Per un adolescente che usa ChatGPT, dichiarare un’età falsa non dovrebbe più bastare per ottenere la stessa esperienza di un adulto. OpenAI ha infatti lanciato ChatGPT for Teens, una versione che applica automaticamente protezioni più rigide agli utenti tra 13 e 17 anni.
Il passaggio avviene senza intervento dei genitori quando l’età dichiarata rientra in quella fascia. OpenAI vuole però riconoscere anche chi mente al momento dell’iscrizione e secondo quanto riferito al Wall Street Journal, il sistema di previsione dell’età utilizza circa 2.000 segnali, tra cui gli argomenti delle conversazioni, gli orari di utilizzo e il comportamento dell’account.
In Italia c’è però una distinzione importante da fare. ChatGPT for Teens può già essere attivato in base all’età dichiarata, mentre il sistema automatico che cerca di capire se l’utente ha meno di 18 anni arriverà nell’Unione Europea nelle prossime settimane.
OpenAI attribuisce il ritardo alla necessità di adeguarsi ai requisiti europei, senza entrare nei dettagli. Nell’UE, infatti, i sistemi per accertare l’età devono rispettare requisiti specifici di accuratezza, affidabilità e tutela della privacy dei minori.
ChatGPT dovrebbe aiutare nei compiti (senza farli lui)
La scuola è uno dei punti centrali della nuova esperienza. Secondo OpenAI, nove adolescenti su dieci che utilizzano ChatGPT lo fanno per apprendere, aumentare la produttività o sviluppare nuove competenze. È un dato dell’azienda, che ora cerca di indirizzare questo utilizzo verso il ragionamento invece che verso la risposta pronta.
ChatGPT for Teens integra allora Study Mode, che procede attraverso domande e spiegazioni passo dopo passo. Se uno studente chiede una scorciatoia, i nuovi promemoria per i compiti dovrebbero riportarlo verso il procedimento: il sistema può aiutare a costruire una tesi, per esempio, ma dovrebbe evitare di scrivere direttamente il saggio, oppure spiegare come risolvere un’equazione invece di fornire subito il risultato.
Ci saranno anche quiz per verificare quello che è stato imparato e visualizzazioni dei concetti più complessi. Con Study Hours, ragazzi e genitori potranno inoltre stabilire fasce orarie nelle quali Study Mode verrà attivato automaticamente.
Le protezioni riguardano anche il rapporto con il chatbot
La parte più delicata va oltre i compiti. ChatGPT for Teens applicherà regole più severe quando nelle conversazioni emergono autolesionismo, disturbi alimentari, violenza, attività pericolose e contenuti sessuali o espliciti.
OpenAI ha anche modificato le istruzioni che regolano il comportamento del modello con i minorenni. ChatGPT eviterà il linguaggio romantico, non incoraggerà una dipendenza emotiva e non suggerirà di possedere sentimenti o una coscienza.
Il problema è diventato centrale con la diffusione dei chatbot come strumenti di compagnia oltre che di informazione. Ai ragazzi verranno quindi mostrati anche promemoria per ricordare che stanno interagendo con un’IA. Secondo il Wall Street Journal, ogni 90 minuti ChatGPT inviterà inoltre l’utente a fare una pausa.
Cosa possono controllare i genitori
I parental control già introdotti da OpenAI restano comunque disponibili. Collegando il proprio account a quello del figlio, un genitore può impostare fasce orarie nelle quali ChatGPT non deve essere utilizzato e gestire alcune funzionalità.
Sono previste anche notifiche in situazioni limitate considerate ad alto rischio, alle quali OpenAI sta aggiungendo quelle legate ai disturbi alimentari. Il collegamento familiare non permette invece ai genitori di leggere le conversazioni dei figli.
Se un adulto viene classificato erroneamente come minorenne può verificare la propria età e rimuovere le protezioni. In Italia, quando OpenAI richiede questa verifica, l’utente ha 60 giorni per completarla prima che alcune funzionalità possano essere disabilitate.
Dai social ai chatbot, le protezioni diventano automatiche
La direzione ricorda quella già seguita dai social network. Instagram ha introdotto nel 2024 account per adolescenti con impostazioni restrittive attive automaticamente, mentre TikTok utilizza a sua volta impostazioni predefinite differenti in base all’età.
La differenza è nel tipo di prodotto. Un chatbot conversa direttamente con il ragazzo, può aiutarlo nello studio e può diventare anche uno spazio nel quale cercare sostegno emotivo. Per questo OpenAI interviene sia su quello che ChatGPT può mostrare sia sul modo in cui deve parlare con un minorenne.
Il passaggio dalle protezioni facoltative a quelle automatiche arriva mentre aumenta la pressione sulle piattaforme tecnologiche per i danni ai minori.
ChatGPT for Teens prova ad affrontare il problema prima che il controllo ricada interamente sulle famiglie. La prova decisiva sarà capire quanto facilmente gli adolescenti riusciranno ad aggirare queste regole.
Fonte: OpenAI, Wall Street Journal


