Google rincorre OpenAI e prepara l’IA capace di “ragionare”

by | 3 Ott 2024 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Nello scrivere ieri notte la nostra news sul nuovo Copilot, commentando la funzione Think Deeper, che permette all’assistente AI di prendersi più tempo per elaborare risposte a quesiti complessi, osservavamo: “non si può non pensare che quello dell’IA “riflessiva” sarà il prossimo trend delle IA”.

Ebbene, a neanche ventiquattr’ore di distanza ci siamo imbattuti nella news di Bloomberg, secondo cui anche Google starebbe sviluppando un nuovo tipo di intelligenza artificiale in grado di imitare il ragionamento umano.

La mossa, che segna una nuova tappa nella competizione con OpenAI, indica l’obiettivo del colosso di Mountain View di migliorare la capacità della sua IA di risolvere problemi complessi in campi come la matematica e la programmazione informatica.

A dirlo, come sempre in questi casi, solo le solite fonti anonime a conoscenza dei progetti interni dell’azienda.

Google e il futuro dell’IA che “ragiona”

Questi programmi, noti come modelli di ragionamento, rappresentano il prossimo grande passo nell’evoluzione dell’IA. Sia Google che OpenAI stanno cercando di avvicinarsi al pensiero umano utilizzando una tecnica chiamata “chain-of-thought prompting”, che la prima ha contribuito a sviluppare.

Questo metodo permette al software di prendersi qualche secondo prima di rispondere a un prompt, durante i quali considera una serie di input correlati per formulare la risposta migliore.

Nonostante il silenzio ufficiale da parte di Google, la competizione tra i due colossi non si ferma. OpenAI ha recentemente presentato il suo modello “o1”, conosciuto internamente come Strawberry, suscitando preoccupazioni all’interno di DeepMind, la divisione AI di Google, riguardo a un possibile ritardo rispetto al rivale.

Secondo le succitate fonti interne, però, ora che Google sta lavorando a nuovi progetti, la preoccupazione tra i dipendenti sarebbe diminuita.

Il confronto con OpenAI si è intensificato da quando ChatGPT ha conquistato il mercato, alimentando timori tra gli investitori che Google possa perdere il primato nella ricerca online.

La competizione con OpenAI

Per mantenere la sua leadership, Google ha consolidato le sue risorse, fondendo i suoi laboratori di ricerca di punta per creare la divisione Google DeepMind e rafforzando le connessioni tra i team di ricerca e quelli di prodotto.

L’azienda di Mountain View sta però procedendo con maggiore cautela rispetto a OpenAI, rilasciando nuovi prodotti con una maggiore attenzione alle implicazioni etiche e alla reputazione del marchio.

Nonostante il ritmo più lento, Google resta comunque una forza temibile nell’AI, come sottolinea Oren Etzioni, ricercatore veterano nel campo dell’intelligenza artificiale e fondatore di TrueMedia.org, una ONG impegnata a combattere la disinformazione politica.

“Dal punto di vista tecnico, è sempre stato vero che le capacità di Google erano eccellenti. Sono stati solo più conservatori nel lancio delle novità”, afferma Etzioni. “È una maratona e chiunque può vincere“.

A luglio, Google ha mostrato i risultati di AlphaProof, un programma specializzato nel ragionamento matematico, e AlphaGeometry 2, una versione aggiornata di un modello focalizzato sulla geometria.

Entrambi i programmi si sono distinti risolvendo quattro dei sei problemi proposti all’Olimpiade Internazionale della Matematica, una competizione annuale che sfida gli studenti su temi come algebra e geometria, secondo quanto riportato dall’azienda in un post sul blog.

Un’altra innovazione di Google è stata presentata durante la conferenza per sviluppatori a maggio. Si tratta di un assistente AI chiamato Astra, che può usare la fotocamera di un telefono per “vedere” l’ambiente circostante e rispondere a domande pratiche, come indicare dove l’utente ha lasciato i suoi occhiali. Alcune funzionalità di Astra potrebbero essere integrate nel modello di punta di Google, Gemini, verso la fine dell’anno.

Il ragionamento matematico avanzato è una capacità critica per l’AI moderna“, ha scritto Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, in un post sul social network X a luglio, sottolineando l’importanza di questo sviluppo per il futuro della tecnologia.

 

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