X perquisita a Parigi, Musk convocato per il 20 aprile

by | 3 Feb 2026 | Politica

Riassunto IA
  • La polizia francese ha perquisito gli uffici parigini di X e convocato Elon Musk per un’audizione il 20 aprile, nell’ambito di un’indagine che include accuse di hosting di materiale pedopornografico, deepfake sessuali e manipolazione algoritmica.
  • L’indagine, condotta dalla stessa unità cybercrime che arrestò Pavel Durov nel 2024, è partita da una denuncia del parlamentare Eric Bothorel sugli algoritmi distorti e si è estesa al chatbot Grok.
  • La Procura di Parigi ha annunciato l’abbandono di X come canale di comunicazione ufficiale, migrando su LinkedIn e Instagram.
Tempo di lettura: 3 minuti

La polizia francese ha perquisito oggi gli uffici parigini di X. Elon Musk e l’ex amministratrice delegata Linda Yaccarino sono stati convocati per un’audizione fissata al 20 aprile.

L’operazione è condotta dall’unità cybercrime della Procura di Parigi insieme alla polizia francese e all’Europol. Siamo quindi di fronte a un’escalation investigativa che parte da accuse di manipolazione algoritmica per arrivare a materiale pedopornografico, deepfake sessuali non consensuali e negazionismo di crimini contro l’umanità.

Le contestazioni sono pesanti. X è accusata di aver ospitato e diffuso immagini pedopornografiche, di aver violato i diritti all’immagine con deepfake sessuali creati senza consenso, di aver manipolato i propri algoritmi e di aver estratto e falsificato dati in modo fraudolento.

La Procura, in un comunicato, ha parlato di “approccio costruttivo, con l’obiettivo finale di garantire che la piattaforma X rispetti le leggi francesi, nella misura in cui opera sul territorio nazionale”. X non ha commentato.

A luglio scorso, quando l’indagine era ancora limitata agli algoritmi, Musk aveva liquidato il tutto come “un’indagine penale politicamente motivata”. La strategia è chiara: X rifiuta di collaborare, nega le accuse e non rilascia commenti.

Dalla denuncia di Bothorel all’estensione a Grok

L’indagine è partita nel gennaio 2025 da una denuncia del parlamentare Eric Bothorel, che accusava X di utilizzare algoritmi distorti capaci di manipolare il funzionamento dei sistemi automatizzati di elaborazione dati.

Bothorel ha commentato oggi su X stesso: “Felice di vedere che la mia denuncia del gennaio 2025 sta dando risultati! In Europa, e in particolare in Francia, lo Stato di diritto significa che nessuno è al di sopra della legge”.

Nel frattempo, l’indagine si è estesa a Grok, il chatbot di intelligenza artificiale di X, finito nel mirino dei regolatori in più paesi dopo che gli utenti hanno generato immagini sessualizzate di minori e donne non consenzienti. Grok, per inciso, continua a produrre immagini sessualizzate.

Il pattern francese: da Durov a Musk

Non è la prima volta che questa unità cybercrime della Procura di Parigi colpisce i giganti delle piattaforme. Nell’agosto del 2024 arrestò Pavel Durov, fondatore di Telegram, con accuse di complicità in crimini organizzati sulla sua piattaforma, che il suo avvocato definì “assurde”.

Il caso Durov si è poi concluso sostanzialmente con un nulla di fatto sul piano penale, ma Telegram ha dovuto modificare policy e compliance in Europa. La Francia non ha vinto in tribunale, ma ha ottenuto cambiamenti concreti nel comportamento della piattaforma.

Ora tocca a Musk. Le convocazioni sono obbligatorie, anche se più difficili da far rispettare a persone che non risiedono in Francia. Dopo l’audizione, le autorità potranno decidere se archiviare, proseguire l’indagine o disporre la custodia cautelare.

Parallelamente, l’Unione Europea ha lanciato la settimana scorsa un’indagine su X per valutare se la piattaforma abbia diffuso contenuti illegali. Nel Regno Unito, l’autorità di regolamentazione Ofcom sta indagando su X, mentre l’Information Commissioner’s Office ha aperto un’indagine formale su Grok per il trattamento dei dati personali e la produzione di contenuti sessualizzati dannosi.

Il gesto simbolico

La Procura di Parigi ha annunciato che abbandonerà X come canale di comunicazione e che d’ora in poi comunicherà su LinkedIn e Instagram. È un gesto che va oltre il simbolico: l’istituzione che indaga la piattaforma dichiara pubblicamente di non ritenerla più affidabile o legittima per le proprie comunicazioni ufficiali.

