McDonald’s, la famosa catena di fast food, negli Stati Uniti ha deciso di disabilitare un sistema basato sull’intelligenza artificiale che era stato installato in cento dei suoi ristoranti drive-through, ovvero quelli dove i clienti possono effettuare e ritirare un ordine senza dover uscire dalla loro auto.
Il motivo di questa decisione è che il sistema automatizzato AOT (Automated Order Taking), introdotto nel 2021 e basato sul riconoscimento vocale, non riusciva sempre a raccogliere correttamente gli ordini.
Nonostante gli anni di sperimentazione e gli investimenti, infatti, erano ancora tantissimi gli errori, alcuni anche clamorosi, fatti da questo sistema. Tutti rigorosamente condivisi sui social media, soprattutto TikTok. dove sono comparsi video nei quali il sistema aggiungeva bacon sopra un gelato o faceva un ordine di nuggets di pollo di centinaia di dollari.
Oltre a questi casi emblematici, è in generale tutto il sistema che si è dimostrato inadeguato a comprendere gli ordini, soprattutto quelli fatti in dialetto o con un accento marcato.
I ristoranti in cui era in corso il test rappresentano una piccola parte rispetto al totale dei ristoranti McDonald’s negli Stati Uniti, che sono più di 13.000 e quasi tutti offrono il servizio drive-through, da cui nel 2022 proveniva circa il 70% delle vendite di McDonald’s negli Stati Uniti.
Il sistema AOT è stato sviluppato in collaborazione con IBM, una delle principali multinazionali dell’informatica, e sarà disattivato entro il 26 luglio. McDonald’s ha dichiarato al sito specializzato Restaurant Business che l’obiettivo del test era determinare se l’uso di assistenti vocali potesse velocizzare e semplificare le ordinazioni e che comunque queste “soluzioni faranno parte del futuro dei nostri ristoranti drive-through”.
Le catene di fast food, infatti, stanno investendo fortemente nell’IA che, secondo loro, consentirà di risparmiare sul costo del lavoro riducendo drasticamente il personale, soprattutto adesso che alcuni stati degli USA hanno approvato il salario minimo.
Peccato però che una delle aziende che forniscono servizi basati sull’AI alle catene, la Presto Automation, in realtà aveva solo delocalizzato a forza lavoro nelle Filippine, dove venivano rivisti oltre il 70% degli ordini.


