l’Australian Financial Review e il Sydney Morning Herald, scoperchiando un caso che sta facendo molto discutere.

Il programma, della durata di quattro ore, non forniva alcuna indicazione sul fatto che la conduttrice fosse un prodotto dell’IA.

Sul sito di CADA si leggeva solo una descrizione accattivante: “Curata dai nostri esperti musicali, questa è la musica che sta scalando le classifiche o è sul punto di esplodere — ascoltala in anteprima con Thy così potrai vantartene con gli amici dicendo che ci eri arrivato prima di tutti”.

Nessun accenno, insomma, alla natura artificiale della speaker.

L’origine di Thy e la mancanza di trasparenza

La voce di Thy è stata creata con ElevenLabs, una delle piattaforme di generazione vocale più avanzate oggi disponibili, come riportato per prima dalla newsletter The Carpet.

Non si tratta di una creazione totalmente fittizia: la voce di Thy è stata modellata su una reale dipendente del dipartimento finanziario di ARN Media, la società proprietaria di CADA.

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Secondo quanto riferito, Workdays with Thy è stato inserito nel palinsesto già a novembre 2024, raggiungendo una media di 72.000 ascoltatori. Tuttavia, né sul sito né in onda era specificato che la conduttrice non fosse umana.

Il caso sta sollevando forti critiche, in particolare da parte di Teresa Lim, vicepresidente dell’Australian Association of Voice Actors, che su LinkedIn ha dichiarato: “Gli ascoltatori australiani meritano onestà e trasparenza, invece di essere indotti a fidarsi di una persona fittizia che credono reale”.

Ciaran Davis, CEO di ARN, ha cercato di giustificare l’iniziativa: “Stiamo cercando di capire cosa è reale e cosa non lo è. Quello che abbiamo imparato è il valore degli speaker che abbiamo in azienda”, ha commentato al Financial Review.

Non solo radio: il precedente Microsoft Surface

Il caso di CADA non è isolato. A gennaio, anche Microsoft ha diffuso uno spot pubblicitario per la gamma Surface completamente generato dall’intelligenza artificiale, senza però rivelarlo immediatamente al pubblico.

Solo recentemente l’azienda ha ammesso di aver utilizzato strumenti di generazione automatica per creare il materiale promozionale.

Episodi come questi fanno riflettere su quanto i contenuti prodotti dall’IA riescano oggi a passare inosservati e sulla necessità di introdurre standard di trasparenza più rigorosi.

Un trend globale che divide

CADA non è l’unica emittente radiofonica ad aver sperimentato l’uso dell’intelligenza artificiale.

Negli Stati Uniti, la stazione radiofonica Live 95.5 di Portland ha introdotto “AI Ashley”, un DJ virtuale basato sulla voce della conduttrice reale Ashley Elzinga. Utilizzando il software RadioGPT di Futuri Media, AI Ashley ha iniziato a condurre segmenti radiofonici, segnando una delle prime implementazioni di un DJ AI negli Stati Uniti.

Sempre negli USA, SiriusXM ha lanciato “will.i.am Presents the FYI Show”, un programma settimanale condotto dal musicista will.i.am insieme a FYIona, una co-conduttrice generata da intelligenza artificiale. Il programma esplora l’intersezione tra cultura pop, musica e tecnologia, offrendo un esempio di come l’AI possa essere integrata nei contenuti radiofonici.

A destare scalpore è stata però un’emittente polacca, OFF Radio Kraków, che ha sostituito i suoi giornalisti con deejay generati dall’intelligenza artificiale, tra cui “Emi”, “Kuba” e “Alex”, nel tentativo di attrarre un pubblico più giovane.

I presentatori IA di OFF Radio Kraków avevano anche un volto. Ecco quello di Jakub “Kuba” Zieliński. | Foto: OFF Radio Kraków

L’iniziativa ha prevedibilmente suscitato forti critiche e proteste, portando la stazione a interrompere l’esperimento dopo una settimana.

Il caso australiano di Thy, però, colpisce particolarmente perché ha mostrato quanto sia sottile la linea tra sperimentazione tecnologica e inganno del pubblico.

E riapre, ancora una volta, il grande dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei media e sull’esigenza di garantire piena trasparenza agli utenti.

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