Non è un caso isolato. Pochi giorni fa abbiamo raccontato come la Francia spinga per l’abbandono di Zoom e Teams in favore di software sovrani. Ora lascia X.

Entrambe le mosse si inseriscono in un clima di tensioni acute tra Parigi e Washington. Nel gennaio 2024 Trump aveva pubblicamente deriso Macron imitandone l’accento. In queste settimane, l’escalation: a Davos Trump lo ha preso in giro per gli occhiali da sole, ha pubblicato su Truth Social i messaggi privati che Macron gli aveva inviato durante la crisi sulla Groenlandia, ha minacciato dazi al 200% su vini e champagne francesi e ha dichiarato che “nessuno lo vuole perché lascerà l’incarico molto presto”.

Con Musk sempre più vicino all’amministrazione Trump, la perquisizione di X e l’abbandono della piattaforma da parte della Procura assumono anche i contorni di una risposta politica francese.

Ma la scelta di migrare su LinkedIn, proprietà di Microsoft, e Instagram, di Meta, segnala che l’obiettivo non è l’uscita totale dalle Big Tech americane, quanto la punizione selettiva di Musk. Resta da capire se la pressione cumulativa di Francia, Unione Europea e Regno Unito produrrà cambiamenti concreti in X, o se rimarrà un gesto politico che si scontrerà con la difficoltà di far rispettare le leggi a chi non vive in Francia.

Il precedente Durov suggerisce che, anche senza vittorie in tribunale, la Francia può ottenere modifiche sostanziali alle policy delle piattaforme. Ma X, a differenza di Telegram, ha scelto la strategia del confronto aperto con i regolatori europei. L’audizione del 20 aprile dirà quanto questa scommessa sia sostenibile, anche se dubitiamo che Musk si presenterà in aula.

Fonti: Bloomberg, Reuters

POTREBBE INTERESSARTI

ontario

Trump rinomina il Lago Ontario e Google Maps lo segue. Apple e MapQuest, no

Google applica il nuovo nome deciso dal governo federale americano, mentre in Canada mantiene Lake Ontario. Apple e MapQuest hanno scelto di non adeguarsi.

Bill Gates

Bill Gates vuole tassare l’IA e riservare alcuni lavori agli umani

Nel 2023 paragonava l’IA a Internet e al PC. Ora sostiene che aziende e governi stanno accelerando senza aver deciso come affrontarne le conseguenze sociali. E propone...
silvano sansoni chapsvision

ChapsVision sfida Palantir: l’Europa cerca un’alternativa per intelligence e difesa

La società francese vale una frazione del gigante americano ma ha già conquistato l’intelligence francese e tedesca.

shapiro repubblicani data center

USA: i Repubblicani ora fanno campagna contro i data center

Dalla Pennsylvania al Texas, i politici che un anno fa celebravano l’arrivo dei data center ora promettono restrizioni in vista delle midterm. Ma Trump insiste:...
Steve Jobs NeXT computer 1988

La CIA aiutò Steve Jobs a tenere in vita NeXT. E quindi a riportarlo in Apple

Negli anni Ottanta l’intelligence americana acquistò migliaia di computer dalla società di Jobs. La sua tecnologia sarebbe poi diventata la base dei sistemi operativi...
microsoft cina windows

La Cina non vuole più Windows nei suoi apparati statali

Il governo anticipa l’addio persino alla versione di Windows sviluppata appositamente per la Cina. L’ordine arriva a poche settimane dall’incontro...
eric donald jr trump

Trump accusa l’IA cinese, ma la sua società crypto ci fa affari

Quasi metà dei modelli disponibili su WorldClaw arriva da aziende come Alibaba, Baidu e Z.ai, colpite da restrizioni o accuse dell’amministrazione americana.

mamdami amazon

New York sfida Amazon: basta coi corrieri in subappalto

I corrieri guidano furgoni Amazon e indossano divise Amazon, ma lavorano per società terze. Il sindaco Mamdani vuole obbligare il colosso ad assumerli...
Eric Trump

Eric Trump scommette sulla società di difesa Space-Eyes

Ricavi da start-up, clientela pubblica: il modello Palantir applicato alla sorveglianza e alla difesa dai droni, con la firma di casa Trump.

Riconoscimento facciale

Riconoscimento facciale, Bruxelles avvisa l’Italia: “Negli spazi pubblici è vietato dall’AI Act”

Stadi, concerti, stazioni e manifestazioni potrebbero essere sottoposti alla raccolta automatica dei volti. Il governo difende il decreto ma non risponde all’obiezione...
Share This