Abu Dhabi Autonomous Racing League: le auto corrono da sole

by | 28 Apr 2024 | IA, Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Che le auto a guida autonoma siano il futuro, ce lo dicono da tempo. Che siano utilizzabili nella vita di tutti i giorni, però, è ancora prematuro e basta vedere cosa succede di tanto in tanto negli USA coi taxi robottizzati di Cruise e Waymo per farsene un’idea.

La tecnologia però sta facendo passi da gigante e per una volta parla italiano, visto che il Politecnico di Milano col suo PoliMOVE ha finora ottenuto risultati lusinghieri, come il far correre alcune tappe della 1000 Miglia a una Maserati a guida autonoma, e il detenere il record di velocità per un’auto senza pilota (ben 309,3 chilometri orari).

I circuiti sono senz’altro un ambiente migliore rispetto alle strade di tutti i giorni per mettere alla prova i software di guida autonoma, ed ecco dunque il primo appuntamento della Abu Dhabi Autonomous Racing League (A2RL), che si è svolto ieri sulla pista del Gran Premio di Formula 1 di Yas Marina, negli Emirati Arabi Uniti. La gara si è corsa esclusivamente con le macchine Super Formula SF23 di Dallara e, nonostante partenza e conclusione siano state regolari, la competizione ha riscontrato non poche difficoltà.

Le scuderie della Abu Dhabi Autonomous Racing League non erano quelle cui siamo abituati in Formula 1, bensì università di tutto il mondo che hanno messo alla prova i loro bolidi dotati di antenne, sensori, intelligenze artificiali e sistemi drive-by-wire al posto dei piloti umani.

Già durante le qualificazioni, i bolidi Dallara Super Formula hanno faticato a completare un intero giro senza intoppi. Ciò ha messo a dura prova gli annunciatori, che con grande maestria hanno trasformato le difficoltà tecniche in momenti di divulgazione per i progressi scientifici di vetture che stanno “spingendo i confini della scienza”.

L’auto del PoliMOVE va in testa coda.

Il problema più eclatante si è verificato durante la gara, quando il veicolo in testa del Politecnico di Milano (l’Italia era rappresentata anche da UNIMORE, università degli studi di Modena e Reggio Emilia), ha perso il controllo al quarto degli otto giri previsti. Il secondo, il veicolo della tedesca Tum (Technical University of Munich), è riuscito a superarlo ma poco dopo è stata esposta la bandiera gialla. Rispettando le regole, gli altri due veicoli dietro al PoliMOVE si sono fermati, senza tentare di superare il concorrente in difficoltà.

Le sfide tecnologiche della Abu Dhabi Autonomous Racing League

Dopo circa un’ora dall’inizio, i piloti gestiti dall’IA hanno portato a termine l’ottavo e ultimo giro della Abu Dhabi Autonomous Racing League che è stata vinta proprio dalla TUM, che grazie alle sue competenze in codifica e ingegneria si è aggiudicata buona parte del montepremi di 2,25 milioni di dollari.

Simon Hoffmann, Team Principal, ha così dichiarato: “Questo evento è stato straordinario, e la finale è stato il nostro momento definitivo. Siamo assolutamente entusiasti del risultato; la dice lunga sulle nostre competenze collettive in ingegneria, codifica e determinazione assoluta. È una testimonianza dell’incredibile potere dell’AI che guida l’evoluzione della mobilità autonoma verso il futuro!”.

L’Abu Dhabi Autonomous Racing League, dicono gli organizzatori, ha attirato oltre 10.000 spettatori e ha catturato l’attenzione di oltre 600.000 spettatori online in sole 12 ore. Le performance degli umani sono ancora ben lontane e ci troviamo nella fase in cui si celebra ogni piccolo successo. Le squadre però hanno dovuto affrontare compiti complessi dovendo calcolare in tempo reale i livelli di aderenza, gestire le temperature degli pneumatici, prevedere i movimenti degli avversari, eseguire sorpassi con successo.

L’AI ha dovuto quindi eseguire tutte le azioni che i piloti di corsa fanno intuitivamente e, con quattro auto autonome che correvano contemporaneamente in pista, si è trattato di un tentativo senza precedenti che ha aggiunto un ulteriore livello di sfida.

Il potenziale di questa tecnologia promette dunque una rivoluzione nell’ambito delle corse motoristiche, aprendo la strada a un futuro in cui le competenze umane e quelle artificiali potrebbero non solo coesistere ma competere alla pari.

Chi ha dei dubbi in proposito, si ricordi cosa si diceva una volta degli scacchi…

POTREBBE INTERESSARTI

Cina censura

Anche la Cina respinge lo stop all’IA: “È solo allarmismo”

Il portavoce di Pechino accusa Amodei, Altman e Musk di allarmismo sull’IA. Lo stesso giorno il ministro della sicurezza di stato cinese lancia un allarme quasi...
Donald Trump annuncerà domani World Liberty Financial

Trump respinge lo stop all’IA: “Chi vince, vince tutto”

Amodei, Altman e Musk chiedono più cautela sull’IA. Trump risponde dal golf in Irlanda: fermarsi significa regalare il vantaggio alla Cina.

Un gruppo di cybercriminali sta bloccando il mercato dell’auto americano

Negli USA l’auto vende i dati dell’utente e Washington non sembra voler far nulla

La FTC ha multato General Motors per aver venduto senza consenso i dati di guida dei clienti. Ma quasi tutte le altre case automobilistiche fanno lo stesso: la tua auto...
Claude Anthropic Apple

I governi si affidano a Claude per automatizzare la sorveglianza

Dai dossier costruiti con i dati telefonici alla selezione degli obiettivi politici, il rapporto di Anthropic mostra come l’IA stia abbassando i costi della...
Dario Amodei Anthropic Claude

Amodei, Altman e Musk chiedono di rallentare la corsa all’IA

Anthropic chiede di frenare l’aumento delle capacità dei modelli. OpenAI aderisce ai controlli indipendenti e Musk appoggia Amodei. Ma nessuno promette ancora di...
openai ia pensano

OpenAI avverte: capire cosa ‘pensano’ le IA è sempre più difficile

OpenAI ammette che seguire il ragionamento delle IA diventerà sempre più complicato perché esplicitano sempre meno il proprio ragionamento. In gioco c’è...
rubygems

OpenAI: prima di Hugging Face c’è stato RubyGems

OpenAI conferma il coinvolgimento dei propri sistemi in un incidente avvenuto a maggio. Due mesi dopo, fino a 1.200 agenti avrebbero poi attaccato Hugging Face.

pentagono

Il Pentagono entra nella filiera dell’IA con Fluidstack

Il finanziamento a Fluidstack sarebbe il più grande mai concesso dall’Office of Strategic Capital e servirebbe a produrre negli USA componenti per i data...
IA umanità Coxon

Già, ma come potrebbe davvero l’IA ucciderci tutti?

La denuncia di Coxon nei giorni scorsi ha fatto scalpore, ma come potrebbe concretizzarsi realmente il suo scenario apocalittico? Risposta: attenzione alle...
Anthropic

Anthropic accusa: Russia e Cina hanno usato Claude per cyberattacchi e distillazione

Il rapporto descrive attacchi informatici gestiti in larga parte dall’IA. E accusa Alibaba, DeepSeek, Moonshot e Xiaomi di aver cercato di replicare le capacità...
Share This