Come ormai ben sappiamo, l’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando vari settori. E il mondo della finanza non fa eccezione.
A dirlo sono i dati divulgati da Northwestern Mutual, che rivelano come le nuove generazioni siano entusiaste di affidarsi all’IA per raggiungere i propri obiettivi finanziari, mentre le generazioni più anziane rimangono più scettiche.
Per arrivare alle sue conclusioni, Northwestern Mutual ha intervistato quasi 5.000 persone per capire come si sentano riguardo all’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione delle finanze personali.
Tra i partecipanti, oltre la metà della Generazione Z e dei Millennials si è dichiarata “entusiasta” degli strumenti di IA generativa, considerati particolarmente utili nell’analisi dei dati per prendere decisioni finanziarie. Le generazioni più anziane, come la Generazione X e i Baby Boomers, hanno invece mostrato maggiori riserve sull’utilizzo dell’AI in questo campo.
Nonostante l’entusiasmo dei più giovani, la maggior parte delle persone continua comunque a preferire l’intervento umano nella pianificazione finanziaria. Secondo il sondaggio, il 54% degli intervistati preferisce ancora affidarsi a consulenti umani. Solamente il 15% si è detto disposto a optare esclusivamente per l’IA.
Christian Mitchell, vicepresidente esecutivo e chief customer officer di Northwestern Mutual, ha commentato: “Il fattore fiducia per l’AI è chiaramente limitato ad aiutare nel gestire un budget o tenere traccia dei soldi”. Mitchell ha sottolineato che, sebbene i consumatori non siano ancora pronti a dare “accesso illimitato” all’automazione, “vivremo in un mondo pieno di AI. Ma ci sarà sempre un ruolo enorme per un essere umano“.
Ora che ci sentiamo tutti più sicuri, possiamo passare alla visione di John Mileham, chief technology officer di Betterment, che ha dichiarato: “Fattori complessi come l’inflazione, i costi di prestito più elevati e l’ansia generale per il futuro, hanno spinto i consumatori a cercare istruzione e orientamento più che mai. Ci saranno sempre molte sfumature nelle consulenze finanziarie, quindi è comprensibile che consulenti e consumatori temano di ricevere suggerimenti inaccurati se non è coinvolto un essere umano”.
Insomma, l’intelligenza artificiale continua a diffondersi in vari settori, inclusa la finanza, ma la fiducia nel ruolo umano rimane forte. E sebbene l’AI possa aumentare la produttività e fungere da valido aiuto, non è ancora vista come un sostituto completo per i consulenti finanziari.
Come sottolineato da Mitchell, “l’AI può aiutare ad aumentare la produttività ed essere un aiuto, piuttosto che un sostituto”. In questo contesto, il futuro della gestione finanziaria sembra destinato a essere un equilibrio tra tecnologia avanzata e tocco umano. Quanto meno, fino a che questo sarà insostituibile.


