Ecco Showrunner, il ‘Netflix dell’IA’ per rivoluzionare le serie TV

da | 1 Giu 2024 | IA

L’anno scorso fece non poco clamore la trovata di Showrunner, che presentò il suo modello SHOW-1 attraverso nove episodi non autorizzati di South Park generati con l’intelligenza artificiale. Tra questi ce n’era uno di 22 minuti intitolato “Westland Chronicles”, che raccontava di “Bizney” e del suo giocattolo di peluche mosso dall’IA dalle conseguenze disastrose.

Gli episodi, creati a scopo di ricerca, hanno ottenuto oltre 8 milioni di visualizzazioni e, secondo Saatchi, hanno portato a incontri con Fox, Netflix, Paramount e Sony. Che devono senz’altro aver portato a qualcosa se è vero che The Simulation (precedentemente nota come Fable Studio), ha lanciato ieri Showrunner, la sua piattaforma di creazione di contenuti che permette agli utenti di realizzare le serie TV utilizzando l’intelligenza artificiale.

Definito dal fondatore e CEO Edward Saatchi come “il Netflix dell’IA”, Showrunner permette agli utenti di guardare un episodio o di crearne uno nuovo. Con un prompt di 10-15 parole, è infatti possibile generare scene ed episodi della durata variabile tra due e 16 minuti, completi di dialoghi, voci, montaggio, inquadrature, personaggi coerenti e sviluppo della storia, tutto generato dall’IA.

La piattaforma ha già annunciato dieci serie TV (web series), ciascuna in uno stile unico che spazia dall’anime allo stile Pixar, fino alla tecnica “ritagliata” di South Park. Philipp Maas, co-creatore di Showrunner, ha dichiarato che “Generare una nuova serie TV dovrebbe essere facile come navigare su Netflix per trovare uno show”. E sebbene Showrunner sia rivolto principalmente a utenti non tecnici e non professionisti, coloro che desiderano un maggiore controllo possono modificare le sceneggiature, le inquadrature e le voci, e rifare gli episodi.

Per il lancio, Showrunner ha rilasciato due episodi di Exit Valley, una satira della Silicon Valley con protagonisti come Musk, Zuckerberg e Sam Altman. Lo show, una commedia animata, prevede 22 episodi nella sua prima stagione, alcuni realizzati da Fable e altri dagli utenti, selezionati da una giuria di cineasti e creativi. Altre serie come Ikiru Shinu e Shadows over Shinjuku, ambientate nella Neo-Tokyo, saranno aperte all’interazione degli utenti più avanti nel corso dell’anno. Tra i titoli al lancio ci sono anche Hutzpa!, Pixels, Sim Francisco e What We Leave Behind.

Fable ha pubblicato un documento di ricerca su come ha costruito il modello SHOW-1 e gli Showrunner Agents AI che possono scrivere, produrre, dirigere, scegliere il cast, montare, dare voce e animare episodi di serie TV con l’intelligenza artificiale.

Saatchi è convinto che l’IA rappresenti una rottura radicale rispetto alle tecnologie precedenti e che porterà Hollywood a realizzare intrattenimento bidirezionale: il pubblico guarda una stagione di una serie, la ama e poi crea nuovi episodi con poche parole. La piattaforma permetterà dunque agli showrunner di sperimentare le loro storie in tempo reale, iterando e raffinando costantemente la loro visione.”

Tuttavia, Saatchi ammette che l’IA ha ancora delle limitazioni, soprattutto nel sostenere storie che si sviluppano su più episodi con una continuità tra le puntate. “Oggi l’IA non può sostenere una storia oltre un episodio. Quello in cui l’IA è più forte sono gli show profondamente episodici con personaggi che si resettano in gran parte ad ogni episodio—sitcom, procedurali polizieschi, esplorazione spaziale.”

Con Showrunner, The Simulation punta a ridefinire il concetto di serie TV, permettendo agli spettatori di diventare creatori e trasformando l’intrattenimento in un’esperienza bidirezionale e interattiva. Attualmente il servizio è limitato all’animazione ma Saatchi ritiene che il live action non sia lontano.

POTREBBE INTERESSARTI

Grok Elon Musk

Grok, la California ordina lo stop: “Materiale pedopornografico, tolleranza zero”

Il procuratore generale Bonta invia una diffida a Musk mentre l’amministrazione Trump continua a integrare Grok nei flussi di lavoro federali.

Elon Musk OpenAI causa

Causa OpenAI: Musk chiede 134 miliardi di risarcimento

Sam Altman aveva avvisato di “prepararsi al peggio da Musk”, così è stato. La richiesta poggia sul concetto dei “profitti indebiti”.

Trump Chip

Trump firma il dazio del 25% sui chip H200, ma Nvidia ringrazia

La Casa Bianca impone dazi sui semiconduttori di fascia alta in transito verso la Cina. Ma per Nvidia è una vittoria: finalmente può vendere ai clienti cinesi...
Sam Altman OpenAI Elon Musk

Sam Altman avvisa gli investitori: “Preparatevi al peggio da Musk”

In vista del processo di aprile, OpenAI prepara partner e finanziatori: aspettatevi “sparate a effetto” e “dichiarazioni fuori da ogni...
Mira Murati Thinking Machines

Il saccheggio di Thinking Machines: OpenAI si riprende tre co-fondatori

In meno di un anno la startup di Mira Murati perde quattro figure chiave. A quanto pare i soldi non comprano la lealtà neppure nell’industria...
pubblicità IA

La pubblicità bussa alla porta dei chatbot: Google apre, gli altri seguiranno

Il colosso di Mountain View sperimenta annunci in AI Mode. OpenAI e Perplexity osservano, Meta si prepara. E chi non vorrà spot dovrà probabilmente pagare

Brad Smith, presidente di Microsoft

Microsoft promette: i nostri data center non peseranno sulle bollette degli americani

L’azienda si impegna a non chiedere sgravi fiscali e a formare i residenti. Brad Smith: “Non chiediamo ai contribuenti di sovvenzionarci”.

Matthew McConaughey

McConaughey registra sé stesso come marchio contro i deepfake

Otto trademark approvati negli USA trasformano l’immagine dell’attore in un asset legale. Nel vuoto normativo sui deepfake, Hollywood ricorre...
Google AI Overviews

Google rimuove le AI Overviews per alcune ricerche mediche

Un’indagine del Guardian documenta errori potenzialmente letali nei riassunti sanitari del motore di ricerca. Il tempismo col lancio di ChatGPT Health solleva...
Google agente

Google entra nello shopping con gli agenti IA per i retailer

Con Gemini Enterprise for Customer Experience, Big G offre strumenti per costruire assistenti virtuali proprietari. Ma il commercio agentico è davvero dietro...
Share This