Cloud AI Live: Google porta a Milano la sua visione dell’impresa agentica

by | 21 Mag 2026 | IA

Paolo Spreafico, Country Director Customer Engineering per l'Italia di Google. | Foto: Google
Riassunto IA
  • Google Cloud ha presentato al Cloud AI Live Milano 2026 le novità di Google I/O per il mercato enterprise: Gemini 3.5 Flash, Gemini Omni, Gemini Spark e nuovi strumenti per sviluppatori e sicurezza del codice.
  • Quattro aziende italiane premiate con i Groundbreaker Awards: Acea registra -60% di chiamate abbandonate grazie all’IA conversazionale; Stellantis ha prodotto una campagna TV con il modello video Veo.
  • Google afferma che lo spostamento dell’80% dei carichi su Gemini 3.5 Flash potrebbe far risparmiare oltre un miliardo di dollari l’anno alle grandi imprese, ma il dato è una proiezione interna, non verificata da terzi.
Tempo di lettura: 4 minuti

Fino a qualche anno fa bastava un chatbot. Oggi Google vuole convincere le imprese che il passo successivo è un ecosistema di agenti autonomi capaci di ragionare, coordinarsi e agire senza aspettare istruzioni a ogni passaggio.

È questo il concetto di Agentic Enterprise che ha fatto da filo conduttore al Cloud AI Live Milano 2026, l’evento con cui Google Cloud ha presentato al mercato italiano le novità annunciate pochi giorni fa al Google I/O 2026.

È una vetrina selezionata con cura, con casi aziendali scelti da Google, numeri presentati da Google e narrativa costruita da Google. Ma il contesto in cui s’inserisce questo evento è comunque rilevante.

Google Cloud è infatti il terzo attore nel mercato cloud globale, dopo AWS e Microsoft Azure. La scommessa sull’IA agentica per le imprese è la leva con cui punta a guadagnare terreno e a differenziarsi in un segmento dove la presenza di Copilot di Microsoft in Workspace gioca a favore del rivale di Redmond.

I numeri di adozione citati nel comunicato danno la misura della scala: negli ultimi dodici mesi, oltre 375 clienti Google Cloud a livello globale hanno elaborato individualmente più di un trilione di token ciascuno.

Il Cloud AI Live 2026 si è tenuto al CityOval Milano.

Gemini 3.5, Omni, Spark: cosa cambia per le imprese

Il pezzo centrale dell’offerta è Gemini 3.5 Flash, descritto da Google come il modello più capace della famiglia per coding e compiti agentici complessi.

Le dichiarazioni sono ambiziose: costo dichiarato inferiore alla metà dei modelli comparabili e velocità quattro volte superiore in termini di token generati al secondo rispetto ad altri modelli leader di mercato.

Google spinge anche su una proiezione economica: se le grandi aziende, cioè quelle che oggi elaborano circa un trilione di token al giorno, spostassero l’80% dei carichi su Gemini 3.5 Flash, il risparmio aggregato supererebbe il miliardo di dollari l’anno. I numeri, lo ricordiamo, li dà Google.

Accanto a Gemini 3.5 Flash, Google ha presentato Gemini Omni, un modello che genera contenuti video dinamici fondendo input testuali, audio e immagini tramite linguaggio naturale.

Gemini Spark è invece l’agente personale integrato in Google Workspace: lavora in background, esegue flussi di lavoro multi-step su indicazione dell’utente e accede a connettori personalizzati. Il posizionamento è esplicito: è un assistente che non aspetta di essere interrogato ma agisce.

Per gli sviluppatori arrivano Antigravity e la Managed Agents API. Il primo è un ambiente che orchestra l’esecuzione simultanea di agenti su più fasi di un progetto, con protezione dei dati nel perimetro cloud aziendale.

La seconda consente ai team tecnici di avviare agenti personalizzati con una singola chiamata API, in ambienti sicuri ospitati da Google, liberando le imprese dalla gestione diretta dell’infrastruttura sottostante.

Le aziende italiane sul palco

Il Cloud AI Live ha assegnato i Google Cloud AI Groundbreaker Awards 2026, alla seconda edizione. Quattro categorie, quattro vincitori italiani.

Il caso più solido sul piano dei dati è quello di Acea, che ha integrato IA conversazionale basata su Gemini nei propri canali di assistenza clienti, superando i tradizionali sistemi a risposta vocale automatica. I risultati dichiarati sono un servizio attivo h24, riduzione dei tempi di attesa, calo del 60% delle chiamate abbandonate, circa il 35% delle interazioni gestite interamente dall’IA senza intervento umano.

OTB Group, la holding della moda che controlla brand come Diesel e Marni, ha vinto nella categoria Creatività per l’introduzione del virtual try-on nel retail. In questo caso gli agenti basati su Gemini generano contenuti visivi personalizzati direttamente sul dispositivo del cliente, mostrando come gli starebbe addosso un capo d’abbigliamento.

D4Science, infrastruttura di ricerca del CNR, ha invece costruito una piattaforma per l’accesso all’IA nella ricerca scientifica, l’unico caso non commerciale tra i premiati, e per questo forse il più interessante dal punto di vista della diffusione oltre il perimetro corporate. Generative Bionics ha invece vinto nella categoria Accelerator per le soluzioni di robotica umanoide destinate a logistica e sanità.

Sul palco anche Technogym, con un AI Coach capace di adattare i programmi di allenamento in tempo reale, e Stellantis, che ha usato Veo, altro modello di generazione video di Google, per produrre una campagna pubblicitaria televisiva.

Quest’ultimo è uno dei primi casi documentati di uso dell’IA generativa video in una produzione televisiva da parte di un grande gruppo automobilistico europeo. Vale la pena notare che negli Stati Uniti, l’uso dell’IA nella produzione di film o di videogiochi basta da solo ad alimentare campagne di boicottaggio. Il contesto europeo, evidentemente, è un altro.

Google Cloud con l’IA agentica vuole guadagnare terreno su Microsoft e AWS.

Google: sicurezza e governance

Meno visibile nella comunicazione di Google, ma probabilmente più rilevante per l’adozione enterprise reale, è il pacchetto di strumenti dedicati a sicurezza e governance.

CodeMender è un agente integrato nella piattaforma che identifica vulnerabilità nel codice, propone e testa correzioni, applica patch su sistemi dipendenti, sempre con approvazione umana prima dell’intervento.

L’AI Content Detection API consente invece di identificare contenuti generati da sistemi di IA, sia di Google che di altri fornitori, per supportare la governance responsabile dei media aziendali.

Sono strumenti che rispondono a una domanda reale: man mano che gli agenti entrano nei flussi di lavoro critici, le imprese hanno bisogno di meccanismi di controllo credibili.

La retorica dell’autonomia e quella della supervisione umana convivono nelle stesse slide, un’apparente contraddizione che Google gestisce con formule rassicuranti (“with your approval”, “with your permission”) e che probabilmente resterà strutturalmente irrisolta nel mondo agentico.

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